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Possiamo affermarlo: la blockchain influisce sulle HR e sul modo di fare recruitment, ed è per questo motivo che sarà uno dei principali trend nel 2019. Negli ultimi anni siamo stati spettatori di importanti cambiamenti tecnologici, che rispondono al nome di cloud computing, automazione dei processi e intelligenza artificiale. Cambiamenti, questi, che hanno avuto un forte impatto sui metodi di gestione e organizzazione della forza lavoro. La blockchain rappresenta quindi un’opportunità da non perdere per le aziende. Vediamo perché. 

Cos’è la blockchain

Ne sentiamo spesso parlare ultimamente, ma non per tutti è chiaro cosa sia la blockchain. Questa tecnologia è relativamente giovane: è nata, infatti, nel 2008 per fare da registro alle transazioni pubbliche per la valuta digitale Bitcoin. Una blockchain è essenzialmente una raccolta di archivi – i “block” – che sono collegati tra loro attraverso crittografia. In sintesi, possiamo dire che è un modo sicuro, verificabile e permanente per tenere conto di tutte le transazioni avvenute nel tempo tra due parti. Nessuno può infatti modificare un blocco senza che l’altra parte autorizzi l’accesso alla catena, “la chain”. In questo modo si ha la massima trasparenza dei movimenti, escludendo ogni tipo di manomissione. La blockchain sta rivoluzionando il modo di fare affari online, così come Internet ha cambiato il modo in cui ci scambiamo informazioni. Gli impieghi di questa tecnologia andranno presto oltre i servizi finanziari, cominciando a influenzare anche altre industrie, soprattutto il settore delle risorse umane e del recruitment. 

Blockchain: nuove strategie per HR

Nei prossimi anni il coinvolgimento della blockchain nelle attività HR è destinato a crescere e le sue possibili applicazioni all’interno delle organizzazioni si espanderanno. Le principali applicazioni della blockchain nell’ambito delle Risorse Umane saranno:

  • La verifica e la valutazione di un candidato: la blockchain rende questo compito molto più semplice, fornendo una serie di dati completa sulla formazione, l’esperienza, le abilità e le prestazioni della risorsa sul posto di lavoro.  
  • Semplificazione dell’attività amministrativa relativa alle paghe, particolarmente utile quando i datori di lavoro hanno anche attività all’estero e devono spesso controllare pagamenti provenienti da un Paese estero, spese internazionali e verificarne la conformità fiscale. 
  • La gestione dei contratti con un sistema basato sulla blockchain diventa più sicura e smart: i contratti di lavoro si possono aggiornare in poco tempo, sia quelli dei dipendenti stabili che dei lavoratori temporanei o a progetto. 
  • Trovare il ruolo giusto per un candidato poiché la tecnologia blockchain offre alle aziende una panoramica completa sui dipendenti e il datore di lavoro saprà con maggiore precisione dove collocare una risorsa in modo efficace. 

Blockchain: ostacoli da superare

Durante un recente sondaggio di KPMG, è emerso che nel Regno Unito solo l’8% degli intervistati ha in programma di investire nella blockchain nel prossimo futuro. Per quanto riguarda la spesa IT, al primo posto figura invece l’intelligenza artificiale. Un ostacolo che dovrà essere superato è sicuramente la mancata comprensione degli impieghi di questa nuova tecnologia sul mondo del lavoro. In troppi credono, infatti, che la blockchain sia legata esclusivamente al mercato delle valute digitali, specialmente ai Bitcoin. “Penso che troppe persone abbiano paura dei Bitcoin perché non hanno ancora capito – ha dichiarato ad HR magazine David Balls, direttore delle Risorse Umane di Rank Group – come funziona la tecnologia e come potrebbe avvantaggiarle”. Investire nel 2019 nella blockchain vuol dire far crescere il proprio business e semplificare il lavoro strategico delle HR e non solo. Entro il 2024 questa tecnologia varrà oltre 16 miliardi di dollari e chi sceglierà ora di avere più familiarità con la blockchain si troverà in un’enorme posizione di vantaggio rispetto ai concorrenti.