reputazione e carriera: 10 errori da evitare sul posto di lavoro.

29/06/2016 16:14:30

Il successo in ambito professionale non deriva solo dai risultati raggiunti, ma anche dal modo in cui si è lavorato per conseguirli. Calma, controllo, correttezza e diplomazia sono solo alcuni degli atteggiamenti cui dovrebbe essere improntato il nostro comportamento sul posto di lavoro. Mantenere una condotta il più possibile equilibrata è, infatti, fondamentale per non giocarsi la reputazione e non pregiudicare un eventuale avanzamento di carriera. 

Anche se spesso capita di lavorare sotto stress e a ritmi serrati, bisogna evitare di farsi sopraffare da ansia e stanchezza: il rischio è di lasciarsi andare a commenti o atteggiamenti fuori luogo, del tutto controproducenti. Ecco, quindi, alcuni errori in cui è bene non incorrere mai, non solo se il nostro obiettivo è la crescita professionale, ma anche nell’ottica di contribuire alla serenità dell’ambiente lavorativo e non compromettere i rapporti con colleghi e superiori.

Sopravvalutarsi

Avere fiducia nelle proprie capacità e coscienza del proprio valore è una cosa, ma credersi i migliori su tutti i fronti è un’altra. Ognuno ha le proprie specificità e tutti possono dare contributi preziosi al flusso di lavoro: il rischio di credersi al di sopra degli altri è cadere nell’isolamento. L’autovalutazione è fondamentale per crescere, ma è irreale uscirne sempre indenni: riconoscere i propri limiti e lacune è il primo passo per fare meglio e, a questo scopo, è importante ascoltare la valutazione che di noi danno gli altri. Quindi, la parola d’ordine è: accettare le critiche e imparare da esse.

Non ammettere i propri errori

Questo atteggiamento è, di frequente, una conseguenza del primo. È assai facile, infatti, che sopravvalutazione e mancanza di umiltà portino all’incapacità di ammettere i propri errori. Negare di aver preso una svista o di aver sbagliato una valutazione o una strategia - arrampicandosi puerilmente sugli specchi o, peggio ancora, attribuendo ad altri la colpa - è segno di insicurezza e immaturità.  

Mancanza di disponibilità

La flessibilità è una delle caratteristiche più ricercate dai selezionatori. Portare avanti con dedizione il proprio lavoro è fondamentale, ma è altrettanto importante essere disponibili ad eseguire task urgenti o attività straordinarie che esulino dalla normale amministrazione, o a ricoprire temporaneamente la posizione di un collega assente. Mostrarsi infastiditi o, peggio, rifiutare perché non sono compiti di propria competenza sono atteggiamenti da evitare.

Giudicare un’attività noiosa o inutile 

Strettamente legata alla mancanza di disponibilità e alla presupponenza è l’esprimere giudizi sull’opportunità o meno di eseguire una certa attività o addirittura giudicarla inutile e noiosa. Di qualunque natura siano i task che ci vengono assegnati, è sempre doveroso portarli a termine con impegno, cura e dedizione, senza sbuffare o lasciar trasparire in altro modo il proprio disappunto e la mancanza di entusiasmo.

Non esprimere mai il proprio punto di vista

La tendenza a lavorare e fare del proprio meglio senza esporsi troppo, evitando di esprimere il proprio punto di vista a meno che non esplicitamente richiesto, è raro porti a distinguersi ed emergere. Allo stesso modo, interpellati o meno, non è dando sempre ragione ai vertici ed essendo accomodanti a tutti i costi che ci si guadagna la stima altrui e costruisce una buona reputazione. Insomma, con educazione e garbo, è sempre buona cosa manifestare la propria posizione su un tema, dire la propria anche se in contrasto con l’opinione comune. Farsi notare, ma nel modo giusto. 

Esprimere il timore di non farcela

Se il nostro responsabile ci affida un’attività, significa che ritenga abbiamo le capacità per svolgerla. Esprimere apertamente paura, incertezza e timore di non essere in grado di eseguirla non contribuisce a dare una buona impressione di sé. L’effetto che si ottiene è di essere giudicati insicuri e inaffidabili: collaboratori su cui non è possibile contare in caso di emergenza o necessità.

Rimanere sempre oltre l’orario

La dedizione al lavoro non ha nulla a che vedere col trattenersi ripetutamente oltre l’orario, tutt’altro. In caso di scadenze ravvicinate o imprevisti, certamente è opportuno ignorare l’orologio e concludere ciò che ci è stato richiesto o che si ritiene importante terminare, ma farlo abitualmente senza un motivo reale può essere scambiato per mancanza di organizzazione, incapacità di pianificare il proprio lavoro e portarlo a termine nei tempi stabiliti. 

Non aggiornarsi

Stare al passo coi tempi è fondamentale per mantenere sempre alte le proprie prestazioni lavorative e sperare in un avanzamento professionale. Mai rifiutarsi, dunque, di partecipare a corsi formativi proposti dall’azienda: dedicarsi periodicamente all’aggiornamento delle proprie competenze e abilità - anche seguendo corsi in autonomia, di propria iniziativa - è uno degli aspetti da non trascurare per dare nuovo slancio alla propria carriera.

Chiusura al cambiamento

Irrigidirsi di fronte all’introduzione di nuovi programmi o procedure, non essere disposti ad accettare cambiamenti di mansioni, attività e responsabilità, così come nuovi colleghi o superiori, è indice di scarsa flessibilità e… intelligenza. La capacità di adattamento a nuove situazioni e contingenze, far fronte alle novità in modo ottimistico, rifuggire da abitudine e routine sono gli atteggiamenti da assumer se si desidera raggiungere più alte vette.  

Negatività e vittimismo

Di fronte alle difficoltà - carico eccessivo di lavoro, imprevisto, problema strategico o operativo - mai cedere ad atteggiamenti negativi, pessimisti e, ancor peggio, ipercritici e vittimistici. Problem solving, proattività e leadership servono proprio a questo: affrontare le contingenze più ostiche e intricate senza perdere il controllo ma, al contrario, sfoderando pragmatismo e spirito d’intraprendenza e incoraggiamento. La fatica si farà sentire, ma ne sarà valsa la pena.

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