blended learning: cos’è e qual è la sua forza

12/10/2018 13:04:41

Blended learning Novità nel campo della formazione aziendale. È il blended learning, un modello alternativo di apprendimento che si nutre di tecniche digitali e analogiche insieme. Potremmo definirla una tecnica mista, un punto di incontro tra i più innovativi modelli di e-learning e il più tradizionale approccio d’aula. Vediamo nel dettaglio cos’è il blended learning e perché è così importante implementarlo in azienda.

La prima volta che è stato pronunciato il termine blended learning era il 1960 nell’ambito di un progetto scolastico innovativo dell’Università dell’Illinois. Il boom, però, è avvenuto solo negli anni ’90 grazie all’arrivo dei primi supporti tecnologici più evoluti. L’apprendimento misto è composto da 3 tipi differenti di didattica, divisi per fasi successive:

  • la prima parte è dedicata all’incontro in aula;
  • a seconda si riferisce a una didattica individuale da svolgersi tramite contenuti digitali;
  • la terza, infine, riguarda la creazione di una community all’interno della quale si condividono sapere e conoscenze (social learning).

La forza di un approccio del genere risiede nella sua capacità di rendere collaborativi tutti i partecipanti alla sessione formativa, migliorando la comunicazione interna grazie al mix dei modelli messi in atto. Se l’azienda ha bisogno di dare un boost importante alle risorse, il blended learning è la soluzione migliore, perché è un sistema complesso che abbraccia più livelli di aggiornamento. Inoltre, l’apprendimento misto permette ai docenti di proporre alle risorse un percorso personalizzato basato sulle aree di miglioramento di ognuno.

Ecco alcuni benefici dell’apprendimento misto:

  • responsabilizzazione delle risorse;
  • coinvolgimento nell’attività formativa grazie soprattutto ai formati usati per le lezioni;
  • semplicità e immediatezza;
  • comunicazione migliorata tra dipendenti e docenti;
  • autonomia e collaborazione delle risorse;
  • sfrutta al meglio i vantaggi della formazione in aula e di quella in autonomia.

Questo tipo di formazione aziendale si sposa benissimo con i millennials, i nativi digitali, che hanno una familiarità “innata” con gli strumenti usati dal blended learning.  

Efficacia da una parte e attenzione maniacale dall’altra. Essendo un mix di proposte formative, infatti, il blended learning deve essere dosato alla perfezione: tutti gli ingredienti al suo interno devono essere selezionati con cura per raggiungere gli obiettivi di formazione. Una ricetta che valga sempre non esiste. Se un’azienda, quindi, vuole implementare un percorso di formazione di questo tipo per le proprie risorse, deve seguire qualche piccolo consiglio:

  • equilibrare il più possibile le diverse tipologie di aggiornamento, cercando di creare il mix più adatto alle esigenze aziendali;
  • attuare una modifica al ruolo del formatore, che nel blended learning, non è più colui che espone le teorie, ma guida tutta l’attività formativa come un regista, indirizzando le risorse alla costruzione di concetti;
  • creare le basi per una maggiore contaminazione di linguaggi e contenuti, introducendo elementi digitali alla formazione in aula e viceversa;
  • rendere le risorse autonome e responsabili, anche attraverso l’accesso alle piattaforme digitali utili per il corso di formazione.

Il blended learning per sua stessa natura, quindi, coinvolge i dipendenti e li pone al centro della didattica, dando loro autonomia e momenti di confronto utili per la crescita personale e di tutta l’organizzazione.