jobs act e legge di stabilità: ecco i prossimi passi

25/03/2015 18:29:29

Il Consiglio dei Ministri ha approvato due Schemi di decreto: uno riguarda il riordino delle tipologie contrattuali, l'altro la conciliazione vita-lavoro. E poi c'è anche il Decreto sull'anticipo del Tfr. Vediamo quali sono le tematiche affrontate e i contenuti

Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’entrata vigore dei primi due Decreti attuativi della Legge delega relativa al cosiddetto Jobs Act, l’attenzione di operatori e imprese è ora concentrata sui contenuti degli Schemi di decreto approvati dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 febbraio.

Anche per questi provvedimenti dovrà essere seguito il medesimo iter – con il passaggio presso le competenti Commissioni Lavoro del Senato e della Camera – osservato per i primi due.
Come previsto all’interno della stessa Legge delega, infatti, le bozze di decreto, una volta approvate in via preliminare, dovranno essere trasmesse alle Commissioni perché possano esprimere eventuali osservazioni in merito (i relativi pareri sono in ogni caso non vincolanti).
A oggi, quindi, i due Schemi di decreto non si possono ancora considerare in vigore, visto che a tal fine sarà indispensabile attendere, dopo i passaggi sopra descritti, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ma quali sono le tematiche affrontate da questi due Schemi di decreto?



Il primo Schema di decreto: diritto del lavoro e tipologie contrattuali

Il primo dei due provvedimenti (e precisamente lo Schema di decreto legislativo recante il testo organico delle tipologie contrattuali e la revisione della disciplina delle mansioni, in attuazione della Legge 10 dicembre 2014, n. 183”) si occupa di tematiche di forte interesse per le imprese, in quanto interviene sulla disciplina di istituti propri del diritto del lavoro o sulle stesse tipologie contrattuali fino, in alcuni casi, alla loro stessa abrogazione.


    Pur con la prudenza e la cautela derivante dalle considerazioni sopra riportate, e dunque con la consapevolezza che il testo può essere oggetto di modifiche, questa prima bozza di Decreto interviene sulla regolamentazione dei seguenti istituti:


  1. Part time
  2. Lavoro intermittente
  3. Contratto di lavoro a tempo determinato
  4. Somministrazione di lavoro
  5. Apprendistato
  6. Collaborazioni coordinate e continuative, anche a progetto
  7. Partite Iva
  8. Lavoro accessorio
  9. Disciplina delle mansioni


Il secondo Schema di decreto: maternità e conciliazione vita-lavoro

Il secondo Schema di decreto riguarda un’altra materia particolarmente delicata nella gestione del rapporto di lavoro, e non solo. L’obiettivo del provvedimento è infatti quello di compiere una “revisione” e un “aggiornamento”* delle misure volte a tutelare la maternità e le forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nella prospettiva, che si potrebbe definire “universalizzante”, di favorire le relative opportunità per la generalità dei lavoratori.
A tal fine, anche se con misure al momento previste in via sperimentale per il solo 2015, lo Schema di decreto interviene sul congedo di maternità, con un ampliamento delle ipotesi di corresponsione della relativa indennità per la risoluzione del rapporto, con disposizioni specifiche sul congedo di paternità e su quello parentale, nonché sulle tutele nei casi di adozione o affidamento. Fra le disposizioni più innovative si segnalano inoltre l’introduzione di un congedo speciale per le donne vittime di violenza di genere e l’esclusione dai limiti quantitativi dei lavoratori cui il datore di lavoro abbia riconosciuto la possibilità del telelavoro per motivi legati a esigenze di cure parentali.



Uno sguardo alla Legge di stabilità: il Decreto sull’anticipazione in busta paga quota Tfr

Infine, mentre proseguono i lavori per l’attuazione del “cantiere” relativo al Jobs Act, proprio nei giorni scorsi giorni, il 19 marzo, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 febbraio 2015, n. 29, contenente il "Regolamento recante norme attuative delle disposizioni in materia di liquidazione del TFR come parte integrante della retribuzione per il periodo di paga decorrente da marzo 2015 a giugno 2018". Tale Regolamento entrerà in vigore il 3 aprile 2015.
Si tratta di un provvedimento importante, atteso da diverse settimane, con cui viene resa operativa la possibilità (introdotta in via sperimentale dalla Legge di stabilità), per i dipendenti del settore privato che abbiano maturato almeno 6 mesi presso il medesimo datore di lavoro, di percepire la quota maturanda del Tfr (cd Qu.I.R.) direttamente in busta paga.
A tal fine si ricorda che con il Decreto in oggetto viene messa a disposizione delle imprese anche la modulistica necessaria per la relativa istanza da parte del lavoratore.

*sono le stesse espressioni utilizzate nella Legge delega (art. 1, comma 8, Legge 183/2010)


Sabrina Chiarelli, Legal Solutions Department Randstad Group Italia



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