buona scuola e “buona azienda”: i benefici dell’alternanza scuola-­lavoro

14/03/2016 15:58:03

Quello  dell’alternanza  scuola­-lavoro  è  un  tema  fondamentale  sia  per  quanto  riguarda  il rinnovamento dell’offerta formativa fornita dalle scuole, sia per un nuovo modello collaborativo tra società e imprese in grado di ridisegnare questo rapporto aprendolo al futuro.

Con la Legge 107 dello scorso luglio si è deciso di promuovere e di rendere strutturale per tutto l’ultimo triennio delle scuole superiori l’alternanza scuola-­lavoro stabilendo un monte ore fisso per ogni studente. Si tratta in particolare di:

● 400 h previste per studenti di Istituti Tecnici

● 200 h previste per studenti di Liceo

Si prevede che a pieno regime il tirocinio in un’azienda possa riguardare circa 1 milione e mezzo di studenti a fronte di 4 milioni e mezzo di imprese in Italia. Cifre che, in effetti, fanno pensare a una vera  e propria  rivoluzione storica per la scuola  e per il rapporto tra scuola  e mondo del lavoro, spesso finito sotto accusa negli ultimi anni a causa dell’alto tasso di disoccupazione giovanile del nostro paese.

Quali sono, tuttavia, gli effettivi benefici dell’alternanza scuola­lavoro?

Di seguito, analizziamo nel dettaglio l’impatto che la Legge 107 potrà avere sulla vita di studenti e imprese:

● Effetti sull’occupazione: il primo aspetto da tenere in considerazione è proprio quello del tasso  di  occupazione.  Tra  i  paesi  OCSE  l’Italia  è  uno  di  quelli  con  il  maggior  tasso  di disoccupazione nella fascia tra i 16 e i 29 anni – un dato, questo, che sembra legato a doppio filo  con  lo scarso  numero  di  giovani  appartenenti  alla stessa fascia  di  età  che studiano  e lavorano contemporaneamente. E proprio su quest’ultimo aspetto l’alternanza scuola­lavoro può incidere positivamente.

● Orientamento: la  possibilità  per  uno  studente  di  svolgere  un  tirocinio  in  un’azienda  è un’ottima  occasione  e  uno  strumento  di  orientamento  “sul  campo”.  Anche  la  scelta  del percorso universitario successivo può beneficiarne positivamente. Gli studenti, infatti, dopo un’esperienza di tirocinio avranno una maggiore consapevolezza delle proprie aspirazioni e delle proprie capacità, oltre che delle possibilità concrete offerte dal mondo del lavoro.

● Motivazione: l’alternanza scuola-­lavoro può incidere molto anche sulla motivazione di uno studente sia per il proseguimento degli studi che per la scelta di una carriera post­diploma e per  lo  sviluppo  di  competenze  professionali.  Fare  un’esperienza  concreta  di  lavoro  in azienda significa, infatti, mostrare impegno, passione e responsabilità.

● Teoria e pratica: uno degli aspetti centrali dell’alternanza scuola­-lavoro è quello di fornire agli  studenti  una  prospettiva  nuova  sull’applicazione  e  la  spendibilità  delle  proprie conoscenze. Là  dove,  in  alcuni  casi,  è  difficile riuscire  a  toccare  con mano  l’utilità  dello studio  di  una  certa  disciplina,  un’esperienza  di  lavoro  può  concretamente  mostrare  come capacità e competenze professionali si fondino su una dimensione culturale ampia di grande valore.

L’alternanza  scuola-­lavoro,  inoltre,  più  che  come  un  semplice  tirocinio  in  azienda  andrebbe definita  come  una  vera  e  propria  esperienza  completa che  comprende sia  l’orientamento  che  la verifica  delle  competenze  acquisite  dagli  studenti,  utile  anche  per  comprendere  l’efficacia  dei progetti posti in essere.

Perché il sistema funzioni ed entri a pieno regime, tuttavia, è necessaria la collaborazione di tutti,  e in primis delle aziende stesse che non hanno nessun obbligo legale di aprire le porte ai tirocinanti delle scuole. Per  questo l’iniziativa  intrapresa da Randstad nell’ambito  del  progetto Allenarsi per Futuro in partnership con Bosch, è importante proprio perché volta a favorire e promuovere l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro.
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