randstad award sud: scopri i risultati dell’indagine

13/10/2016 09:47:57

Regional Randstad Award: al Sud vince la moda

Il viaggio di Randstad lungo la penisola italiana alla scoperta della capacità delle sue aziende di attrarre talenti prosegue verso Sud.
Ricerca indipendente condotta da Randstad in Italia come spin-off di quella realizzata a livello globale in ben 25 paesi, il Regional Randstad Award 2016 si propone d’indagare la percezione degli italiani in merito alla capacità di Employer Branding delle imprese del territorio, al fine di suggerire loro le migliori strategie da mettere in campo per richiamare e conservare risorse di talento.

Le interviste svolte in occasione del Randstad Award Region Sud tra aprile e maggio 2016 hanno coinvolto un campione di 4.000 persone suddiviso per genere, fascia d’età e livello d’istruzione, rappresentativo di italiani di età compresa fra 18 e 65 anni, studenti, lavoratori e disoccupati. Oggetto d’indagine sono state 100 aziende con un numero di dipendenti compreso fra 200 e 999, attive in 10 settori merceologici.

Lo studio si è concentrato sull’analisi di alcuni fattori decisivi per avere un quadro completo della capacità di Employer Branding delle aziende del Sud Italia: gli elementi in base ai quali esse sono giudicate più attrattive dagli intervistati, anche in base alle loro differenze di genere, età e formazione; i settori più ambiti dagli italiani, le imprese più conosciute e quelle, tra le più note, per cui essi vorrebbero lavorare; infine, come i lavoratori delle regioni del Sud percepiscono flessibilità del posto di lavoro e smart working.

Osserviamo più da vicino, dunque, i risultati dell’indagine 2016.

Cosa cercano gli italiani in un’azienda del Sud Italia?

Oltre la metà del campione intervistato (53%) considera stipendio competitivo e benefit il fattore principale in base a cui valutare l’appetibilità di un’azienda e di un impiego al suo interno. Nella classifica degli elementi ricercati da un lavoratore in un’azienda seguono sicurezza del posto di lavoro (52%), atmosfera piacevole dell’ambiente di lavoro (48%), work-life balance (42%) e solidità finanziaria (39%).

Le donne danno maggior peso ad atmosfera, sicurezza ed equilibrio lavoro-vita privata, mentre gli uomini cercano solidità finanziaria, prospettiva di carriera e formazione. I giovani sono più orientati alle opportunità di carriera; i più anziani, invece, tengono in maggior considerazione retribuzione e stabilità finanziaria.

Gli intervistati in possesso di un’istruzione superiore cercano un impiego interessante che dia possibilità di crescita, mentre chi ha un’istruzione inferiore ambisce maggiormente ad una buona retribuzione e ad un’atmosfera serena.

In quali aziende del Sud Italia vorrebbero lavorare gli italiani?

La classifica delle realtà più attrattive

Nella classifica delle 20 aziende del Sud più attrattive spicca al primo posto Gucci - azienda preferita, del resto, anche dagli under 24, dalle donne e dai laureati.
Vi sono poi aziende che si sono contraddistinte per particolari fattori, in termini di attrattività, vincendo così il Randstad Globe.
Esse sono: Istituto Biochimico Italiano Giovanni Lorenzini per formazione di qualità, sicurezza del posto di lavoro e work-life balance;
S.I.F.I. - Società Industria Farmaceutica Italiana per opportunità di carriera e retribuzioni & benefit;
MSC Crociere per contenuto di lavoro interessante e atmosfera di lavoro piacevole;
Gucci per forte gruppo manageriale.

Quali sono i settori più ambiti dai lavoratori del Sud?

Nella classifica dei 10 settori merceologici in cui i potenziali dipendenti delle regioni del Sud vorrebbero trovare un impiego, la maggioranza delle preferenze va a quello di abbigliamento e accessori (68,3%), all’industria dei beni di largo consumo (66%) e al farmaceutico, scelto dal 63,8% degli intervistati.
Ancora una volta, però, le preferenze si diversificano all’interno di ogni gruppo demografico.
Gli uomini ambiscono al farmaceutico, proprio come gli intervistati in possesso di un titolo di studio superiore alla laurea. Per il resto dei segmenti del campione, invece, la scelta è univoca: il settore abbigliamento e accessori è il preferito dalle donne, dall’intero campione considerato in base all’età e da diplomati e laureati.

Qual è l’opinione dei lavoratori del Sud in merito a flessibilità e smart working?

Quasi un terzo dei dipendenti intervistati (30%) dichiara di lavorare più di 40 ore a settimana: 43 e 32 ore rispettivamente per tempo pieno e part time, contro le 41 e 29 previste in media dai contratto. Le donne lavorano in media 33 ore a settimana, gli uomini 38.
Per quanto riguarda la soddisfazione dei lavoratori del Sud per il loro attuale orario di lavoro, il 46% ne è contento, mentre il 47% sarebbe disposto a lavorare di più a fronte di una maggiore retribuzione.
Solo il 2% lavorerebbe di più per lo stesso stipendio, mentre il 6% del campione accetterebbe una sua riduzione solo se accompagnata da una diminuzione delle ore lavorative.

Tra le motivazioni addotte dalla maggior parte degli intervistati per giustificare un’eventuale estensione dell’orario di lavoro spicca la prospettiva di una retribuzione più consistente: lo rivela l’84% degli intervistati.
Seguono le opportunità di carriera (39%) o di sviluppo personale (26%) e la possibilità di accrescere la propria influenza all’interno dell’ambiente di lavoro (16%). Chiamati ad esprimere la loro opinione sulla flessibilità dell’orario di lavoro, il 30% degli intervistati si dichiara soddisfatto della settimana con orario standard.
Il 69% del campione, invece, si dice attratto da un orario flessibile: il 46% preferirebbe lavorare con un orario diverso ogni giorno, il 15% per più ore al giorno ma per meno giorni a settimana e l’8% vorrebbe lavorare più giorni in una settimana per essere occupato di meno in quella successiva.

Anche riguardo allo smart working, solo il 30% degli intervistati della Region Sud preferisce continuare a lavorare in ufficio, mentre il 69% si dichiara bendisposto a provare lo smart working. Di questo segmento di campione, il 37% preferirebbe lavorare a distanza occasionalmente, il 22% per un numero fisso di giorni a settimana e il 10% lavorerebbe volentieri fuori ufficio ogni giorno.

Mai come oggi investire in Employer Branding ed elaborare strategie mirate ad attrarre e trattenere risorse valide si rivela per le aziende, tra le tante strade percorribili per aumentare produttività e competitività sul mercato, quella più efficace. A questo scopo sono essenziali percorsi di formazione di figure chiave finalizzati alla loro assunzione, riassetto delle modalità di comunicazione aziendale e sviluppo di siti web appealing e user-friendly in cui i soggetti in cerca di lavoro possano consultare liberamente le posizioni aperte e inviare le proprie candidature.