come affrontare un colloquio di lavoro al meglio.

26/03/2015 11:06:54

Te lo sarai chiesto mille volte: "Qual è il modo migliore per affrontare un colloquio di lavoro?" Una risposta che valga sempre a questa domanda non esiste. In fase di colloquio conoscitivo per una posizione aperta, le variabili che intervengono sulla decisione del recruiter, e sull'azienda in generale, sono moltissime. Potresti essere la persona giusta al momento giusto, o la persona giusta al momento sbagliato e anche la persona sbagliata al momento sbagliata. In qualsiasi situazione è comunque bene sapere come gestire al meglio un colloquio di lavoro. Ecco i nostri consigli. 

Come affrontare un colloquio di lavoro

Prima di presentarsi a un colloquio di lavoro - anche se si tratta di un colloquio in inglese - occorre prepararsi bene. Bisogna pensare a dei modi per essere notati, per lasciare il segno nella mente del recruiter, senza però esagerare e sembrare inopportuni. Questo è, infatti, il segreto: essere notati! Ecco alcuni consigli che ti aiuteranno a raggiungere questo scopo:

  • fai domande quando qualcosa non ti è chiaro - Spesso i candidati temono di chiedere al recruiter di chiarire o spiegare meglio una domanda, perché hanno paura di apparire disattenti o poco intuitivi. Invece è opportuno chiedere sempre dei chiarimenti se non si è sicuri di aver capito bene un quesito, altrimenti si rischia di rispondere in modo errato e peggiorare comunque la situazione;
  • pensa ad alta voce - Secondo gli esperti, quando non si ha una risposta pronta a una domanda del recruiter il più grande errore è quello di dire subito “non lo so”. Bisogna rifletterci per qualche secondo e per farlo è bene anche pensare ad alta voce: si può ripetere la domanda e iniziare a ragionarci ad alta voce, perché farsi vedere reattivi piuttosto che passivi e in una situazione di stallo darà di noi sicuramente un’immagine migliore, senza contare il fatto che la persona di fronte a noi potrebbe a quel punto darci un indizio per arrivare alla risposta più velocemente;
  • comunica in modo non verbale - I responsabili HR più esperti sanno valutare anche il linguaggio del corpo di un candidato. A volte ce ne accorgiamo, ma quando siamo nervosi o ansiosi si nota dai movimenti che facciamo;
  • conosci bene il tuo cv - Sembra una cosa scontata ma non lo è: bisogna conoscere a fondo il proprio curriculum e saperlo raccontare in maniera dettagliata e precisa alla persona che abbiamo di fronte;
  • racconta una storia interessante - Grazie ai social, oggi i recruiter possono scoprire molto di te ancor prima di conoscerti. Il colloquio è il momento in cui avrai la possibilità di presentarti in prima persona, usando le tue parole e i tuoi modi;
  • usa a tuo vantaggio le informazioni sull'azienda e sul recruiter - Prima di andare al colloquio, cerca informazioni sull’azienda attraverso il sito o le pagine social. In questo modo non solo ti mostrerai preparato e realmente interessato all’attività dell’azienda, ma potrai anche scoprire di più sulla posizione lavorativa per cui ti stai candidando, così da sfruttare a tuo vantaggio queste informazioni e cercare di dimostrare, durante il colloquio, di avere le competenze giuste per quel ruolo specifico. 

Come si svolge un colloquio di lavoro

Nel dettaglio come si svolge un colloquio di lavoro? Quali sono le fasi? E quali sono i consigli per gestirlo al meglio? La prima impressione è quella che conta, sostengono alcuni. E anche se questo non fosse del tutto vero, è certo che presentarsi al meglio di fronte al selezionatore non è un aspetto secondario. Cordialità, stretta di mano decisa, sicurezza sono tutti segnali che il selezionatore potrà ricevere positivamente. Se vi sentite a vostro agio già in fase colloquio, c’è una buona probabilità che chi sta dall’altra parte del tavolo pensi che questo sia il lavoro giusto per voi. 

