ccnl alimentare: quali sono i livelli e la retribuzione

20/06/2019 09:36:41

Il contratto nazionale di lavoro per la Piccola e Media Impresa del settore alimentare regola i rapporti professionali dei dipendenti che svolgono la propria attività all’interno di tale industria. Con il termine industria alimentare si intendono tutte quelle attività che si occupano della lavorazione e della trasformazione dei beni primari, provenienti dal mondo dell’agricoltura, della zootecnia, della silvicoltura e della pesca, nonché le aziende che si dedicano alla realizzazione dei prodotti finiti da destinare al mercato di consumo.  

Il settore alimentare è molto importante per la nostra economia; sono moltissimi gli addetti che ci lavorano e tutelarli è fondamentale, come è fondamentale che nelle nostre tavole arrivino solo prodotti di qualità. 

CCNL alimentare: mansioni e livelli

L’ultimo testo del CCNL alimentare per la Piccola e Media Impresa a cui si fa riferimento è quello approvato in data 1 dicembre 2016 con scadenza il 30 novembre 2019. Tale contratto è valido per i lavoratori dei seguenti settori:

  • lavorazione carni e salumi;
  • conserve;
  • farine;
  • dolci:
  • alimenti zootecnici;
  • acque, vini, alcolici, analcolici;
  • olii e grassi;
  • zucchero.
CCNL alimentare: livelli e retribuzione

Di seguito i livelli professionali di inquadramento per i dipendenti del settore alimentare:

  • 1S Quadri – fanno parte di questo livello le risorse preposte al coordinamento e al controllo delle attività di unità organizzative od operative di fondamentale importanza per l’attività e di rilevante complessità ed articolazione;
  • 1S non Quadri – sono inquadrati in questo livelli le risorse responsabili del miglioramento di tutte le attività dell’impresa, sia per quanto riguarda il prodotto che il processo produttivo, nonché quelli che si occupano di ricerca e sviluppo;
  • Primo livello – fanno parte di questo livello gli amministrativi e i tecnici che hanno funzioni di responsabilità e direttive;
  • Secondo livello – nel secondo livello sono inquadrati i dipendenti che svolgono lavori di concetto, sia tecnici che amministrativi, con compiti di controllo e coordinamento. Inoltre, fanno parte di questo livello i viaggiatori o i piazzisti di prima categoria
  • Terzo livello A – in questo livello sono inquadrati gli impiegati che svolgono attività complesse di carattere tecnico o amministrativo, che guidano, controllano e coordinano con autonomia squadre di lavoro e che eseguono interventi risolutivi per garantire la qualità del prodotto in termini di caratteristiche chimico-fisiche, gusto, igienicità ed aspetto;
  • Terzo livello – fanno parte di questo inquadramento le risorse che lavorano in amministrazione e i tecnici con un certo grado di autonomia gestionale e che hanno una specifica preparazione professionale, preceduta da un adeguato tirocinio. Inoltre, sono compresi in questo livello anche i viaggiatori ed i piazzisti di seconda categoria;
  • Quarto livello – nel quarto livello troviamo i lavoratori che si occupano di attività esecutiva di natura tecnica o amministrativa ;
  • Quinto livello – in questo livello ci sono tutti gli addetti dei reparti produttivi, chi svolge attività amministrative d’ufficio di natura esecutiva semplice con procedure prestabilite, chi conduce macchine per la lavorazione e chi si occupa del confezionamento e la movimentazione di merci e prodotti;
  • Sesto livello – nel sesto livello troviamo i lavoratori addetti ai reparti produttivi aziendali per i quali non è richiesta particolare conoscenza professionale.

CCNL alimentare: i minimi retributivi

Il CCNL alimentare prevede, per ogni livello di inquadramento, una specifica retribuzione minima (compresa tredicesima e quattordicesima), che può aumentare a seconda della decisione aziendale, ma che non può scendere sotto i minimi tabellari. Ecco la tabella riepilogativa dal 1 ottobre 2018, valida fino agli aumenti previsti dal 1 settembre 2019.

Tabella retributiva contratto alimentare, in vigore fino al 1 settembre 2019

CCNL alimentare: ferie e permessi

Il contratto collettivo nazionale dedicato all’industria alimentare regola anche le ferie e i permessi dei lavoratori. Eccoli:

  • se i giorni lavorativi sono 5 a settimana, i lavoratori hanno 22 giorni lavorativi di ferie l’anno:
  • se i giorni lavorativi a settimana sono 6 , hanno 26 giorni lavorativi di ferie l’anno;
  • i giorni lavorativi di ferie l’anno previsti per chi viaggia e per i piazzisti sono 22, indipendentemente dai giorni lavorati a settimana.

Infine, l’orario normale di lavoro settimanale previsto nel CCNL alimentare è:

  • 40 ore, anche come media su periodi plurisettimanali;
  • 39 ore per i lavoratori giornalieri non inseriti in turni e non discontinui;
  • l'orario di lavoro dei discontinui, relativamente ai lavoratori con mansione di semplice attesa e custodia, deve essere predeterminato in alternativa
      - in 10 ore giornaliere, corrispondenti a 50 ore settimanali
      - in 9 ore giornaliere, corrispondenti a 45 ore settimanali
      - in 8 ore giornaliere, corrispondenti a 40 ore settimanali