tutto sul congedo parentale: come richiederlo, durata e indennità

Il congedo parentale è stato introdotto nel nostro ordinamento con la Riforma del Lavoro Fornero ma da allora ha subito numerose modifiche. L’ultima risale proprio a poche settimane fa, precisamente al 28 febbraio 2018, quando l’INPS ha diramato il messaggio n. 894 che chiarisce le ultime modifiche al provvedimento, a seguito dell’ultima Legge di Bilancio. Vediamole insieme.

Congedo parentale: ultime novità 2018 

La legge n. 92 del 28 giugno 2012 ha istituito in Italia il congedo di paternità. Gli interessati sono i padri lavoratori dipendenti, compresi quelli adottivi e affidatari.

Il congedo va fruito entro il quinto mese di vita del bambino o dall’adozione e affidamento avvenuti a partire dal 1° gennaio 2013. 

La novità del 2018 è che il congedo obbligatorio è stato aumentato a 4 giorni; inoltre è stato istituito anche 1 giorno di congedo facoltativo da usare in alternativa al giorno di congedo obbligatorio della madre. 

Congedo parentale: come funziona

Il congedo di paternità, in pratica, è l’astensione dal lavoro per la nascita o l’arrivo in adozione di un figlio. Ecco tutti i casi e le rispettive durate:

- 2 giorni, anche non continuativi, per gli eventi parto, adozione o affidamento, avvenuti fino al 31 dicembre 2017.

- 4 giorni di congedo obbligatorio e 1 di congedo facoltativo, da utilizzare anche in via non continuativa, per parti, adozioni o affidamenti avvenuti dal 1° gennaio 2018 e fino al 31 dicembre 2018.

Congedo parentale: indennità

Per i giorni di congedo il padre lavoratore riceverà di diritto un’indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione. Bisogna, però, fare una precisazione sul congedo facoltativo: mentre quello obbligatorio è un diritto autonomo e dunque aggiuntivo a quello della madre, quello facoltativo è legato alla scelta della madre di non fruire di altrettanti giorni di congedo maternità. Il congedo facoltativo del padre è fruibile anche contemporaneamente all’astensione della madre e deve essere esercitato entro 5 mesi dalla nascita o dall’adozione del figlio, indipendentemente dalla fine del periodo di astensione obbligatorio della madre.

Inoltre, una novità assoluta riguarda il congedo parentale a ore, ovvero la possibilità da parte del genitore di spezzettare in ore il congedo parentale in più giorni, in modo che ogni giorno si possa fruire di qualche da dedicare all'attività paterna. 

Congedo parentale Inps: come richiederlo

Solo i lavoratori per i quali il pagamento delle indennità è erogato direttamente dall’INPS dovranno presentare domanda; nei casi in cui, invece, è ildatore di lavoro ad anticipare il pagamento dell’indennità, i lavoratori devono semplicemente presentare in forma scritta al proprio datore di lavoro la richiesta di congedo, senza necessità di presentare domanda all’INPS. In questo caso, infatti, è lo stesso datore di lavoro a comunicare all’ente di previdenza le giornate di congedo fruite dal dipendente.

Nel caso in cui sia il lavoratore a dover comunicare del congedo all’INPS, non dovrà fare altro che compilare l’apposito modulo online, direttamente sul sito dell’ente, dove potrà trovare anche tutte le istruzioni per farlo; al datore di lavoro, invece, il padre lavoratore deve comunicare le date in cui desidera fruire del congedo almeno 15 giorni prima, stimando, se intende fruirne in concomitanza con la nascita, l’inizio in base alla data presunta del parto.

Congedo parentale Jobs Act: la vecchia normativa

Di seguito vengono riportate le principali misure relative al congedo parentale prima delle modifiche effettuate nell'ultima Legge di Bilancio. 

La fruizione del congedo parentale in ore si aggiunge alle modalità già presenti per i lavoratori, ovvero quella mensile o giornaliera. Il lavoratore pertanto può optare tra le diverse modalità consentite, alternando periodi di fruizione mensile con periodi lavorativi in cui, per parti di giornata, vi è la fruizione in modalità oraria.  Per espressa previsione di legge presente nel nuovo comma 1 ter dell’articolo 32, la fruizione del congedo parentale ad ore non è cumulabile con quella di altri permessi disciplinati dal Testo Unico sulla maternità stesso. Ad esempio, il congedo parentale ad ore non può essere fruito nelle stesse giornate in cui la lavoratrice usufruisce dei permessi per allattamento, oppure per i permessi previsti per l’assistenza dei disabili. La cumulabilità invece non è esclusa quando vi è la contestuale fruizione di permessi disciplinati da altre norme come ad esempio quelli inerenti l’articolo 33 (commi 2 e 3)  della legge 104/1992. 

Richiamando la precedente disposizione, la contrattazione collettiva è chiamata a disciplinare la quantità di ore fruibili all’interno di una giornata lavorativa. Ove questo presupposto non sia presente, la quantità di ore viene determinata prendendo in considerazione l’orario medio giornaliero (cioè quello contrattualmente previsto) del periodo di paga quadri-settimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale abbia inizio il congedo parentale.

Il congedo, anche se fruito in modalità oraria, è indennizzato su base giornaliera. Rimane infatti invariata la regola che disciplina l’indennizzo del congedo parentale che è dettata dall’articolo 23 del Testo Unico stesso, in forza del quale viene presa a riferimento la retribuzione media giornaliera del periodo di paga quadri-settimanale  o  mensile  immediatamente  precedente  a  quello  nel  corso  del quale ha avuto inizio il congedo parentale, non computando, nella base retributiva di riferimento, non si computano i ratei di mensilità o premi aggiuntivi. Nel caso in cui la contrattazione collettiva nulla disponga il congedo in modalità oraria è fruibile nella misura della metà dell’orario contrattualmente previsto.

 

2 giorni, anche non continuativi, per gli eventi parto, adozione o affidamento, avvenuti fino al 31 dicembre 2017;
4 giorni di congedo obbligatorio e 1 di congedo facoltativo, da utilizzare anche in via non continuativa, per parti, adozioni o affidamenti avvenuti dal 1° gennaio 2018 e fino al 31 dicembre 2018.


 

< torna alla pagina precedente