Il welfare familiare è quell’insieme di iniziative di supporto e sostegno alle famiglie, pensate per alleggerire i genitori nella routine quotidiana e nelle numerose spese che ogni coppia con figli deve affrontare. Uno degli elementi centrali del welfare familiare è rappresentato dalla conciliazione tra tempi lavorativi e tempo libero, da dedicare a sé stessi e ai propri cari.

tre persone parlano in ufficio
tre persone parlano in ufficio

i bonus e gli incentivi statali a favore delle famiglie.

Attualmente, lo Stato prevede diversi incentivi orientati proprio a questo scopo e ripensati alla luce della particolare situazione che ancora stiamo attraversando.

La maggior parte di questi riguardano il piano organizzativo e implicano la possibilità di praticare lo smart working (per un genitore con uno o più figli fino ai 16 anni) oppure di ottenere congedi quando la prestazione lavorativa non si possa svolgere a distanza (per un genitore con figli fino ai 14 anni): per i periodi di astensione viene riconosciuta un’indennità pari al 50 per cento della retribuzione stessa. 

Un incentivo utilizzato da molte famiglie è il bonus baby-sitting, che può essere richiesto dai genitori con figli conviventi fino ai 14 anni e consiste in un massimo complessivo di 100 euro settimanali per coprire, appunto, le spese di baby sitting. L’Inps ha previsto inoltre un contributo anche per i centri estivi, non cumulabile con il precedente. 

A fianco dello Stato, le singole aziende possono attivarsi in sostegno dei propri dipendenti facilitandoli in un momento importante e delicato come quello della nascita di un figlio. Vediamo dunque cosa possono fare le imprese per supportare i neo genitori e quali sono  i servizi proposti da Randstad.

il piano di welfare aziendale.

Com’è noto, stiamo vivendo un periodo di grande rinnovamento; i cambiamenti, le evoluzioni sociali e culturali che stiamo affrontando interessano tutti gli aspetti della vita di un individuo nella sua sfera personale, familiare e lavorativa. I contesti lavorativi si stanno trasformando: le aziende stanno ampliando i loro confini mettendo in campo strategie nuove che vadano incontro alle reali necessità dei lavoratori. Se fino a qualche anno fa il work-life balance era una bella parola anglosassone molto pubblicizzata, ma che raramente trovava un’applicazione nei luoghi di lavoro, oggi diverse aziende ne hanno compreso il valore, portando dalla teoria alla pratica le best practice finora solo scritte nei manuali di people management.

Un buon piano di welfare aziendale, oltre ad offrire un vantaggio in termini fiscali e contributivi, deve:

  • dare un aiuto concreto ai lavoratori
  • alleggerire il carico di lavoro familiare
  • offrire un sostegno al reddito
  • agevolare le attività ricreative
  • contribuire ad un maggior equilibrio tra vita personale e impegni familiari.

Solo in risposta a queste esigenze il lavoratore potrà davvero sentirsi parte di un progetto aziendale e trarne un beneficio, migliorando le sue performance e il suo legame; di conseguenza l’azienda ne guadagnerà in stabilità, diminuendo l’assenteismo e trattenendo i talenti (oltre che attirarne di nuovi).

i supporti per le mamme e i neo genitori.

le aziende dovrebbero dedicare particolare attenzione ai lavoratori che desiderino avere dei bambini, in modo da abbattere le barriere e le paure che molto spesso si generano sul tema maternità nei contesti di lavoro (soprattutto legati alle donne e al loro periodo di assenza) con un segnale concreto: “Noi ci siamo e ti accompagniamo in questo percorso”.

Incentivare la crescita demografica e promuovere azioni di sostegno al reddito e servizi a supporto della maternità e della paternità è un segnale molto forte, di responsabilità, di fiducia e di rispetto verso i lavoratori.  Valorizzare e premiare l’esperienza della genitorialità all’interno di un contesto lavorativo gratifica il genitore e lo porta anche a percepire il suo nuovo percorso come un processo di evoluzione personale, accettato, condiviso e promosso dall’azienda.

La maternità, quindi, perde quell’ accezione negativa spesso diffusa che la fa percepire  come “un peso”o “ un problema”  e può assumere una nuova connotazione diventando una risorsa, un valore aggiunto, un qualcosa di cui la donna, anche sul luogo di lavoro, può andare fiera. 

Ma non solo: l’organizzazione del ménage familiare, una nuova economia domestica, le necessità di adattamento e di problem solving del neo-genitore alle prese con la sua nuova condizione, potrebbero anche portare ad una diversa e più efficace gestione delle mansioni lavorative. Rientrare nel contesto lavorativo per un neo genitore non deve essere necessariamente un periodo di stress e di “corsa a recuperare il tempo perso”, ma potrebbe invece diventare uno stimolo per mettere in campo nuove strategie di gestione e di organizzazione fino ad allora inesplorate.

I supporti alla genitorialità che un’azienda può mettere in campo sono molti:

  • bonus nascita
  • campus estivi
  • assistenza sanitaria integrativa
  • sportelli di counseling
  • smartworking
  • flessibilità oraria
  • giornate bimbi in ufficio
  • incentivi per babysitter e asilo nido.

