legge di stabilità 2018: le principali novità

17/01/2018 14:32:17

Il 1° gennaio è entrata in vigore la Legge di Stabilità 2018 (Legge n. 205 del 27 dicembre 2017) contenente il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020. 
Riportiamo di seguito le principali novità previste.

Incentivo all’occupazione giovanile stabile (art. 1, commi 100-108)

Al fine di promuovere l’occupazione giovanile stabile, la Legge di bilancio 2018 - conosciuta anche come Legge di stabilità 2018 - prevede un esonero contributivo in favore dei datori di lavoro privati che, a decorrere dal 1° gennaio 2018, assumono lavoratori che non abbiano compiuto il 30esimo anno di età e non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro. Limitatamente alle assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2018, tale esonero è riconosciuto in riferimento ai soggetti che non abbiano compiuto il 35esimo anno di età. 

L’incentivo si applica per un periodo massimo di 12 mesi e consiste nell’esonero dal versamento del 50% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi INAIL, nel limite massimo di 3.000 euro su base annua, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche. 
La Legge di bilancio specifica che l'esonero contributivo spetta ai datori di lavoro che, nei 6 mesi precedenti l'assunzione, non abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi, nella medesima unità produttiva. Inoltre, nel caso in cui nei 6 mesi successivi all’assunzione si verifichi il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore assunto o di un lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva e inquadrato con la medesima qualifica, si avrà la revoca dell’esonero e il recupero del beneficio già fruito.

L'esonero si applica anche nei casi di conversione di un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato, fermo restando il possesso del requisito anagrafico alla data della conversione. Inoltre, la percentuale di esonero sale al 100% nel caso in cui i datori di lavoro privati assumano, con contratto a tempo indeterminato, entro sei mesi dall'acquisizione del titolo di studio:

  • studenti che hanno svolto presso il medesimo datore attività di alternanza scuola-lavoro pari almeno al 30% del monte ore previsto
  • studenti che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione.

studenti che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione. 


Proroga del periodo di cassa integrazione guadagni straordinaria per riorganizzazione o crisi aziendale (art. 1, comma 133)

La Legge di stabilità 2018 prevede che le imprese con organico superiore a 100 unità lavorative e rilevanza economica strategica anche a livello regionale, le quali presentino rilevanti problematiche occupazionali ed esuberi significativi nel contesto territoriale, possano ottenere la proroga dell'intervento straordinario di integrazione salariale riconosciuto per le situazioni di riorganizzazione o crisi aziendale. A tal fine, è necessario sottoscrivere un accordo in sede governativa presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con la presenza della regione interessata. 

La proroga può essere concessa per gli anni 2018 e 2019, entro il limite massimo complessivo di spesa di 100 milioni di euro per ciascun anno, nei seguenti casi:

  • fino al limite massimo di 12 mesi, qualora il programma di riorganizzazione aziendale sia caratterizzato da investimenti complessi non attuabili nel limite temporale di durata di 24 mesi (così come previsto dalla disciplina di riferimento);
  • fino al limite massimo di 6 mesi, qualora il piano di risanamento, presenti interventi correttivi complessi volti a garantire la continuazione dell'attività aziendale e la salvaguardia occupazionale, non attuabili nel limite temporale di durata di 12 mesi. 


Accordo di Ricollocazione (AdR) per i lavoratori di imprese in crisi (art. 1, commi 136 e 138) 

Tale previsione ha lo scopo di limitare il ricorso al licenziamento all'esito dell'intervento straordinario di integrazione salariale. Si stabilisce, infatti, che nei casi di riorganizzazione ovvero di crisi aziendale per i quali non sia espressamente previsto il completo recupero occupazionale, la procedura di consultazione con le organizzazioni sindacali possa concludersi con un accordo che preveda un piano di ricollocazione, con l'indicazione degli ambiti aziendali e dei profili professionali a rischio di esubero.

I lavoratori rientranti nei predetti ambiti o profili possono richiedere all'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL), entro trenta giorni dalla data di sottoscrizione dell’accordo, l'attribuzione anticipata dell'assegno di ricollocazione. Il numero delle richieste non può in ogni caso eccedere i limiti di contingente previsti, per ciascun ambito o profilo, dal programma di riorganizzazione ovvero di crisi aziendale.

L'assegno è spendibile in costanza di trattamento straordinario di integrazione salariale per ottenere un servizio intensivo di assistenza nella ricerca di un altro lavoro. Il servizio ha una durata corrispondente a quella del trattamento straordinario di integrazione salariale e comunque non inferiore a 6 mesi. Esso è, inoltre, prorogabile di ulteriori dodici mesi nel caso non sia stato utilizzato, entro il termine del trattamento straordinario di integrazione salariale, l'intero ammontare dell'assegno. Inoltre, in deroga alla disciplina vigente, ai lavoratori ammessi all'assegno di ricollocazione non si applica l'obbligo di accettazione di un'offerta di lavoro congrua.

L'accordo può altresì prevedere che i centri per l'impiego o i soggetti privati accreditati possano partecipare alle attività di mantenimento e sviluppo delle competenze, da realizzare con l'eventuale concorso dei fondi interprofessionali per la formazione continua. 

Ai datori di lavoro che assumono i lavoratori titolari del suddetto assegno di ricollocazione è riconosciuto l'esonero dal versamento del 50 per cento dei complessivi contributi previdenziali, nel limite massimo di importo pari a 4.030 euro su base annua. L'esonero è riconosciuto per una durata non superiore a: 

  • 18 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato;
  • 18 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato 

  • 12 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo determinato.

18 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato; 


12 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo determinato.


Nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento, il contratto venga trasformato in contratto a tempo indeterminato, il beneficio contributivo spetta per ulteriori 6 mesi. 

Incremento del cd. ticket di licenziamento nell’ambito di licenziamenti collettivi (art. 1, comma 137)

Secondo quanto stabilito dalla legge di stabilità, a decorrere dal 1° gennaio 2018, per ciascun licenziamento effettuato nell'ambito di un licenziamento collettivo da parte di un datore di lavoro tenuto alla contribuzione per il finanziamento dell'integrazione salariale straordinaria, l'aliquota percentuale è innalzata dal 41% all'82%. 

Accesso ai dati dei soggetti disoccupati  da parte dei soggetti iscritti all’albo informatico delle Agenzie per il lavoro (art. 1, commi, 801 e 803):

L'ANPAL dovrà comunicare ai soggetti iscritti all'albo informatico delle Agenzie per il lavoro, e ai soggetti iscritti all'albo nazionale dei soggetti accreditati ai servizi per il lavoro, i dati relativi alle persone in stato di disoccupazione o a rischio di disoccupazione, per favorirne la ricollocazione nel mercato del lavoro e al fine di garantire una maggiore efficacia dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro. 

Tracciabilità delle retribuzioni (art.  1, commi 910 - 914)

A partire dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti corrisponderanno ai lavoratori la retribuzione, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi: 

  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore 
  • strumenti di pagamento elettronico
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento
  • emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore 


strumenti di pagamento elettronico


pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento


emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.


Si stabilisce, inoltre, che i datori di lavoro o committenti non possano corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato. 

Libro unico del lavoro (art. 1, comma 1154)

La tenuta in modalità telematica, presso il Ministero del Lavoro, del Libro Unico del lavoro, prevista a partire dal 1° gennaio 2018, è posticipata al 1° gennaio 2019.

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