il rapporto sulle comunicazioni obbligatorie del ministero del lavoro: il triennio 2012-2014

20/07/2015 15:11:28

Il Ministero del Lavoro ha recentemente pubblicato il “Rapporto annuale sulle comunicazioni obbligatorie 2015”.

Il contenuto del Rapporto 

Oggetto di analisi sono le dinamiche che hanno interessato il mercato del lavoro in relazione al triennio 2012-2014 e con esclusivo riferimento al lavoro dipendente e parasubordinato.

Il Rapporto  si sofferma in particolare sulle caratteristiche dei rapporti di lavoro instaurati, sulle trasformazioni dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, sui tirocini extracurriculari.

Inoltre, attraverso, ancora una volta, il dato delle comunicazioni obbligatorie, specifica attenzione è riservata, tra le altre cose, all’analisi delle attivazioni e delle cessazioni per genere, area geografica e, a seconda dei casi, per età, settore di attività e dimensione territoriale.

Per la prima volta il Rapporto si occupa inoltre del lavoro somministrato e del lavoro intermittente.

Le evidenze complessive del Rapporto 

Quanto ai dati ricavabili, come si evince direttamente dall’Introduzione, nel corso del 2014 ancora permane “l’associazione “incertezza economica” e “tipologia contrattuale”, con un ruolo preminente dei rapporti di lavoro a termine ed uno scarso effetto degli interventi normativi per facilitare l’istaurarsi dei rapporti a tempo indeterminato e dell’apprendistato. Parallelamente il mercato conferma la richiesta di contratti a tempo determinato di brevissima durata, per soddisfare esigenze temporanee di pochi giorni nei settori della sanità, istruzione ed alberghi e ristoranti.”  


Tuttavia, i primi dati del 2015 (ossia quelli definitivi del primo trimestre e quelli provvisori di aprile e maggio), come si legge ancora nel Rapporto, “mostrano una netta ripresa delle attivazioni di rapporti a tempo indeterminato, che sfruttando gli incentivi previsti dalla legge di stabilità 2015 e l’entrata in vigore del Job Acts diventa la tipologia contrattuale più conveniente (a maggio 2015 rappresenta circa il 20% delle attivazioni mensili, con un aumento di 5 punti percentuali rispetto a maggio 2014). L’apprendistato e le collaborazioni registrano una netta diminuzione, mentre i rapporti a tempo determinato continuano a rappresentare la maggioranza dei rapporti di lavoro attivati, seppure in contrazione rispetto all’anno scorso (a maggio meno 1,4 punti percentuali)”.  

Somministrazione: i segnali della crescita del mercato 

Fra i dati sulla somministrazione sicuramente da evidenziare che “cresce […] il ricorso alla somministrazione, ma il numero di missioni per lavoratore resta sostanzialmente costante. Il maggior ricorso alla somministrazione può essere letto come un indicatore di uscita dalla crisi, attribuendo alla crescita delle attivazioni in somministrazione un valore di anticipazione di un più generale aumento della domanda di lavoro”.

Tali conclusioni sono del resto coerenti con quelle che sono le indicazioni anche a livello comunitario: sono diversi mesi ormai che prosegue il trend di crescita, che, come noto, anticipa l’uscita dalle fasi di crisi ed in generale la ripresa del mercato.

Qui è disponibile l’ultimo Report di Eurociett sul lavoro somministrato.