fare amicizia sul posto di lavoro, sì o no?

02/07/2018 10:05:03

Facciamo un semplice calcolo. Passiamo 8 ore al giorno per 5 giorni a settimana in ufficio (questo quando abbiamo un contratto full time). Ovvero, trascorriamo circa 160 ore al mese a stretto contatto con i colleghi. Vien da sé che stringere amicizia sul posto di lavoro è naturale, fisiologico, umano. In tutto questo tempo, infatti, abbiamo modo di conoscere più da vicino chi è seduto accanto a noi, di condividere i successi e le delusioni, di raccontare qualcosa della nostra vita durante la pausa pranzo. Simpatie e affinità facilmente vengono fuori.

Oltre al guadagno in termini di rapporti personali, fare amicizia in ufficio crea un ambiente stimolante e motivato, rende più efficace il lavoro di team e ci fa stare bene. Molte sono le realtà, inoltre, che incoraggiano i rapporti interpersonali attraverso attività che rientrano nelle strategie aziendali di employer branding. Ma bisogna stare attenti: invidie e gelosie sono dietro l’angolo. Ecco perché è importante gestire al meglio il rapporto con i colleghi, bilanciando vita professionale e vita privata. Vediamo come.

Mettiamo i puntini sulle “I”
Trovare un amico a lavoro è una grande fortuna. Ma per evitare “alleanze negative”, nocive sia a livello individuale che di squadra, è bene stabilire dei confini, dei limiti. Mettere, insomma, i classici “puntini sulle I”. È importante che si rispetti, e si faccia rispettare, lo spazio personale altrui, quella zona di privacy che non deve essere oltrepassata. Questo vuol dire che se abbiamo necessità di restare soli, se dobbiamo trattenerci per finire un’attività importante, dobbiamo pretendere (e dare) rispetto dagli amici colleghi. Impariamo, quindi, anche a dire di no se necessario e a comunicare i nostri bisogni. 



Non distogliere l’attenzione dai propri obiettivi

Siamo a lavoro, non dobbiamo mai scordarlo. Questo vuol dire che ben vengano i rapporti di amicizia, ma dobbiamo restare comunque concentrati sui nostri obiettivi. Ognuno ha i propri tempi professionali che devono essere rispettati. Se abbiamo terminato un’attività non possiamo esigere che il collega venga con noi a prendere un caffè. Allo stesso modo, è consigliabile rimandare le chiacchiere in momenti di non lavoro, in pausa o dopo l’orario d’ufficio. 

Adottare comportamenti di quieto vivere

Questa regola vale tanto al lavoro quanto nella vita privata. Bisogna mantenere un atteggiamento sincero, essere discreti, non fare favoritismi, non cedere alla gelosia, accettare eventuali critiche, comportarsi onestamente e con generosità. Questo modo di essere aiuterà i rapporti di amicizia in ufficio a crescere senza problemi e in modo sano. 

Non isolarsi

Avere un amico vuol dire condividere esperienze, passare insieme del tempo, confidarsi, ridere, essere complici. Un rapporto del genere, però, non deve essere esclusivo, nel senso che non bisogna isolarsi e abbandonare il resto del gruppo. È necessario essere amichevoli e disponibili con tutti (almeno durante le ore lavorative). Questo eviterà eventuali gelosie e particolari favoritismi. 

Chiudere le discussioni fuori dalla porta

Può capitare che gli amici litighino. I motivi sono i più disparati e possono riguardare sia la sfera privata che quella lavorativa. Il suggerimento in questi casi è quello di non fare entrare eventuali dissapori con l’amico collega all’interno dell’ufficio. Qui servono autocontrollo, maturità e pazienza per mantenere un clima aziendale sano e piacevole. Scindere l’amicizia dalla professionalità è la ricetta magica.