3, 2, 1… stage

04/05/2016 10:00:58

Il primo approccio al mondo del lavoro consiste spesso in un periodo di stage. Ecco tutto quello che devi sapere su questa esperienza lavorativa con obiettivo formativo, per non farti trovare impreparato nel caso tu abbia l’opportunità di iniziarne uno.

Stage: cos’è e quali sono i suoi obiettivi

Uno stage, o tirocinio, è un periodo di formazione trascorso presso un’azienda o un ente, finalizzato all’acquisizione di competenze pratiche specifiche difficilmente reperibili attraverso il solo studio teorico, funzionali all’inserimento graduale all’interno del contesto lavorativo di riferimento. 

Lo stage non costituisce rapporto di lavoro vero e proprio, bensì si profila come l’incontro di 3 soggetti:

  • tirocinante
  • soggetto ospitante (impresa, studio professionale, associazione, cooperativa, fondazione, ente pubblico)
  • ente promotore (università pubbliche e private, provveditorati agli studi, agenzie e centri per l’impiego, centri pubblici di formazione professionale e/o orientamento, comunità terapeutiche e cooperative sociali, servizi di inserimento lavorativo per disabili, strutture formative private non a scopo di lucro autorizzate dalle Regioni)

L’attivazione del rapporto di stage avviene sulla base di una convenzione stipulata tra ente promotore e soggetto ospitante. Essa contempla la redazione di un progetto formativo in cui siano esplicitati gli obiettivi e le modalità di svolgimento dello stage, la sua durata, le posizioni assicurative, i nomi dei tutor del tirocinante individuati sia presso la struttura ospitante, sia presso quella promotrice.


Tipologie di stage: durata e destinatari

Si possono distinguere 3 diverse tipologie di stage, sulla base delle finalità e dei soggetti interessati:

  • tirocinio curriculare, disposto da istituti di istruzione secondaria e universitari per favorire l’alternanza di studio e lavoro degli studenti. La durata varia dai 4 mesi per gli studenti di scuola secondaria ad un massimo di 12 per gli altri;
  • tirocinio formativo e di orientamento, finalizzato a favorire la transizione dei giovani dalla formazione al lavoro, con un primo contatto diretto con quest’ultimo. Può essere attivato entro 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio (diploma o laurea) per un periodo massimo di 6 mesi;
  • tirocinio di inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro: della durata massima di 12 mesi, ha l’obiettivo di reinserire nel mondo del lavoro lavoratori inoccupati o disoccupati, beneficiari o meno di ammortizzatori sociali, sulla base di accordi ad hoc.  

Le ultime due tipologie di stage possono essere attivate anche in favore di disabili (per un massimo di 24 mesi), persone svantaggiate (per un massimo di 12 mesi), richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

Diritti dello stagista

Lo stage non prevede giorni di ferie, ore di permesso o giorni di malattia retribuiti, perché non costituisce rapporto di lavoro. Ne consegue che, in caso di malattia, lo stagista non è tenuto a presentare alcun certificato medico e che, in caso abbia necessità di assentarsi, egli debba concordare l’assenza con il proprio tutor. 

L’attività lavorativa non può superare 40 ore a settimana, la fascia oraria di prestazione va dalle ore 6 alle ore 24 ed è possibile lavorare di domenica o nei giorni festivi, a patto di recuperare in seguito il giorno di riposo non goduto. 

Essendo un’esperienza formativa, lo stage può essere interrotto in qualunque momento sia dal tirocinante, sia dall’impresa ospitante, senza necessità di preavviso.

Retribuzione

Per il tirocinio curriculare non è previsto alcun rimborso spese. 

Per il tirocinio extra-curriculare, al contrario, esiste una specifica normativa di riferimento che ha introdotto l’obbligatorietà del rimborso spese mensile, variabile da regione a regione. Secondo le Linee guida in materia di tirocini, tutti i tirocinanti hanno diritto a un’indennità minima garantita, che non può essere inferiore ai 300 euro lordi mensili. 

Ogni Regione ha recepito le disposizioni in tema di retribuzione in modo autonomo; di solito, comunque, essa oscilla tra i 300 e i 600 euro lordi mensili.

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