in sintesi.

  • L'Infermieristica è oggi una disciplina universitaria a pieno titolo. Per accedere alla professione nel 2026, l'unico percorso valido è il conseguimento della Laurea in Infermieristica (Classe L/SNT1).
  • L'accesso è regolato da un concorso nazionale altamente selettivo che si tiene ogni anno a settembre.
  • Sono obbligatorie tra le 1.800 e le 2.700 ore di tirocinio clinico supervisionato.
  • L'iscrizione all'OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche) è il requisito sine qua non per l'esercizio legale.
  • Con una carenza stimata di oltre 65.000 unità entro la fine del 2026, l'occupabilità sfiora il 100% già a pochi mesi dalla laurea.

il nuovo ruolo dell'infermiere nel SSN: vertice dell'assistenza e nuove competenze.

Il panorama sanitario italiano sta attraversando una trasformazione senza precedenti. Nel 2026, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha completato il suo passaggio da un modello puramente ospedale-centrico a uno territoriale e di prossimità. Questa evoluzione, accelerata dai fondi del PNRR, ha posto l'Infermiere al vertice della piramide assistenziale.

Oggi, intraprendere questa carriera non significa più solo "assistere", ma gestire processi complessi, integrare la salute digitale (e-health) e garantire la presa in carico globale della persona. Che tu sia un neodiplomato, un lavoratore in cerca di riqualificazione professionale o un infermiere con titolo estero, conoscere a fondo l'iter di abilitazione è il primo passo fondamentale per diventare un professionista. Questa guida completa ti accompagnerà attraverso i requisiti accademici, normativi e professionali necessari per navigare il settore nel 2026.

Randstad professional career
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accedere a infermieristica: la laurea triennale e il numero chiuso.

In Italia, l'infermieristica è una disciplina universitaria a pieno titolo. Il percorso si articola nella Laurea in Infermieristica (Classe L/SNT1), un corso triennale da 180 CFU (Crediti Formativi Universitari) che corrisponde al Livello 6 del quadro EQF.

la sfida del test d’ammissione.

A differenza di molti altri corsi di laurea, l’infermieristica è ad "accesso programmato". Ogni anno, il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) stabilisce il contingente di posti disponibili in base al fabbisogno di ogni singola regione italiana.

  • Struttura della prova: il test, solitamente programmato per l'inizio di settembre, consiste in 60 quesiti a risposta multipla che spaziano tra biologia, chimica, fisica, matematica e ragionamento logico.
  • La competizione: nelle regioni con un'alta densità di strutture d'eccellenza, come la Lombardia, il Veneto o il Lazio, la concorrenza è serrata: non è raro che il rapporto sia di cinque candidati per ogni posto disponibile.
  • Preparazione strategica: il test premia non solo la memoria, ma la capacità di analisi critica. I candidati più brillanti iniziano la preparazione con almeno sei mesi di anticipo avvalendosi di manuali specializzati come AlphaTestHoepli.

il piano di studi: teoria e rigore.

Il triennio è un'immersione totale tra scienze di base e specialistiche.

  • I Anno: focalizzato sulle scienze biomediche (anatomia, fisiologia, biochimica) e sui fondamenti teorici del nursing.
  • II Anno: spazio alle specialità cliniche: medicina interna, chirurgia, farmacologia e patologia.
  • III Anno: dedicato all’ambito critico (emergenza-urgenza), alla pediatria, alla salute mentale e alla gestione del rischio clinico.

il tirocinio clinico: dove il sapere diventa saper fare.

Il "tirocinio" è l'anima del percorso di studi. Nel 2026, gli standard qualitativi sono stati ulteriormente elevati per garantire che ogni laureato sia immediatamente operativo e sicuro nella pratica professionale.

  • Il monte ore: è necessario accumulare tra le 1.800 e le 2.700 ore di pratica sul campo e la frequenza è fondamentale.
  • La supervisione: lo studente non è mai solo. Viene affiancato da un "Tutor Clinico" esperto. Sebbene queste ore non siano retribuite, rappresentano il cuore pulsante dell'apprendimento.
  • Rotazione dei reparti: il percorso prevede il passaggio obbligatorio in vari setting: dalla geriatria alle sale operatorie, dai pronto soccorso alle nuove case della comunità, le strutture territoriali nate per decongestionare gli ospedali.
  • La verifica delle competenze: al termine di ogni blocco di tirocinio, lo studente affronta un esame pratico per dimostrare la padronanza delle manovre cliniche, dal prelievo venoso alla gestione di ferite complesse e monitoraggio emodinamico.

la laurea abilitante e l’esame di stato.

