L’universo dei wearable device – letteralmente, dispositivi indossabili – è in rapida espansione, come dimostrano i dati incoraggianti di vendita che, secondo gli analisti di Idc, vedono un incremento del 29% nel 2016 rispetto all’anno precedente. 

A fronte di previsioni di crescita positive per il secondo trimestre del 2016 e per gli anni successivi, è necessario tuttavia fare un po’ di chiarezza tra le varie differenze che caratterizzano dispositivi come braccialetti, smartwatch e, addirittura, indumenti e occhiali intelligenti. 

Tre diverse tipologie

Tra i vari tipi di wearable device se ne possono distinguere essenzialmente tre diverse categorie:

  • Complex accessories: si tratta di tutti quei dispositivi che necessitano dell’appoggio o del sostegno di un altro device che faccia da tramite per assicurare la connettività. Si tratta, in primo luogo, dei braccialetti da polso usati principalmente in ambito sportivo per monitorare l’attività fisica. 
  • Smart accessories: in questo caso, i dispositivi di riferimenti sono dotati di una certa autonomia poiché in grado di connettersi alla rete da soli e di svolgere alcune funzioni senza il supporto di altri device.
  • Smart wearables: di questa categoria fanno parte tutti quei dispositivi che sono completamente autonomi nelle loro funzioni e che sono in grado di svolgere anche operazioni complesse – come, ad esempio, i Google Glasses.

In altre parole, rispetto agli smartphone che raggruppano insieme diverse tecnologie e funzionalità, la maggior parte dei dispositivi indossabili, almeno fino a oggi, hanno funzioni limitate e spesso specifiche. Proprio queste caratteristiche, tuttavia, sembrano creare le condizioni favorevoli per uno sviluppo ulteriore nel mercato dei wearable device, che beneficerà senza dubbio dell’avvento di oggetti in grado di offrire esperienze complete, oltre che totalmente nuove, e dello sviluppo di applicazioni dedicate. 

Da notare, infine, vi è il campo di applicazione di questi particolari dispositivi: a quello sportivo, infatti, si affiancherà sempre di più l’uso finalizzato al monitoraggio di terapie in caso di malattie croniche, o, in generale, delle condizioni di salute delle persone, favorendo in questo modo una più stretta interazione tra medico e paziente. E proprio questo particolare settore di applicazione delle ultime tecnologie indossabili potrà costituire un importante sbocco professionale nell'ambito ICT, come dimostrebbe, ad esempio, la recente alleanza tra Apple e IBM per il Watson Health, il primo sistema di intelligenza artificiale atto a soddisfare diverse esigenze di salute di persone affette da gravi malattie. In effetti, l'incontro tra healthcare e dispositivi digitali indossabili è senza dubbio uno dei più promettenti, e negli USA molte aziende che operano nel settore farmaceutico stanno già finanziando nuovi progetti di business per non restare indietro in questo nuovo campo di opportunità.

Driver e stime di crescita 

Il primo dato che colpisce analizzando le stime di crescita dei wearable device previste nei prossimi quattro anni è il sorpasso nella diffusione degli smartwatch rispetto ai braccialetti intelligenti o wrist band, attualmente ancora in prima posizione. Nell’ambito degli orologi smart, a trainare saranno principalmente quelli con funzioni basiche che permettono di tracciare attività motoria e sonno integrando ciò che attualmente fanno i wrist band. Le vendite di smartwatch, in particolare, dovrebbero crescere dal 41% del 2016 al 52,1% del totale delle consegne stimato per il 2020. 

Per quanto riguarda, invece, occhiali e visori smart, da qui al 2020 si prevede che raggiungeranno circa il 10% del venduto, con un peso sul fatturato totale di circa il 40% dovuto al prezzo elevato. Infine, anche i vestiti intelligenti – ambito in cui alcune delle principali compagnie stanno già impegnando molte energie – subiranno un incremento di domanda che potrà portarli nel 2020 a rappresentare fino al 7,3% delle vendite totali nel settore dei wearable device.