bonus bebè e voucher babysitter nella legge di bilancio 2017

11/11/2016 18:08:42

Bonus bebè e voucher babysitter: le novità per il 2017

Con la nuova Legge di Bilancio 2017, il Governo sembrerebbe voler introdurre nuove misure (o prorogare quelle già in essere) in materia di tutela e sostegno di maternità e paternità. Tra le prestazioni a sostegno del reddito delle famiglie il cui finanziamento è al vaglio del Governo, c’è il cosiddetto “Bonus bebè”, che spetterebbe ai nuovi nati, adottati o in affido nel 2017 nella misura di 80 euro al mese per i redditi sotto i 25.000 euro e di 160 euro per quelli pari o inferiori a 7.000 euro. L’unica ed importante novità rispetto agli anni precedenti consiste nella possibilità di vedere il Bonus bebè anticipato al 7° mese di gravidanza.

Altro provvedimento estremamente rilevante in ambito di tutela e supporto della maternità, la cui validità è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2017, è la richiesta di voucher per l’acquisto di servizi di babysitting o, in alternativa, per far fronte agli oneri dei servizi per l’infanzia, pubblici o privati accreditati. Si tratta di una prestazione di sostegno al reddito riservata alle madri che, al termine del periodo di fruizione dell’indennità di maternità, rinuncino al congedo parentale (la cosiddetta “maternità facoltativa”), per riprendere l’attività lavorativa.

I voucher possono essere richiesti dalle neomamme per far fronte al pagamento di una babysitter o della retta dell’asilo nido per un periodo massimo di 6 mesi; hanno un valore pari a 600 euro al mese e devono essere richiesti entro gli 11 mesi successivi al termine dellamaternità obbligatoria. La domanda può essere presentata anche qualora la lavoratrice abbia già in parte usufruito del congedo parentale facoltativo.

La richiesta può essere inoltrata all’INPS tramite i canali telematici accessibili tramite PIN, oppure tramite CAF o professionista accreditato; la madre lavoratrice deve necessariamente specificare a quale dei 2 servizi intende destinare i voucher - babysitting o asilo nido - e per quante mensilità vuole usufruire dell’agevolazione in luogo del congedo parentale. Beneficiando della prestazione, infatti, l’indennità ad esso relativa si riduce proporzionalmente.

La neomamma che ne avrà fatto richiesta, dovrà ritirare i voucher presso la sede INPS di competenza entro 120 giorni dall’accoglimento della domanda, pena l’impossibilità di usufruire del beneficio. Una volta avviata la prestazione, inoltre, sarà comunque possibile rinunciarvi in qualunque momento inviando adeguata comunicazione all’INPS; in tal caso, sarà ripristinato il congedo parentale per la parte restante.

Quali sono le neomamme destinatarie della misura?
Le lavoratrici dipendenti pubbliche o private e le lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS; queste ultime, però, è bene ricordarlo, hanno diritto a soli 3 mesi di prestazione. Anche le lavoratrici part-time hanno diritto ai voucher, il cui importo sarà comunque chiaramente proporzionato al ridotto orario di lavoro.

Intanto, sulla Gazzetta Ufficiale n. 252 del 27 ottobre 2016, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato il Decreto del 1° settembre 2016, con cui è stata estesa l’erogazione dei voucher anche alle madri lavoratrici autonome o imprenditrici. In queste categorie rientrano anche le coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali, imprenditrici agricole a titolo principale e pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne.

Anche loro, dunque, concluso il periodo di maternità obbligatoria, potranno richiedere entro il 31 dicembre 2016 un contributo per i servizi di babysitting o per l’asilo nido in sostituzione dell’indennità di congedo facoltativo. Le lavoratrici autonome o imprenditrici, però, proprio come quelle iscritte alla Gestione Separata INPS, potranno beneficiare dell’agevolazione per un periodo massimo di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino. La proroga della misura prevista dalla Legge di Stabilità per il 2017 riguarderà, dunque, se confermata nella versione definitiva, anche queste categorie di madri lavoratrici.