Di fondamentale importanza è infatti la gestione organizzativa del rientro dei genitori nei luoghi di lavoro attraverso il supporto di strutture territoriali dedicate (asili nido convenzionati) o la creazione di asili nido aziendali che agevolino gli spostamenti portando con sé un forte miglioramento della brand reputation e della talent attraction

cos’è il Randstad FamilyKit.

La divisione Welfare di Randstad Italia ha creato un progetto totalmente incentrato sui genitori all’interno dei suoi piani di welfare aziendale, per rispondere e valorizzare   le esigenze dei genitori.

Le aziende che hanno scelto il FamilyKit Randstad hanno avuto la possibilità di accompagnare il genitore nella ricerca della migliore soluzione per la gestione del suo tempo, preziosissimo alleato di tutti, iniziando dall’analisi del nucleo familiare, fino ad arrivare alla formulazione della soluzione più adatta: selezione della babysitter, assunzione della babysitter, ricerca di asilo nido, assistenza burocratica nella richiesta di bonus Inps ecc.

Il Family Kit di Randstad è un servizio nazionale e tutti i genitori d’Italia possono beneficiarne:  Randstad, con le sue 250 filiali sul territorio e una piattaforma di welfare aziendale disponibile da pc e da mobile, ha costruito una rete di servizi capace di arrivare a tutti, in ogni parte d’Italia, raggiungendo non solo le grandi città (dove la disponibilità di servizi è maggiore), ma anche i piccoli comuni e le periferie. La consapevolezza degli strumenti a disposizione è infatti fondamentale per affrontare con serenità la nuova condizione genitoriale, il rientro sul posto di lavoro e la gestione familiare.

All’interno della piattaforma welfare di Randstad, i lavoratori possono utilizzare il loro credito per acquistare numerosi servizi a supporto della genitorialità come ad esempio l’assistenza sanitaria h24 con centralino pediatrico (AssoMamme), visite ostetriche-ginecologiche e pediatriche, aiuti nel disbrigo di pratiche (Sportello Mamme), percorsi di consapevolezza e di accompagnamento alla nascita (MammaApp), sportelli di ascolto, corsi di formazione, ricerca della babysitter e molto altro.

le iniziative di Randstad Group per la genitorialità.

Randstad Group da anni si impegna a sostenere i neo-genitori attraverso misure di flessibilità oraria e di organizzazione del lavoro: un’opportunità di work-life balance che non rinuncia al raggiungimento degli obiettivi di performance aziendali. Randstad Group ha inoltre messo in campo iniziative di sostegno al reddito, contribuendo in parte alle spese destinate a servizi di  babysitting o asilo nido. Ne sono un esempio le iniziative:

  • Baby Randstad (fino a 250€ al mese di contributo asilo), attiva dal 2003, che nel 2020 ha raggiunto un valore pari a 241.086 € a beneficio di 207 persone;
  • Randstad BabySitter (fino a 330€ al mese di contributo babysitter) attivo dal 2020 e confermato fino al 31.12.2021;
  • Il progetto Randstad GrowUp, grazie al quale, dal 2021, i lavoratori riceveranno un bonus nascita di 1000€ l’anno per ciascun figlio naturale o adottivo (fino al compimento del 6°anno d’età);
  • La giornata “Bimbi in ufficio” alla quale Randstad aderisce ogni anno organizzando momenti per le famiglie in cui avvicinare i bambini al mondo del lavoro dei propri genitori, aumentando così il livello di comprensione e di coinvolgimento anche attraverso laboratori creativi.

Ogni anno Randstad osserva, monitora e guida la crescita delle persone anche dal punto di vista della diversità di genere. Oggi il 43,7% della popolazione aziendale è costituita da donne in posizioni di Senior Management (vs. il 43,2% dell’anno precedente) di cui 62,2% mamme. Inoltre il 42,9% del Management Team di Randstad è composto da donne. Da anni Randstad lavora, inoltre, per la riduzione del gap salariale. Nel 2020 il 96,6% delle neo-mamme è tornata al lavoro dopo il congedo parentale e il 96,5% di loro è rimasta in azienda dopo un anno (retention). Inoltre, nel corso del 2020, sono state assunte più di 200 persone, di cui 53% donne con un’età inferiore ai 31 anni (Dati: nuovo report integrato Randstad).

 

Randstad può aiutarti a creare un piano di welfare su misura per la tua azienda.

scopri come.
autrice dell'articolo
sonia-zappitelli
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Sonia Zappitelli

servizi hr, benefits, welfare, loyalty, btobtoc, business development presso randstad italia.

Dopo la laurea specialistica in Filologia, Letteratura e Linguistica, conseguita dedicandosi alla studio della letteratura ispanoamericana contemporanea, ha avuto diverse esperienze di lavoro, da interprete a insegnante di spagnolo, da addetta all'assistenza clienti al digital marketing. Successivamente si è specializzata nell'ambito HR e welfare come progettista di benefit e servizi. Entrata in Randstad circa due anni fa, gestisce collaborazioni con partner italiani e internazionali sviluppando progetti di welfare aziendale con l'obiettivo di migliorare il benessere dei lavoratori.

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