perché assumere un candidato con esperienze internazionali?

03/09/2019 15:19:12

Selezionare candidati che hanno svolto un’esperienza lavorativa all’estero potrebbe rivelarsi una strategia vincente in fase di recruiting. Molto dipende anche dal posto di lavoro, ovviamente, ma, nella maggioranza dei casi, i candidati che possono vantare esperienze internazionali si distingueranno da  quelli che ancora non l’hanno fatta.  

Vi spieghiamo, passo passo, perché è un bene assumere un candidato che ha lavorato all’estero. 

Conoscenza delle lingue

Il primo aspetto riguarda la conoscenza delle lingue: nessun corso può competere con un’esperienza internazionale per dimostrare la familiarità di un candidato con una lingua straniera. Se, inoltre, il periodo trascorso fuori dall’Italia è abbastanza lungo, si darà per scontata un’ottima conoscenza e capacità di interazione – requisito fondamentale per ricoprire alcuni ruoli chiave in un’azienda, come ad esempio nel ramo dell’export.

Competenze lavorative

Vi sono, poi, questioni inerenti al lavoro e alle competenze acquisite: in fase di recruiting, infatti, è importante capire quale valore aggiunto il candidato può portare all’azienda. . E, l’aver lavorato in ambiti diversi, o nello stesso campo, all’estero rappresenta senza dubbio una risorsa importante per quanto riguarda l’apprendimento di tecniche o di modalità differenti di svolgere una certa mansione, ma anche per la dimestichezza con modelli di business innovativi. Un recruiter è sempre alla ricerca di una figura che possa portare novità ed energia nell’ambiente di lavoro. 

Perché assumere un candidato con esperienze internazionali?

Ambito comportamentale e psicologico

Un altro punto importante tocca l’ambito comportamentale e psicologico: un’esperienza all’estero attesta, infatti, capacità organizzative, spirito di iniziativa e un arricchimento personale da ogni punto di vista. Autonomia e flessibilità, in particolare, sono soft skills importantissime nel mondo del lavoro, e si suppone che un candidato che abbia lavorato all’estero le possieda, assieme a una buona dose di senso pratico e apertura mentale.  

Formazione professionalizzante

Infine, se guardiamo alla formazione, un’esperienza all’estero in Paesi come Stati Uniti, Cina, ma anche Australia e Canada, può fare davvero la differenza perché queste mete sono considerate altamente professionalizzanti per un candidato. E un recruiter questa cosa non può affatto ignorarla. 

Un candidato con esperienze lavorative all’estero può rappresentare, quindi,  un vero e proprio punto di forza per l’azienda, e attraverso una visione più internazionale all’interno del proprio Paese, agganciando crescita, progresso e innovazione.