decreto riordino tipologie contrattuali - parte 4: lavoro accessorio e lavoro a chiamata

26/06/2015 15:26:35

Come previsto dalla Legge Delega 183/2014, il LAVORO ACCESSORIO (VOUCHER) viene ridisegnato dal D.Lgs 81/2015, in una logica di ampliamento delle possibilità di utilizzo.

Tra le principali novità introdotte dal Decreto segnaliamo:

  • innalzamento dei limiti massimi del compenso per le attività svolte a favore di una pluralità di committenti fino a 7.000 € nel corso di ogni anno civile (anzichè i precedenti 5.000 €), mentre resta invariato il tetto di 2.000 euro per le prestazioni svolte a favore dei singoli committenti;
  • in attesa dello specifico Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (cui rinviava anche la precedente regolamentazione di cui al D.lgs. 276/2003), il valore nominale dei voucher è fissato in 10 Euro;
  • spresso divieto di utilizzo nell’ambito di appalti, rinviando comunque ad un successivo Decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali l’individuazione di ipotesi specifiche in cui ne sia consentito l’utilizzo in via eccezionale;
  • i committenti che ricorrono a prestazioni occasionali di tipo accessorio sono tenuti, prima dell’inizio della prestazione, a comunicare alla Direzione Territoriale del Lavoro competente, attraverso modalità telematiche (anche via sms o posta elettronica), i dati relativi al lavoratore, con l’indicazione anche del luogo della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore ai 30 giorni successivi.


Il LAVORO INTERMITTENTE (O A CHIAMATA), viene complessivamente confermato nel suo impianto originario, tranne per quanto riguarda le seguenti novità:

  • le imprese non possono più derogare al divieto di ricorso al contratto intermittente mediante accordo sindacale, qualora nei 6 mesi precedenti abbiano effettuato licenziamenti collettivi ai sensi della L.223/1991 che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle medesime mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro intermittente: in questo modo equiparando il divieto a quanto già previsto in sede di attivazione di un contratto a tempo determinato o di somministrazione;
  • in caso di mancanza di disciplina specifica del lavoro a chiamata da parte della contrattazione collettiva, viene demandata ad un Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali l’individuazione delle ipotesi di ricorso allo stesso;
  • nei casi in cui il lavoratore si impegni contrattualmente a rispondere alla chiamata del datore di lavoro, percependo a tal fine un’indennità di disponibilità, il rifiuto ingiustificato non può più dar luogo al risarcimento del danno da parte del lavoratore.


In ultimo, evidenziamo l'abrogazione dell'ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE CON APPORTO DI LAVORO e del LAVORO RIPARTITO (O JOB SHARING).

Si vedano anche: 

Le novità in materia di contratto a tempo determinato e somministrazione di lavoro.

Le novità in materia di contratto di collaborazione e apprendistato.

Le novità in materia di disciplina delle mansioni e part-time.

categorie Norme e Diritti