regional randstad award: i risultati per il nord-ovest

27/10/2016 15:14:42

L’ultima tappa del Regional Randstad Award 2016 approda nel Nord-Ovest

La ricerca realizzata da Randstad costituisce la più grande indagine indipendente di employer branding al mondo.

“In un momento in cui il Paese esporta molti talenti all’estero ma incontra difficoltà ad acquisirli e trattenerli, l’investimento delle aziende in employer branding diventa sempre più un elemento chiave per restare competitivi sul mercato - afferma Marco Ceresa, Amministratore Delegato di Randstad Italia.
L’immagine che l’azienda si costruisce incide sulla capacità di attirare e trattenere risorse: conoscere la percezione dell’opinione pubblica consente ai datori di lavoro di migliorare le proprie strategie di gestione delle risorse umane”.

La ricerca ha interessato 4000 persone, con un campione eterogeneo di partecipanti in età compresa tra i 18 e i 65 anni, classificate per genere, fascia d’età, livello d’istruzione e regione di provenienza, con un campione che comprendeva occupati, non occupati e studenti. Punto focale dell’indagine è stata la percezione che gli intervistati avevano di 100 imprese del territorio aventi tra i 200 e 999 dipendenti, al fine di misurare il loro livello di attrattività percepita, ovvero quanto e per quali fattori sono capaci di “attirare l’attenzione” di chi cerca lavoro o vuole cambiarlo.

Che cosa vogliono i lavoratori del Nord-Ovest?

Per quanto riguarda i fattori più importanti che determinano la scelta di un datore di lavoro, oltre un intervistato su due (54%) mette al primo posto la possibilità di avere un salario competitivo e benefit legati al proprio contratto, mentre la metà del campione ritiene fattori imprescindibili un ambiente di lavoro piacevole e la stabilità del posto di lavoro (51%).

Dalla ricerca si evince come le priorità cambino rispetto al genere e all’età: gli uomini prediligono gli aspetti legati allo stipendio e alla possibilità di fare carriera, mentre le donne ritengono importante avere un buon equilibrio tra vita privata e lavorativa, flessibilità e possibilità di lavorare in un ambiente di lavoro gradevole.

Analizzando il campione dal punto di vista dell’età invece ci si rende conto di come i più giovani aspirino a fare carriera, mettendosi in gioco e rinunciando eventualmente alla stabilità immediata, mentre i dipendenti più anziani mettono proprio le garanzie finanziarie tra i propri desiderata.

Dove vorrebbero lavorare i dipendenti del Nord-Ovest?

Al primo posto tra le 20 aziende più attrattive del Nord-Ovest troviamo Samsung Electronics, che ha ottenuto ben il 79% delle preferenze, seguita da Lindt&Sprungli, scelta dal 78% degli intervistati.
La vittoria di Samsung riflette anche le preferenze in fatto di settori merceologici nei quali i dipendenti del Nord-Ovest vorrebbero lavorare: al primo posto troviamo, infatti, il settore Elettrico-Elettronico (71%), seguito da Design&Luxury (68%) e Tessile (64%).
Su queste scelte sembra esserci anche una certa uniformità rispetto alle differenti fasce d’età, visto il target 18-24 e 25-44 segnala come preferenza il settore Elettrico-Elettronico e la fascia più anziana lo colloca al secondo posto, preferendo invece il Design&Luxury.

Neanche il titolo di studio sembra essere una discriminante, poiché dai diplomati sino agli intervistati in possesso di un titolo pari o superiore al master, tutti indicano proprio il settore dell’elettronica come preferito.

Qualità del lavoro e flessibilità: cosa ne pensano i lavoratori del Nord-Ovest?

La ricerca del Regional Randstad Award ha approfondito anche il tema della flessibilità del posto di lavoro e dello smart working tra i lavoratori. Circa un terzo del campione intervistato dichiara di lavorare oltre le canoniche 40 ore e in particolare gli uomini: quasi uno su due dichiara di lavorare più del previsto.
Nonostante questo, il 48% degli intervistati si dichiara soddisfatto del proprio orario di lavoro, con un 44% che sarebbe eventualmente disposto a lavorare di più per ottenere una retribuzione più alta. Solo l’8% accetterebbe di guadagnare meno se gli fosse concesso di lavorare di meno.

Cosa motiva i dipendenti a lavorare di più?

Ancora una volta il primo pensiero dei lavoratori riguarda il lato economico, con un 86% che dichiara che la spinta principale per lavorare di più sarebbe l’aumento del reddito.
Il 37% invece vorrebbe ottenere un ruolo di maggior prestigio mentre il 23% vede nella realizzazione personale un buon motivo aumentare il proprio carico di lavoro.

Lavorare di più ma lavorare meglio: questo sembra emergere dalle risposte che gli intervistati hanno dato in fatto di smart working, visto che più della metà del campione (55%) vorrebbe avere un orario flessibile e ben il 64% gradirebbe la possibilità di usufruire di forme di smart working, sia occasionale che riguardante giorni prefissati della settimana.