decreto riordino tipologie contrattuali - parte 3: disciplina delle mansioni e part-time

26/06/2015 09:57:24

Estremamente significative le modifiche apportate dal D.Lgs 81/2015 all'art 2103 del codice civile in materia di

DISCIPLINA DELLE MANSIONI

Il Decreto, intervenendo sui casi di variazione delle mansioni, prevede le seguenti ipotesi:

  1. adibizione del lavoratore a mansioni inferiori
    - in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incida sulla posizione del lavoratore, quest’ultimo può essere assegnato a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore, sempre che si tratti di mansioni rientranti nella medesima categoria legale;
    - ulteriori ipotesi di variazione con adibizione al livello inferiore, purchè rientranti nella medesima categoria legale, possono essere previste dai contratti collettivi.
  2. adibizione del lavoratore a mansioni superiori
    - innalzato il periodo utile ai fini dell’acquisizione di tale diritto: laddove non previsto dalla contrattazione collettiva tale periodo passa dai precedenti 3 mesi a 6 mesi continuativi.
  3. ulteriori ipotesi
    - possibilità di siglare, dinanzi alle commissioni di conciliazione o di certificazione, accordi individuali di modifica delle mansioni, della categoria legale, del livello di inquadramento e della relativa retribuzione.

PART-TIME

Il Decreto interviene anche in merito alla disciplina del part-time di cui al D.Lgs 61/2000, prevedendo alcune novità:

  • in caso di mancata regolamentazione da parte della contrattazione collettiva, lo svolgimento di lavoro supplementare è comunque ammesso entro il limite del 25% del regime orario settimanale concordato e con una maggiorazione della retribuzione oraria pari al 15%. 
  • nel rispetto di quanto stabilito dai contratti collettivi e con un preavviso di 2 giorni lavorativi (salve diverse intese), nonchè a fronte di specifiche maggiorazioni, il datore di lavoro e il lavoratore possono prevedere clausole elastiche relative alla modifica in aumento della durata della prestazione (ammessa ora per ogni tipologia di part time, e non più limitatamente al solo part time verticale o misto) o alla variazione della sua collocazione temporale (nella definizione e nella disciplina delle clausole elastiche confluiscono pertanto le cd “clausole flessibili” di cui alla normativa previgente e relative appunto alla modifica della collocazione temporale della prestazione);
  • in mancanza di regolamentazione specifica da parte della contrattazione collettiva, le suddette clausole potranno essere concordate fra le parti dinanzi alle commissioni di certificazione di cui al D.lgs. 276/2003. In questo caso è previsto il diritto del lavoratore ad una maggiorazione della retribuzione oraria pari al 15% ;
  • il diritto alla trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale viene ampliato per i lavoratori affetti da patologie oncologiche estendendolo alle “gravi patologie croniche degenerative ingravescenti”;
  • la priorità nella trasformazione da tempo pieno a tempo parziale per i lavoratori conviventi con persone con inabilità permanente e totale al lavoro o per le ipotesi in cui il coniuge, i figlio o i genitori siano affetti da patologie oncologiche, è stata estesa ai casi di “gravi patologie croniche-degenerative ingravescenti”;
  • in alternativa alla fruizione del congedo parentale (o entro i limiti del congedo spettante), è stata introdotta la possibilità per il lavoratore di chiedere la trasformazione da tempo pieno a tempo parziale, per una sola volta, e per un periodo corrispondente allo stesso congedo, con una riduzione di orario non superiore al 50%; in tal caso entro 15 giorni il datore di lavoro ha l’obbligo di dar corso alla richiesta.  

Si vedano anche: 

Le novità in materia di contratto a tempo determinato e somministrazione.

Le novità in materia di contratto di collaborazione e apprendistato

Le novità in materia di lavoro accessorio e lavoro a chiamata

categorie Norme e Diritti