Nella seconda fase si entra nel vivo della selezione, probabilmente il recruiter vi spiegherà in cosa consiste il lavoro e vi porrà alcune domande al colloquio di lavoro. Nelle risposte è bene innanzitutto tenere a mente le frasi da evitare categoricamente. E quando il selezionatore vi chiederà "Mi parli di lei", non sottovalutate questa domanda e preparatevi per tempo una risposta chiara ed esauriente. È necessario lavorare bene anche sui propri punti di forza e le proprie debolezze. Improvvisare in questo campo potrebbe essere deleterio.

Come fare buona impressione ad un colloquio

Un aspetto importantissimo durante un colloquio di lavoro è l'impressione che diamo di noi stessi. Deve essere necessariamente buona. Dare una buona impressione al recruiter significa ben disporlo alla conoscenza e metterlo nella condizione di volerla approfondire. Un responsabile delle risorse umane, spesso costretto da tempi ridotti e dalla necessità di snellire le procedure di selezione del personale, avrà la tendenza a non approfondire la conoscenza del candidato dopo poche domande se non incuriosito. Ancor più se si considera che è scientificamente provato che la mente umana impiega un tempo di circa dieci secondi per elaborare le prime sensazioni riguardo ad una persona: un lasso di tempo infinitamente piccolo che va dunque sfruttato al meglio seguendo alcuni semplici consigli. Eccone 5.

1. Innanzitutto è indispensabile ricordare che molti dei segnali che trasmettiamo sono non verbali, ma inviati in modo più o meno volontario dal linguaggio del corpo. Un ottimo biglietto da visita è sorridere mostrandosi ben disposti alla conoscenza del selezionatore, nonché lieti di essere stati scelti come possibili candidati ad entrare a far parte dell'azienda. Un sorriso di benvenuto disporrà positivamente l'interlocutore aumentando la possibilità di fare una buona impressione. 

2. Stringere la mano in modo fermo e deciso, ma non aggressivo, denota carattere e sicurezza di sé: assolutamente da evitare mani molli e tremanti. Analogamente sarà molto apprezzato guardare negli occhi la persona con cui si parla senza timidezza e porsi in modo cordiale, il più possibilmente spontaneo e non troppo affettato. È bene inoltre prestare la giusta attenzione nei confronti dell'interlocutore, ascoltando con interesse ciò che dice, facendo alcune domande per approfondire e capire meglio gli argomenti affrontati, citando il suo nome per mostrare stima e riguardo.

3. Prima di un colloquio di lavoro può rivelarsi molto utile stilare una lista dei propri punti di forza e una dei punti deboli. L'essere consapevoli di sé non basta a colmare le mancanze, cosa sulla quale è necessario lavorare in un altro momento, ma può essere vantaggioso in fase di recruitment perché utile a  guidare la conversazione dove ci si sente più ferrati ed evitare invece le insidie. Quando si ha consapevolezza di se stessi, è più facile gestire in modo maturo e sicuro le domande che vengono poste. Questo tipo di autoanalisi potrebbe riguardare vari ambiti come la capacità di ascolto o di prendere decisioni in modo autonomo, il rispetto degli altri e le relazioni interpersonali, i traguardi raggiunti e gli obiettivi professionali.

4. Cercare di mettere in luce la propria personalità in fase di conversazione, facendo attenzione a non essere invadenti, ma allo stesso tempo cercando di definire il più possibile la propria identità. 

5. Presentarsi infine con look curato e appropriato all'occasione, senza eccedere in eleganza, ma nemmeno con un aspetto sciatto e trasandato. 

Come vestirsi ad un colloquio

Potrebbe sembrare una cosa banale, ma non lo è. Se la prima impressione è quella che conta, anche l'abbigliamento fa la sua parte. Quindi: come vestirsi ad un colloquio di lavoro? C'è una parole che vale su tutte: sobrietà. Per una selezione l'abbigliamento deve essere curato e la scelta deve ricadere su un abito nel quale ci sentiamo a proprio agio. Se non sappiamo da dove cominciare, ecco alcuni consigli:

  • scegli un outfit a tinta unita;
  • non esagerare con i gioielli;
  • non usare scarpe con il tacco troppo alto;
  • evitare di truccarsi eccessivamente;
  • presentarsi con una barba curata.

