domande al colloquio di lavoro, come rispondere alle più frequenti.

30/08/2016 10:21:07

Durante un colloquio di lavoro i recruiter hanno l’abitudine di porre ai candidati alcune domande che, all’apparenza piuttosto semplici e banali, in realtà sono formulate con l’esatto intento di cogliere alcuni aspetti degli intervistati altrimenti difficili da rilevare in altro modo - con test attitudinali o domande dirette, ad esempio: prontezza, capacità di analisi, motivazione e desiderio di crescita professionale, capacità di gestire i conflitti e districarsi in situazioni scomode, volgendole a proprio vantaggio.

Si tratta, più precisamente, di 5 domande di fronte alle quali non bisogna mai farsi trovare impreparati - domande cui è consigliabile dare risposte chiare e concise, perché possono rivelarsi decisive per il buon esito del colloquio. Scopriamo quali sono, insieme ad alcuni consigli su come rispondere in maniera convincente ed efficace.

Scopriamo quali sono le domande:

1. Mi parli di lei

Al quesito "Mi parli di lei", più che una domanda, è un invito a raccontarsi, bisogna rispondere descrivendo i momenti salienti della propria vita professionale, ponendo un particolare accento sui traguardi raggiunti e sulle competenze acquisite che potrebbero creare valore nella nuova azienda.
Evitare d’illustrare dettagli della propria vita privata, di hobby e sport e di tutto ciò che è decisamente irrilevante per una valutazione della persona, oltre che controproducente.

2. Quali sono i suoi punti deboli?

La risposta a questa domanda deve essere preventivamente ponderata, perché se è vero che la sincerità è una qualità da apprezzare, è altrettanto vero che a volte è opportuno giocarla in un certo modo. Ciò non significa mentire, bensì che è consigliabile mostrare solo quegli aspetti “negativi” della propria personalità che possono in realtà tornare molto utili alla funzione che dovremmo ricoprire, ad esempio: essere puntigliosi e talvolta eccessivamente scrupolosi è fondamentale per svolgere un lavoro di contabilità!
Al contrario, negare di avere difetti, oltre a suonare una risposta falsa, denota anche un atteggiamento resistente e arrogante. Molto spesso potrebbero chiederti quali sono i pregi e difetti che riconosci di avere e come questi possono aiutare o demolire la tua competenza all'interno di un ambiente di lavoro. 

3. Perché vorrebbe lavorare per noi?

Per rispondere nel modo più convincente è fondamentale informarsi in maniera approfondita sulla società, sulla sua grandezza e volume d’affari, sulle attività che svolge nel dettaglio e suoi competitor. A questo scopo, prima del colloquio, un’analisi approfondita del sito web aziendale e dei canali social, se presenti, aiuta a farsi un quadro chiaro e a prepararsi una risposta che mostri tutto l’interesse e l’entusiasmo di entrare a far parte di una simile realtà. A questa domanda non rispondere mai portando in primo piano le proprie esigenze economiche e l’attrazione per stipendio ed eventuali benefits offerti.

4. Dove e come si vede tra cinque anni?

"Dove ti vedi tra 5 anni?" Anche questa è una domanda piuttosto comune e diretta, che richiede innanzitutto una risposta realistica, prima ancora che ambiziosa. Il consiglio è di sottolineare il forte desiderio di crescere professionalmente, imparare, apprendere ed acquisire nuove competenze, assumersi sempre nuove responsabilità ed essere coinvolti in progetti via via più sfidanti e prestigiosi.

5. Perché desidera lasciare la sua attuale società?

Regola numero uno è: non denigrare il proprio datore di lavoro e non lasciar trasparire sensazioni di rabbia, risentimento o amarezza per la società nella quale si è ancora impiegati. Dare l’impressione di voler fuggire da una situazione spiacevole può indurre il recruiter a pensare si abbiano difficoltà nella gestione dei conflitti. Il modo migliore di rispondere a questa domanda, dunque, è porre l’accento sul desiderio di cogliere sempre nuove opportunità e di crescere a livello personale e professionale.
Se al momento del colloquio si è in un periodo di disoccupazione a causa di crisi aziendale, mostrarsi sinceri e sicuri è il primo passo per far capire la propria decisione e determinazione nell’affrontare imprevisti ed avversità.

Colloquio: domande e risposte

Durante un incontro conoscitivo, in genere, è il selezionatore quello che fa più domande, ma non è escluso che anche il candidato ne possa fare. Ecco allora che ci dobbiamo preparare una serie di domande da fare al recruiter ad un colloquio di lavoro, prendendo in considerazione quelle che per noi è importante sapere in relazione alla posizione per la quale ci siamo candidati. Ad esempio, è buona abitudine chiedere dettagli circa gli orari di lavoro e la sede dell'attività, oltre - ovviamente - a quelle più strettamente connesse al tipo di lavoro in sé. E' interessante, inoltre, avere maggiori dettagli circa l'ambiente di lavoro, come bisogna vestirsi e quale sarà la squadra di lavoro nella quale verremo inseriti. 

categorie Consigli Colloquio