come sviluppare l'intelligenza emotiva al lavoro.

01/10/2019 15:17:55

Essere intelligenti, secondo i più recenti studi, significa molte cose e, soprattutto, dipende da molti fattori. Esistono, in particolare, diverse intelligenze o abilità cognitive da applicare in vari ambiti. Quello lavorativo, ad esempio, necessita dello sviluppo dell’intelligenza emotiva, che arriverebbe a migliorare la produttività e i risultati, come dimostrato dagli autorevoli studi di due psicologi, David McClelland e Daniel Goleman.

Ma che cosa si intende per intelligenza emotiva? E, soprattutto, come è possibile svilupparla al meglio? In questa guida si cerca di chiarire alcuni punti fondamentali.

Intelligenza emotiva: definizione

Per definire il concetto di intelligenza emotiva si chiama in causa la capacità di gestire, conoscere e utilizzare le proprie emozioni. Queste, in particolare, riguardano noi stessi ma anche gli altri. E, in effetti, per intelligenza emotiva si intende solitamente la combinazione della consapevolezza dei nostri sentimenti ed emozioni, nonché di valori e obiettivi (intelligenza intrapersonale) e la consapevolezza di ciò che provano e sentono gli altri (intelligenza interpersonale). 

Come sviluppare l’intelligenza emotiva

In gioco c’è soprattutto la crescita e l’incremento di questa forma di intelligenza che comprende alcuni aspetti, come consapevolezza di sé e capacità di auto-regolarsi, ma anche motivazione, empatia e, in generale, competenze sociali. Per sviluppare questi punti è necessario seguire alcune semplici regole ed esercitarsi soprattutto con pratiche di meditazione. Si tratta, infatti, di una forma di mindfulness, che consente non solo di conoscersi meglio entrando in contatto con le nostre emozioni, ma anche di allineare pensiero e azioni rispetto a determinati obiettivi e valori che ci rispecchiano.

Intelligenza emotiva al lavoro: come svilupparla

Conoscere le proprie emozioni, inoltre, significa anche controllarle. Di fronte a qualcosa di particolarmente destabilizzante, piuttosto che reagire d’istinto bisogna cercare di fronteggiare il tumulto di sentimenti mettendo in atto una sorta di routine: concentrarsi sul respiro, sgomberare la mente, provare a riflettere prima di fare o dire qualsiasi cosa. 

Infine, sviluppare la propria intelligenza emotiva implica anche prefiggersi degli obiettivi e trovare la motivazione giusta per raggiungerli. Per imparare a non perdersi e a concentrare le proprie energie, restando sempre motivati, è consigliabile tenere un diario giornaliero delle cose da fare. Ogni spunta sarà un piccolo traguardo raggiunto che aiuterà ad andare avanti. 

Intelligenza emotiva al lavoro: perché è importante?

Per quanto riguarda l’intelligenza emotiva declinata come consapevolezza di sé, nonché come capacità di controllare le proprie emozioni e di restare sempre motivati, gli effetti positivi che essa può avere sul lavoro sono molteplici. Un lavoratore in grado di affrontare le difficoltà, di auto-regolarsi e motivarsi è senza dubbio una risorsa importante da valorizzare. E lo stesso vale anche per un manager o un supervisor che, a maggior ragione, hanno più responsabilità.

Ma l’intelligenza emotiva al lavoro è importante anche per quanto riguarda la sua declinazione nei confronti degli altri. Essere più empatici ed avere capacità sociali, che permettano di gestire al meglio il rapporto con gli altri, sono aspetti fondamentali in ambito lavorativo, sia tra colleghi che nel rapporto tra superiori e dipendenti. La pratica da svolgere, in questo caso, è volta a sviluppare empatia e compassione, cercando sempre di mettersi nei panni dell’altro e riconoscendone gli stati d’animo, in positivo e in negativo.

L’ambiente di lavoro, dunque, può diventare a sua volta un’ottima palestra per esercitare la propria intelligenza emotiva, sviluppandola al meglio e in modo armonico in ogni sua declinazione.