risoluzione rapporto a tempo indeterminato dei lavoratori somministrati: la risposta del ministero

19/01/2015 10:26:42

La Direzione Generale per l’attività ispettiva del Ministero del Lavoro con l’Interpello n. 1 del 12 gennaio2015 ha dato risposta ad un’istanza di interpello avanzata dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

La questione 


Il quesito posto all’attenzione del Ministero riguardava la corretta individuazione della disciplina applicabile in
caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo da parte di un’agenzia per il lavoro di “lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato occupati in ambito di gara pubblica per servizi di somministrazione di lavoro per 36 mesi.” 

La richiesta di chiarimenti derivava dalla formulazione dell’articolo 22, comma 4, del D.lgs. 276/2003, e, ancora più specificamente, a fronte di tale disposizione*, dalla necessità di capre quale la disciplina da applicare in caso di recesso dal rapporto di lavoro a tempo indeterminato di almeno 5 lavoratori
nella stessa provincia.

 

Quali le due alternative


In particolare i Consulenti del lavoro chiedevano se nella situazione sopra descritta, e appunto considerato quanto stabilito dall’articolo 22 della Legge Biagi sopra citato, dovesse essere esperita la procedura prevista
per i licenziamenti collettivi (articoli 4 e 24 della Legge 223/1991) o, diversamente, quella relativa ai licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo (articolo 7 della Legge 604/1966).

 

La risposta del Ministero - l’iter argomentativo e il significato di fine lavori


Il Ministero al fine di fornire la risposta, dopo aver compiuto una distinzione preliminare fra le due norme indicate, soffermandosi sul loro diverso ambito di applicazione, valorizza proprio il contenuto dell’articolo 22, comma 4, D.lgs. 276/2003, che “sembra […] escludere l’applicabilità della procedura di licenziamento collettivo per le agenzie di somministrazione”, e ciò anche nel caso in cui il recesso, (appunto disposto nei confronti di lavoratori a tempo indeterminato), avvenga nell’ambito di fine lavori che corrispondono a “cessazioni dei servizi in somministrazione a tempo determinato in ambito di gara pubblica”.

 

In definitiva… la procedura applicabile e gli impatti gestionali

Quale l’indicazione cruciale che si ricava dalla risposta del Ministero: per le ipotesi menzionate, e dunque in generale per i casi di licenziamento plurimo di lavoratori somministrati a tempo indeterminato, non si applica la procedura prevista per i licenziamenti collettivi, ma quella prevista per i licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo, e ciò, come si evince ancora dall’Interpello, indipendentemente dalla circostanza che i lavoratori in questione siano appunto più di 5 nella medesima provincia e la loro prestazione sia avvenuta nell’ambito di una somministrazione a termine o a tempo indeterminato.


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* ”Le disposizioni di cui all'articolo 4 della legge 23 luglio 1991, n. 223, non trovano applicazione anche nel caso di fine dei lavori connessi alla somministrazione a tempo indeterminato. In questo caso trovano applicazione l'articolo 3 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e le tutele del lavoratore di cui all'articolo 12.”