spazio alla creatività o alla certezza delle regole? ecco il profilo degli hr director italiani

13/10/2017 14:45:37

L’ultima indagine Randstad sui trend del settore delle Risorse Umane in Italia, l’HR Trends and Salary Report 2017, ha affrontato due temi non convenzionali ma molto importanti nella vita delle aziende, perché riguardanti il loro approccio organizzativo e, quindi, la loro produttività e competitività sul mercato: stiamo parlando della stupidità funzionale” e del “conflitto creativo.

Sulla base della valutazione assegnata a questi due diversi approcci dai responsabili dei processi HR intervistati, la ricerca ha suddiviso il campione in tre categorie: i “conservatori”, gli “esploratori” e i “costruttori”. Ci siamo divertiti ad associare a ciascun cluster una massima letteraria, filosofica o scientifica pronunciata da un grande pensatore del passato.

Tre descrizioni non comuni per un tema “unconventional”, come quello preso in esame dall’indagine. Scopriamole insieme.

I conservatori

È meglio un male sperimentato che un bene ignoto” - Il Gattopardo, G. Tomasi di Lampedusa

La parola d’ordine dei conservatori - 45% del campione - è “Norma e semplificazione”, con riferimento diretto ai princìpi descritti nell’opera dello scrittore siciliano. Si tratta dei più “tradizionalisti” tra i dirigenti HR italiani, quelli dall’atteggiamento più difensivo. Evitano il conflitto creativo, perché lo ritengono portatore di disordine e inefficienza, e sostengono al suo posto la stupidità funzionale quale atteggiamento capace di velocizzare decisioni e processi e, quindi, di favorirne l’efficienza.

Gli esploratori

Ci sono cattivi esploratori che pensano che non ci siano terre dove approdare, solo perché non riescono a vedere altro che mare attorno a sé” - Bacone

Gli “esploratori buoni” - 31% del campione - sono capaci, invece, di vedere ben oltre l’orizzonte che hanno davanti a sé. Sostenitori della necessità di un’evoluzione della cultura e dei processi aziendali per rimanere in gioco in un mercato del lavoro sempre più competitivo, questi HR Manager “lungimiranti” credono che il rinnovamento possa essere scatenato solo dal conflitto creativo.

Il loro mantra è “La differenza è un valore, non un problema”. In altre parole, dal confronto tra posizioni diverse nascono nuove idee, visioni alternative, soluzioni innovative; al contrario, la stupidità funzionale spegne la creatività dei dipendenti e, al tempo stesso, riduce la competitività e frena la spinta all’innovazione.

I costruttori

Arco non è altro che una fortezza causata da due debolezze, imperoché l'arco negli edifizi è composto di 2 parti di circulo, i quali quarti circuli, ciascuno debolissimo per sé, desidera cadere, e opponendosi alla ruina l'uno dell'altro, le due debolezze si convertano in unica fortezza” - Frammenti sull’architettura, Leonardo da Vinci

La posizione dei costruttori - 24% del campione - è la più cauta: credono nel valore del conflitto creativo come fonte di ricchezza e innovazione e auspicano la sua diffusione in azienda, ma sono consapevoli del fatto che molti ostacoli di natura organizzativa e culturale devono ancora essere abbattuti prima che esso possa diventare prassi. La stupidità funzionale, infatti, è ancora troppo spesso una sorta di “condizione obbligata”, implicitamente voluta dai team leader, un atteggiamento che anche i più brillanti alla fine tendono ad adottare.

Dovrebbe avvenire, in altre parole, un radicale cambio di mentalità negli stessi team leader, perché questi siano in grado di gestire in modo efficace il conflitto creativo. E, proprio come l’arco leonardiano cui si ispira il loro profilo, a questo proposito i costruttori credono nella promozione delle differenze e nel team working. Ritengono cioè che i Responsabili HR dovrebbero porre particolare attenzione nella creazione di gruppi di lavoro composti da soggetti con personalità e posizioni il più possibile eterogenee, disponibili ad arricchirsi reciprocamente attraverso il confronto.