come svestire i panni del dipendente insoddisfatto e indossare quelli dell'happy employee

27/07/2016 16:27:54

Pressioni, difficoltà e un lavoro poco gratificante giorno dopo giorno possono rendere stressante la vita lavorativa, portando l’ansia a livelli inaccettabili, generando insoddisfazione e abbassando la motivazione sotto i livelli minimi di guardia. Se ti riconosci fin troppo bene in questo  scenario, allora è davvero arrivato il momento di agire per imporre un’inversione di tendenza ad una fase che, in un verso o nell’altro, non accenna ad evolvere. 

Innanzitutto, sappi che un comportamento ostile e disfattista, se non addirittura irascibile, non giova a nessuno, né a te, né a chi ti sta intorno . Potrebbe sembrarti esagerato, ma un atteggiamento mentale negativo influisce sul comportamento, sulla postura fisica, sull’espressione del viso, sul tono della voce, sull’impegno che metti in ciò che fai e sul raggiungimento dei risultati.  

Una disposizione d’animo negativa, insomma, è improduttiva e controproducente: non ti aiuterà ad imprimere una svolta ad una situazione statica e, quel che è peggio, si riverserà sugli altri, colleghi e superiori, minando la considerazione che questi hanno di te e mettendo a rischio la tua reputazione. Al contrario, uno spirito positivo e costruttivo non solo è ciò che serve per riuscire a cambiare le cose, ma farà una migliore impressione anche sui colleghi, mostrando disponibilità, affidabilità e perseveranza.

Sta a te decidere quale dei due atteggiamenti assumere: il cambiamento dipende anche da te e, per questo, devi impegnartici in modo proattivo. Ma come fare per trovare la motivazione necessaria ad attuare la trasformazione? Ecco alcuni consigli che ti aiuteranno a guardare con occhi diversi quello che può sembrare un problema insormontabile e trovare la determinazione giusta per affrontarlo. 

Per prima cosa, individua le cause della tua insoddisfazione e negatività: avere le idee chiare sulla fonte del disagio è sempre la prima mossa da compiere. Solo così potrai adoperarti per porvi rimedio.

Una volta identificate le ragioni del tuo malessere, affrontale con realismo e pragmatismo: accetta il fatto che qualunque ruolo prevede attività meno appaganti di altre, riconosci quelle che forse potresti cambiare e poi  parlane con il tuo supervisore. Cercare subito una soluzione concreta, infatti, è la cosa più saggia che si possa fare. Spiegagli che ti senti poco motivato e che questo sta influenzando negativamente anche le tue prestazioni, e suggerisci alcuni cambiamenti che potrebbero migliorare la tua produttività. 

In attesa del feedback del tuo responsabile, comincia a lavorare sul tuo modo di vedere le cose e cerca il lato positivo del tuo lavoro e delle attività che ti vengono assegnate; dedicati a questa riflessione puntualmente, al termine della giornata lavorativa, per cogliere quei piccoli dettagli che possono fare la differenza. 

Pensa alla carriera come a un viaggio di formazione che, nonostante imprevisti e avversità, in ogni caso è un’esperienza che arricchisce. Focalizzati quindi sulle conoscenze e sulle abilità che, senza neanche rendertene conto, starai sicuramente sviluppando: la resistenza allo stress sarà certamente una di queste! Una volta che le avrai individuate, punta su di esse per cercare di valorizzare il tuo ruolo in azienda o per cercarne un altro, se lo desideri. Abbi sempre chiare le tue possibilità e aspettative, abbi stima di te e fiducia nelle tue capacità e ricorda che, se anche non dovessi raggiungere gli obiettivi che ti eri prefissato, in ogni caso i tuoi sforzi ti saranno serviti per acquisire maggiore consapevolezza di te, il che ti aiuterà ad affrontare le prossime sfide con maggiori probabilità di successo.

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