abolizione dei voucher e modifica della disciplina sugli appalti: conversione del decreto in legge

01/05/2017 11:35:21

L’abolizione dei voucher per lavoro accessorio, cioè i buoni richiedibili all’INPS per pagare prestazioni di lavoro che non rientrano nelle tipologie contrattuali del lavoro subordinato o autonomo, è diventata ufficialmente legge. La decisione di abolire i cosiddetti “buoni lavoro” era già stata introdotta a fine marzo, quando era entrato in vigore il Decreto Legge 25/2017. Ora, però, il Parlamento ha confermato il provvedimento, che prevede anche alcune modifiche alla disciplina degli appalti. 

Il D.L. sull’abolizione dei voucher lavoro è stato così convertito nella Legge 20 aprile 2017, n. 49 contenente “Disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio, nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti” Il testo completo è stato pubblicato sulla sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 del 22 aprile 2017.

La nuova legge è entrata in vigore il 23 aprile e non ha apportato alcuna modifica al Decreto originario. Ecco, brevemente, i provvedimenti salienti previsti dalla norma in questione sia in materia di voucher per lavoro accessorio, sia riguardo la modifica della disciplina sugli appalti. 

1. Provvedimenti riguardo il lavoro accessorio e i voucher

a. Viene abolita la disciplina di riferimento. Per effetto di tale abrogazione, dall'entrata in vigore del Decreto Legge, non è più consentito il ricorso ai voucher, con, di conseguenza, possibili impatti sul ricorso alla somministrazione e, in generale, sul business;

b. Viene comunque mantenuto un regime transitorio in virtù del quale i voucher già richiesti alla medesima data di entrata in vigore potranno essere utilizzati sino al 31 dicembre 2017.

2. Provvedimenti in materia di responsabilità solidale in materia di appalti

a. Viene meno la possibilità per i CCNL di stabilire regole diverse rispetto al regime di solidarietà fra committente e appaltatore: viene dunque mantenuta la sola norma generale in base alla quale il committente o datore di lavoro e l’appaltatore sono obbligati in solido per i trattamenti retributivi e previdenziali dei lavoratori coinvolti nell'appalto;

b. Viene eliminata la norma che consentiva al lavoratore impiegato nell'appalto di agire per il riconoscimento del trattamento retributivo e previdenziale anche direttamente nei confronti del committente o datore di lavoro (sfruttando il principio della cosiddetta preventiva escussione).
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