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La digitalizzazione è un fenomeno pervasivo che sta modificando profondamente molti aspetti dell’economia e dell’amministrazione. Due processi molto importanti sono, per esempio, l’Industria 4.0 e la digitalizzazione della PA, che hanno diverse ripercussioni anche sul mercato del lavoro, nel quale emerge sempre più forte la richiesta di personale preparato a ricoprire le nuove mansioni legate alle tecnologie digitali. Proprio per questo motivo negli ultimi anni si è assistito a un vero e proprio boom di annunci di lavoro rivolti a professionisti in ambito ICT – acronimo di Information and Communication Technology – e si prevede che anche nei prossimi anni le opportunità in questo settore saranno numerosissime.

Secondo i risultati dell’Osservatorio Competenze Digitali 2017 condotto dalle maggiori associazioni dell’ICT – Assinform, Aica, Assintel e Assinter – e promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca insieme all’Agenzia per l’Italia Digitale, la domanda di professioni ICT anche quest’anno si conferma in aumento, mantenendo un trend che vede una crescita media annua del 26%. 

L’Osservatorio ha analizzato ben 175.000 annunci di lavoro pubblicati sul web nell’ultimo triennio; di questi, ben 60.000 sono stati pubblicati nel 2016. 
Dalla ricerca è emerso un aumento generale della richiesta delle professioni più “classiche” del settore – Analisti Programmatori (+24% nel 2016), System Analyst (+30%), Digital Media Specialist e Web Developer (questi ultimi registrano un picco di richieste del 60%). 

Le figure più difficilmente selezionabili sono, però, quelle delle nuove professioni digitali legate alla digital transformation, che arrivano a picchi del +90% sull’aumento della richiesta di annunci di lavoro. Stiamo parlando ad esempio di Business Analyst e specialisti di Big Data, seguiti da specialisti in Cloud, Cyber Security, IoT, Service Development, Service Strategy, Robotics e Cognitive & Artificial Intelligence. 

Secondo le stime dell’Osservatorio, inoltre, la domanda di professionisti del settore ICT dovrebbe aumentare anche nei prossimi anni con la creazione di circa 85.000 nuovi posti di lavoro. A fronte di una domanda di professionisti e competenze digitali così ampia, tuttavia, in Italia il mercato del lavoro non propone ancora un’offerta di candidati adeguata. 

Moltissime aziende, infatti, non riescono ad individuare profili corrispondenti alle loro esigenze, e questo è dovuto in gran parte alla mancanza di competenze nei giovani. Sempre secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Competenze Digitali 2017, infatti, mentre c’è una presenza di diplomati in materie ICT eccessiva rispetto alla richiesta delle imprese, c’è una forte carenza di laureati in percorsi dello stesso ambito.

Si può affermare, quindi, che i giovani che si specializzeranno nel settore dell’Information & Communication Technology avranno altissime probabilità di trovare un impiego dopo il conseguimento del titolo di studio, soprattutto nel caso di una laurea. In particolare, coloro che riusciranno a crearsi una preparazione che integra competenze tecnologiche, capacità di leadership, intelligenza emotiva e pensiero creativo, riusciranno a rispondere ai cambiamenti imposti nei prossimi anni nelle aree Big Data, Cloud, Mobile, Social, IoT e Security. 

Secondo i dati dell’Osservatorio, infatti, nei prossimi anni lo scenario cambierà ulteriormente e le professioni del futuro si chiameranno Change Manager, Agile Coach, Technology Innovation Manager, Chief Digital Officer, IT Process & Tools Architect.