credito pmi: buone notizie dal mondo del crowdfunding.

03/04/2019 10:00:04

All’interno della Legge di Bilancio 2019 sono state inserite importanti novità dedicate alle PMI, specialmente per quanto riguarda l’accesso al credito attraverso il sistema del crowdfunding. In questo modo si apriranno per le aziende italiane nuovi canali di finanziamento, alternativi a quelli tradizionali. Dal 2018 è già in vigore il “Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line” che prevede l’accesso diretto per l’equity crowdfunding, ma la novità introdotta quest’anno apre le porte delle piattaforme web per la vendita di obbligazioni e l’acquisizione di nuovi finanziamenti anche alle piccole e medie imprese.

Credito PMI e crowdfunding: in cosa consiste

A partire dal 1° gennaio 2019, le PMI potranno raccogliere capitali online all’interno delle piattaforme che si occupano di crowdfunding, decidendo anche se emettere delle azioni. L’accesso agli strumenti di debito è consentito ai soli investitori professionali, seconda il comma 238 dell’art. 1 dell’ultima Legge di Bilancio. L’estensione alle piccole e medie imprese e alle imprese sociali è invece frutto della modifica all’art. 1 comma 5-novies del Testo Unico della Finanza, modificato dal comma 236 dell’art. 1 della legge n. 145/2018.

Credito pmi: buone notizie dal mondo del crowdfunding

Fino a pochi anni fa il crowdfunding era destinato solo alle start-up innovative ma da quest’anno saranno molte di più le realtà che potranno beneficiare di questo coinvolgimento collettivo dei finanziatori per veder crescere il proprio business. A chiarire i dubbi su una possibile sovrapposizione con i Minibond – uno strumento di finanziamento dedicato alle aziende che non sono quotate in Borsa – è arrivata la Consob, che sta preparando un regolamento proprio per spiegare la differenza tra le due forme di finanziamento alternativo a quello bancario. Resta quindi da capire che tipo di adempimenti saranno richiesti alle PMI per utilizzare e sfruttare al meglio le nuove piattaforme di crowdfunding.

È probabile che il portale online verrà inteso come un canale di vendita ulteriore, ma che per il resto la documentazione e la maggior parte dei soggetti generalmente coinvolti in questo tipo di vendite resteranno invariati, anche se tutto ciò dovrà trovare conferma nella prassi che si svilupperà attorno alla nuova piattaforma

Alessandra Pala, counsel del Dipartimento International Capital Markets di Allen & Overy

Per capire se nascerà davvero una nuova forma di mercato differente e alternativo, ma comunque parallelo, a quello già esistente non c’è altro da fare che attendere l’ultima parola del regolatore.