Tipi di colloquio 

Per sapere che tipo di atteggiamento assumere durante un colloquio è bene conoscere in anticipo che tipo di selezione dovremo affrontare. Già, esistono diversi tipi di colloquio. Eccoli. 

1. Colloquio di lavoro conoscitivo

È quello più comune: il colloquio conoscitivo si fa, appunto, per conoscersi. Al di là delle competenze professionali maturate nel tempo o dei titoli di studio conseguiti, in questa tipologia di selezione, il recruiter valuterà la persona. Non è infrequente, infatti, che il reparto HR colloqui anche in assenza di posizioni aperte, così da costruire un data base di profili utili per future assunzioni. Durante un colloquio conoscitivo, quindi, non si scenderà troppo sul tecnico: quello che ti verrà chiesto riguarda le tue abilità e caratteristiche personali sotto un profilo lavorativo e non verranno forniti particolari dettagli sull’azienda o sulla posizione. Chiamato anche colloquio motivazionale, la selezione punterà sulle attitudini e sulle soft skills, nonché sul carattere e sulla gestione di particolari momenti lavorativi, come ad esempio quelli di stress dovuto a picchi di produzione.

2. Secondo e terzo colloquio di lavoro

Se hai effettuato il primo colloquio conoscitivo con l’Agenzia interinale ed è andato bene, dovrai sostenere il secondo colloquio direttamente con l’azienda. Questa fase sarà l’occasione per scendere più nel dettaglio della posizione aperta, della società stessa, del tipo di mansione e anche della retribuzione. Infatti: in genere il secondo colloquio è per negoziare lo stipendio. Allo stesso tempo, l’esaminatore sarà più preciso anche nelle domande che ti rivolgerà. Vorrà sapere come ti sei comportato in situazioni specifiche, quali sono le tue competenze tecniche e le precedenti esperienze. In genere, il secondo colloquio è l’ultimo: superato questo, infatti, il posto molto probabilmente sarà tuo. Ci sono, però, delle situazioni in cui è necessario fare un terzo colloquio di lavoro. Questa circostanza può verificarsi quando la posizione è di un certo rilievo per cui dovrai incontrare i vertici aziendali. Oppure quando lo scarto tra due o tre candidati è talmente poco che una scelta definitiva è difficile farla. 

3. Colloquio di lavoro con prova tecnica

Esiste poi il colloquio con prova tecnica. Ovvero una tipologia di selezione che viene fatta per “mettere alla prova” i candidati su alcune abilità. La prova potrà essere richiesta in fase di scrematura prima ancora del colloquio conoscitivo oppure successivamente a questo per testare le competenze tecniche delle risorse. Questo tipo di selezione è utile soprattutto per la ricerca di profili altamente specializzati. Il selezionatore sarà con molta probabilità un capo reparto.

4. Colloquio di lavoro di gruppo

Passiamo poi al colloquio di gruppo. Lo dice la parola stessa: una tipologia di selezione che si effettua insieme ad altri candidati, e che molto spesso viene effettuata per capire l’attitudine della risorsa al lavoro in team. La predisposizione alla leadership e la collaborazione saranno gli elementi tenuti maggiormente in considerazione.  

5. Colloquio di lavoro via Skype

Il digitale, e il suo conseguente consolidamento anche in tutti i processi di selezione del personale, non ha risparmiato neanche i colloqui di lavoro. È così che nasce il colloquio su Skype, o tramite altri programmi che consentono di effettuare chiamate e videochiamate sfruttando la rete internet. In breve: il recruiter fissa giorno e ora in cui il candidato dovrà connettersi per effettuare la selezione.

Ora sai tutto sui colloqui lavoro... non ti resta che capire cosa fare dopo un colloquio, ma a questo avrai tempo di pensarci in seguito.

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