fumare sul posto di lavoro: quando il licenziamento è legittimo?

05/12/2016 12:25:39

VIETATO FUMARE o rischi il licenziamento

Può considerarsi legittimo il licenziamento di un lavoratore che fuma sul posto di lavoro?
La Corte di Cassazione ritiene di sì. Con sentenza n. 23862 del 23 novembre 2016, i giudici della Corte Suprema si sono espressi in tal senso, respingendo il ricorso presentato da un dipendente di una fabbrica di mobili, licenziato perché sorpreso a fumare nei locali aziendali in presenza di materiali infiammabili. Il lavoratore si era opposto al licenziamento e all’immediata sospensione del rapporto di lavoro notificatogli come provvedimento disciplinare; il licenziamento, però, è stato giudicato legittimo dalla Corte d'appello di Ancona e, in seconda battuta, dalla Cassazione.

Il caso sottoposto all’attenzione della Corte, dunque, non contempla il fumare durante la pausa all’interno di un’apposita area fumatori, bensì farlo nell’ambiente in cui si lavora mettendo in pericolo la salute degli altri lavoratori e la sicurezza degli stessi impianti. Il dipendente della fabbrica di mobili, infatti, aveva l’abitudine di fumare presso la sua postazione di lavoro - comportamento, questo, giudicato pericoloso dalla Cassazione a causa della presenza di legno e solventi per il legno, entrambi altamente infiammabili.

A nulla sono valsi i tentativi del lavoratore di dimostrare - adducendo come prove filmati video e testimonianze di colleghi - che la sua era un’abitudine largamente condivisa in azienda e tollerata dal datore di lavoro: altri dipendenti erano soliti fumare all’interno dello stabilimento ed hanno continuato a farlo persino dopo il suo licenziamento. Nonostante nessun danno concreto fosse stato procurato dal comportamento del lavoratore, la Corte di Cassazione ne ha ritenuto legittimo il licenziamento in virtù del potenziale pericolo che esso avrebbe potuto arrecare agli impianti e ai soggetti impiegati al loro interno.

La Cassazione ha dunque confermato la sentenza di Appello, basandosi su quanto previsto dal CCNL di riferimento - CCNL cui lo stesso dipendente, peraltro, si era appellato nel tentativo di dimostrare la sproporzione dell’entità della sanzione rispetto alla gravità del suo comportamento: “[…] il licenziamento - con immediata sospensione cautelare del rapporto di lavoro - può essere inflitto, con la perdita dell’indennità di preavviso, all’operaio che commetta gravi infrazioni alla disciplina ed alla diligenza del lavoro o che provochi all’azienda grave nocumento morale o materiale [… come] fumare nell’ambito dello stabilimento in quei luoghi dove tale divieto è espressamente stabilito o comunque dove ciò può provocare pregiudizio all’incolumità delle persone od alla sicurezza degli impianti o dei materiali”.

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