legge di stabilità 2015: dalla presentazione del disegno di legge al confronto con l’europa

03/11/2014 16:45:56

Lo scorso 15 ottobre il Consiglio dei Ministri si è riunito a Palazzo Chigi, sotto la direzione del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ed ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2015). 

Di seguito i punti principali del progetto di legge:

  • Eliminazione della componente “lavoro” dalla base di calcolo dell’IRAP
  • Consolidamento del bonus IRPEF (80 euro) come misura definitiva
  • Azzeramento dei contributi per i nuovi contratti a tempo indeterminato
  • Sgravio fiscale per le Partite IVA a basso reddito
  • Rafforzamento sgravi per famiglie numerose
  • Finanziamento credito d’imposta per ricerca ed innovazione
  • Investimenti nei settori chiave del Paese: scuola, lavoro, giustizia
  • Rifinanziamento ammortizzatori sociali
  • Riduzione del 70% del patto di stabilità per i Comuni
  • Libertà per i lavoratori dipendenti di avere il TFR in busta paga con zero costi per le imprese (anticipo alle imprese da parte del sistema bancario)


La manovra è stata poi firmata dal Presidente della Repubblica Napolitano, che ne ha dunque autorizzato la presentazione alle Camere.

Sarà interessante vedere quali saranno i successivi risvolti dell’iter di approvazione, soprattutto alla luce delle recenti vicende che hanno posto al centro dell’attenzione il confronto con l’Unione europea e con il sindacato.

Si ricorda infatti che già il 23 ottobre l’Unione Europea tramite il Commissario Europeo per gli Affari Economici e Monetari Jyrki Katainen aveva inviato una lettera al Ministro dell’Economia Padoan con delle richieste di precisazione sul contenuto della manovra.
Tali dubbi riguardavano due aspetti fondamentali, ed in particolare le motivazioni per le quali il nostro Paese riteneva di non poter osservare il patto di stabilità per il 2015, nonché le modalità con cui intendeva garantire il rispetto degli obblighi di bilancio.

Successivamente è intervenuta la risposta del Governo, con lo stanziamento di nuove risorse (pari a 4,5 miliardi) ed ulteriori misure che dovrebbero portare alla correzione del deficit strutturale con il passaggio allo 0,1% allo 0,3% (con un compromesso rispetto alla richiesta dell’UE dello 0,5%).
I correttivi proposti dall’esecutivo sono stati infine approvati, entrando così a far parte integrante e definitiva del testo che sarà oggetto discussione, il 30 ottobre, quando il Parlamento ha espresso voto favorevole nei confronti delle modifiche al Documento Unico finanziario.

I prossimi passaggi saranno pertanto l’esame da parte della Commissione Bilancio e, successivamente, l’approdo del disegno di legge all’esame dell’Aula. 

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