Una particolarità del sistema italiano è che la laurea in infermieristica è "abilitante". Ciò significa che la discussione della tesi è preceduta da un vero e proprio esame di stato.

  1. La prova pratica: il candidato deve risolvere casi clinici simulati, dimostrando capacità decisionale e abilità manuali sotto lo sguardo di una commissione nazionale.
  2. La discussione della tesi: una volta superata la prova pratica, si presenta il proprio lavoro di ricerca originale davanti a una commissione che include membri dell'Università, del Ministero della Salute e dell'Ordine Professionale (OPI). Al termine, si ottiene il titolo di "Dottore in Infermieristica".
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l’Iscrizione all’OPI: la patente professionale.

Possedere il titolo accademico non autorizza, per legge, l'esercizio della professione. Per lavorare, è obbligatorio iscriversi all'albo professionale gestito dalla FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche).

Iter di iscrizione nel 2026:

  • Territorialità: l'iscrizione avviene presso l'OPI della provincia di residenza o di esercizio professionale (es. OPI Roma, OPI Milano).
  • Documentazione: è necessario presentare il certificato di laurea, il casellario giudiziale privo di condanne e la ricevuta del pagamento della tassa di concessione governativa.
  • Quota annuale: l'iscrizione prevede il versamento di una quota annuale (tra gli 80€ e i 120€), fondamentale per garantire l'assicurazione professionale e l'aggiornamento continuo (ECM).
  • Infermieri stranieri: per chi ha conseguito il titolo all'estero, il Ministero della Salute deve procedere al riconoscimento. Nel 2026, grazie ai nuovi decreti, l'iter è stato snellito per agevolare l'ingresso di professionisti qualificati da paesi extra-UE.

orizzonti di carriera e retribuzioni nel 2026.

Il mercato del lavoro infermieristico nel 2026 offre tre possibilità principali, ognuna con le sue peculiarità.

Il settore pubblico (SSN)

L'approdo più ambito rimane il posto fisso tramite concorso pubblico.

  • Stabilità: contratto a tempo indeterminato con garanzie massime.
  • Stipendio: un infermiere neoassunto percepisce tra i 28.000€ e i 31.000€ lordi annui. Grazie alle indennità di turno, festivi e alla specifica "indennità infermieristica", il netto mensile oscilla tra i 1.800€ e i 2.000€.
  • Progressione: la carriera è regolata dal CCNL Sanità, che prevede scatti di anzianità e passaggi di fascia.

l’infermiere di famiglia e comunità (IFeC).

È la vera rivoluzione del 2026. Questa figura gestisce i malati cronici direttamente a domicilio o nei centri territoriali.

  • Il ruolo: prevenzione, educazione sanitaria e gestione della cronicità (come diabete e scompenso cardiaco).
  • Requisiti: richiede spesso un Master di I Livello specialistico dopo la laurea.

la libera professione (partita IVA).

Sempre più infermieri scelgono l'autonomia.

  • Ambiti: infermieristica estetica, assistenza domiciliare privata o consulenze per aziende.
  • Guadagni: molto variabili; un libero professionista esperto nel Nord Italia può superare i 3.500€ netti mensili, pur dovendo provvedere autonomamente alla propria cassa previdenziale (ENPAPI).
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specializzazione e leadership.

Il "generalismo" sta lasciando spazio all'eccellenza specialistica.

  • Master di I Livello: percorsi di specializzazione annuali in area critica, wound care, management delle infezioni o coordinamento.
  • Laurea Magistrale: un corso biennale (Livello 7 EQF) indispensabile per chi punta alla dirigenza (dirigente infermieristico), alla carriera accademica e alla ricerca. 

sfide e gratificazioni: la verità sul campo.

Fare l'infermiere in Italia richiede molta resilienza. Nel 2026, le sfide rimangono il carico di lavoro elevato in alcune regioni e lo stress psicologico delle aree di emergenza. Tuttavia, le sfide sono ripagate da una competenza tecnica riconosciuta tra le migliori in Europa (verso Svizzera o Germania)  e da una crescente valorizzazione del ruolo nel SSN.

conclusione.

Diventare Infermiere in Italia nel 2026 è una scelta di coraggio e dedizione. Dal superamento del test d'ingresso alla discussione della tesi, ogni passo è pensato per forgiare un professionista di alto livello. Con la carenza di personale che garantisce un potere contrattuale mai visto prima, non c'è mai stato un momento migliore per intraprendere questa carriera.

È un percorso che ti trasforma profondamente come persona. Se senti che la scienza medica unita alla cura del prossimo è la tua strada, la soddisfazione che ne trarrai sarà immensa.

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