il progetto formativo Academy Randstad-Fiamm: l’incontro tra domanda e offerta sul mercato del lavoro ai tempi del Covid19.

14/07/2020 08:00:00

Le Academy di Randstad sono un percorso formativo cui abbinare contestualmente l’esperienza sul campo. Per preparare i talenti del domani e far incontrare, nella maniera più efficiente possibile, domanda e offerta sul mercato del lavoro. Sono queste le basi anche del progetto Academy, realizzato da Randstad in collaborazione con Fiamm Energy Technology, l’azienda multinazionale specializzata nella produzioni di componenti del settore automobilistico.
Un progetto a lungo termine che, attraverso 160 ore di formazione e il successivo inserimento in azienda con contratto di  somministrazione di 12 mesi, si è posto l’obiettivo di inserire nell’organico aziendale profili rari, altrimenti difficili da scovare sul mondo del lavoro. Una risposta attiva all'atavico problema dello skill mismatch, ovvero la discrepanza tra le competenze dei candidati e quelle effettivamente ricercate dalle aziende.

come funziona il progetto.

La marcia in più offerta dall’Academy è stata la capacità di rispondere all’esigenza del cliente, con un progetto cucito su misura. Un lavoro sartoriale non calato dall’alto secondo un modello prestabilito, ma elaborato proprio a partire dalle richieste del gruppo Fiamm. L’azienda era infatti alla ricerca di cinque figure professionali rare, che rispondessero a caratteristiche specifiche. 

  • Una laurea triennale e/o specialistica in Ingegneria meccanica e gestionale
  • Uno stretto legame con il territorio
  • Una spiccata capacità di Team Working 
  • L’abilità di leadership

Un mix di soft e hard skills necessario per andare poi ad occupare la posizione di capi turno e responsabili della gestione dei reparti produttivi richiesta dall’azienda.

reclutamento, formazione e inserimento in azienda.

Il progetto si è quindi strutturato su tre fasi principali: quella di reclutamento, quella di formazione specialistica e quella di inserimento in azienda. Una volta definite le posizioni e identificato - in collaborazione con il gruppo Fiamm - il target dei potenziali candidati, Randstad ha avviato un progetto di reclutamento basato sulle esigenze del cliente. Questa fase è stata condotta abbinando offline e online: campagne di Google e attività sui social sono state affiancate da un’intensa attività territoriale, volta ad attirare anche i potenziali “candidati passivi”. 

Si è poi lavorato alla realizzazione di un progetto formativo ad hoc. Randstad e Fiamm e hanno collaborato concentrandosi tanto sulle nozioni tecniche e specialistiche, quanto sulle competenze trasversali. Così da fornire ai candidati le skills necessarie per poter approcciare nel miglior modo possibile al successivo apprendistato in azienda. Colpita nel mezzo del suo svolgimento dallo scoppio dell’emergenza Coronavirus, l’Academy è comunque riuscita a portare a termine il suo programma.Vediamo nello specifico come il progetto si è dovuto adattare attraverso le testimonianze della Fiamm per voce del suo Responsabile del PersonaleHr director Paolo Chiocca e di Giuseppe Zaccardelli, un tirocinante che vi ha partecipato con entusiasmo.

mercato del lavoro ed emergenza coronavirus: l’esperienza di Fiamm.

L’emergenza Coronavirus ha riscritto tutte le dinamiche del mondo del lavoro costringendo la maggior parte delle realtà aziendali ad adeguarsi ad un nuovo contesto. In questa situazione la possibilità di matchare con maggiore efficienza la domanda e l’offerta ha assunto un’importanza ancora maggiore rispetto al passato. Alla luce di questo aspetto, progetti come quello portato avanti dall’Academy possono rappresentare un passo in avanti verso il mercato del lavoro di domani. Ne abbiamo parlato con Paolo Chiocca, Responsabile del Personale di Fiamm.

quali sono i principali rischi riscontrati nella fase post lockdown?

Siamo rimasti chiusi pochissimi giorni, giusto il tempo per riorganizzare lo stabilimento attivando tutti i protocolli di sicurezza necessari. Abbiamo quindi lavorato quasi ininterrottamente sebbene il mercato dell’automotive si sia invece bloccato durante l’emergenza e fatichi ancora oggi a riprendersi.

l’emergenza Coronavirus come ha modificato il mercato del lavoro e quali sono le caratteristiche che un capoturno deve avere dopo la situazione di emergenza vissuta?

