european e-competence framework.

12/04/2016 15:43:44

La definizione di un quadro chiaro e preciso di competenze suddivise in 5 diverse aree e che riguardano molti profili professionali legati al mondo dell’Information and Communication Technology in tutti i settori industriali, è l’aspetto essenziale che caratterizza l’European e-Competence Framework (e-CF) 3.0. 

Si tratta, in particolare, dello sviluppo di 40 competenze di riferimento (4 in più rispetto alle 36 già presenti nell’e-CF 2.0), individuate e descritte con un linguaggio condiviso, che possono essere d’aiuto per l’assunzione di personale specializzato da parte di HR manager – così come per osservatori di mercato, istituti di formazione e altre organizzazioni legate al settore pubblico o privato. In effetti, oltre alla Commissione Europea e al Governo italiano, a recepire e raccogliere il segnale lanciato dall’e-Compentence Framework sono stati, tra gli altri, il Politecnico di Milano, alcune grandi aziende come Microsoft e Cisco, l'AGID e le 3 maggiori associazioni ICT in Italia (Assintel, Assinter, Assinform).

L’e-CF, dunque, è uno strumento prezioso in mano alle imprese e alle organizzazioni la cui applicazione consente di uniformare skill e competenze sia di chi già lavora nel settore ICT, sia di chi vuole intraprendere una carriera in questo ambito. Ed è utile ricordare che l’Italia ha avuto un ruolo di primo piano nella definizione del progetto: innanzitutto è stato il primo paese in Europa ad adottare l’e-CF sia come norma UNI valida per definire le competenze ICT, che a livello del CCNL del commercio. Inoltre il nostro paese è riuscito a ottenere la segreteria tecnica del nuovo Comitato di Progetto. 

Analizziamo adesso da vicino cosa comporta l’e-CF e quali sono le sue peculiarità. 

Focus su aree e competenze trasversali 

Il primo aspetto da notare è che l’European e-Competenze Framework non si basa su job profile già definiti, ma apre il concetto di competenze a macro-aree che possono interessare profili professionali diversi fra loro. L’approccio, dunque, è flessibile ed estremamente utile anche per noi di Ranstad per applicare i punti di riferimento stabiliti dall’e-CF a figure professionali ben precise e profilare i candidati in modo chiaro e rigoroso. Attualmente l’e-CF 3.0 vede 40 competenze articolate, secondo diversi livelli di proficiency, in 5 grandi aree che coprono l’intero settore ICT, ovvero: PLAN (pianificare) –  BUILD (realizzare) – RUN (operare) – ENABLE (abilitare) – MANAGE (gestire). 

A cosa serve l’e-CF e quali sono i vantaggi

I vantaggi di un quadro di riferimento trasversale che fissi il fabbisogno di skill e competenze del settore sono molteplici: 

• importante contributo all’aggiornamento di tutto ciò che è richiesto sul mercato del lavoro dal punto di vista delle competenze;

• possibilità di organizzare e rendere più effettivi e razionali curricula di alta formazione per chiunque sia interessato a far parte del settore; 

• possibilità di certificare uniformemente le competenze e di avere un metro di valutazione comune.

Dunque, grazie all’e-CF 3.0 è essenzialmente possibile agire a livello della domanda e dell’offerta lavoro, guardando sia alla formazione (e rendendola più efficace e mirata), sia al processo di ricerca del personale e di assunzione. Un aspetto, questo, che sembra particolarmente rilevante anche alla luce dell’attenzione nei confronti dello sviluppo di competenze digitali che sta prendendo piede nel nostro paese, come dimostra, ad esempio, l’attività dell’Osservatorio delle Competenze Digitali 2015 di AICA (Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico), punto di riferimento per i professionisti ICT.