cassa integrazione: i dati inps sull’utilizzo…

07/04/2015 11:05:22

Dagli ultimi dati resi noti dall’Inps nel“Repertorio mensile 2015” troverebbe ulteriore conferma la tendenza ad una significativa diminuzione del ricorso alla cassa in deroga. 

Secondo alcuni le ragioni andrebbero individuate nei problemi di finanziamento da parte delle singole Regioni, nonché nell’intervento, operato dal Decreto Interministeriale n. 83473 del 1 agosto 2014 con cui il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Ministero dell’Economia lo scorso anno avevano definito i nuovi criteri proprio per l’accesso agli ammortizzatori sociali in deroga, intervenendo, fra l’altro, come fa notare parte del sindacato nel commentare tali dati, sulla platea dei destinatari (escludendo, ad esempio, gli studi professionali-su cui vd. infra).

La tendenza alla diminuzione emergerebbe altresì dal confronto fra i mesi di febbraio e gennaio 2015, e in relazione anche alla cassa integrazione ordinaria.

Discorso diverso, ma solo limitatamente ai primi due mesi del 2015, riguarda l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria, per la quale si registrerebbe viceversa un aumento delle ore di ricorso.
Indubbiamente un dato da leggere con attenzione e che secondo parte dei commentatori sarebbe indice del fatto che i processi di ristrutturazione sono ancora in corso, nonché dell’esaurimento, per molte aziende, dell’esaurimento della possibilità di utilizzo della cassa ordinaria.

…l’estensione della cassa in deroga agli studi professionali: l’ordinanza del Consiglio di Stato e la nota del Ministero del Lavoro… in attesa della pronuncia definitiva 

Intanto, proprio in queste ore la Direzione generale degli ammortizzatori sociali istituita presso il  Ministero del Lavoro ha emanato una nota con cui ha affermato la necessità di dare esecuzione a quanto stabilito dal Consiglio di Stato, che con ordinanza n. 1108/2015, riformando il precedente provvedimento del Tar, ha riaperto per gli studi professionali la possibilità di accedere alla cassa integrazione in deroga.

Il Consiglio di Stato ha così accolto l’appello cautelare promosso da Confprofessioni contro il provvedimento di primo grado con cui era stata respinta l’istanza dell’Associazione.
Il passaggio successivo sarà la fissazione dell’udienza di merito, ma intanto il Ministero del Lavoro, dando seguito all’accoglimento dell’appello cautelare e alla sospensione dell’ordinanza impugnata, ha appunto sottolineato agli organi competenti (ivi compresi Inps e il Coordinamento tecnico delle Regioni), l’obbligo di dare esecuzione alla decisione del Consiglio di Stato, “consentendo alla parte ricorrente, in attesa che il TAR si pronunci nel merito, l’accesso al trattamento di CIG in deroga.” 

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