Il mercato non ha subito grandi modifiche. Forse è ancora presto e le aziende si devono ancora adeguare alla nuova realtà. In questo momento in cui sia le assunzioni che le attività formative sono state bloccate, noi siamo riusciti a portare a termine il progetto di formazione. 

Il capoturno è una figura strategica qui in Fiamm. Deve gestire un team di 50-100 unità e riuscire a trasferire la strategia aziendale a livello operativo, valorizzando il concetto di qualità, efficienza, zero infortuni e quindi della sicurezza. Inoltre, soprattutto ora, deve avere capacità di orientamento al cambiamento e un approccio diverso perché il covid-19 ha cambiato tutto.

in questo senso, su cosa bisogna lavorare maggiormente per formare i candidati che si approcceranno al ruolo? Ci sono differenze sostanziali oppure è un lavoro che si svolge in relativa continuità?

Nel percorso formativo ci sono alcuni capisaldi che non sono stati influenzati dal lookdown:

  • parte tecnica e organizzazione dello stabilimento (circa 200 ore in aula)
  • aspetti gestionali (project management, gestione del personale)

L’avvento dell’emergenza ha però impattato sulla modalità di erogazione del percorso formativo: alcune attività sono state volte in modalità e-learning e il programma è stato rivisto.

si parla spesso di skills mismatch e della difficoltà, da parte delle aziende, nel reperire le figure professionali adatte alle proprie esigenze. Il progetto Academy, con il suo processo di selezione e formazione pensato per il cliente, può essere la soluzione al problema?

Assolutamente sì, soprattutto per le figure specifiche, più tecniche. Le aziende hanno tutto l’interesse a partecipare (anche attivamente) a questi progetti in quanto hanno la possibilità di intercettare i talenti migliori, facendoli “crescere” internamente.

La preparazione universitaria in Italia è molto avanti dal punto teorico, ma manca di aderenza con la realtà, con il mondo del lavoro. Queste academy hanno un approccio più pragmatico e concreto e completano i percorsi universitari.

le soft skills, intese soprattutto come flessibilità e gestione del cambiamento, erano qualità già molto richieste anche prima dell’emergenza. Quale importanza assumeranno ora e come è possibile crescere sotto questo profilo?

Il covid ci ha messo in condizione di lavorare ancora di più su questi aspetti. Oggi abbiamo bisogno di persone con un approccio innovativo. Ma allo stesso tempo resta importante valorizzare i dipendenti con più esperienza magari presenti in azienda da tempo. 

Una delle sfide per le aziende è proprio quella di trovare il giusto compromesso tra le nuove generazioni e le risorse con più esperienza. Questo equilibrio deve diventare un punto di forza.

l’esperienza di Giuseppe che ha partecipato all’academy.

L’Academy non è solo una splendida opportunità per le aziende, ma anche un’occasione unica per i potenziali candidati. Aderendo al progetto formativo si ha infatti l’opportunità di entrare in azienda con un contratto di apprendistato o staff leasing, con prospettive per la propria crescita professionale. Oltre all’inserimento, infatti, viene garantita una formazione iper-specializzata che garantisce l’acquisizione di nuove competenze. Come testimoniato anche da Giuseppe Zaccardelli, uno dei tirocinanti che ha aderito al percorso formativo dell’Academy. Con lui abbiamo parlato non solo del progetto, ma anche di come l’emergenza coronavirus abbia cambiato la sua percezione del mondo del lavoro.

dopo questa fase di emergenza prevale maggiormente la paura per un contesto completamente inedito o l’entusiasmo per le nuove possibilità che si aprono?

Dopo il lookdown che ci ha coinvolto in questi mesi, posso dire di aver percepito un cambiamento generale in merito al mondo del lavoro. Inizialmente, le prospettive di ricerca per una posizione lavorativa erano leggermente inferiori alle aspettative. Fortunatamente, l’Academy ha un po’ cambiato le carte in tavola nonostante il periodo di emergenza. Abbiamo effettuato più della metà del corso in aula per poi essere bloccati dalla pandemia. Nonostante ciò ho assistito ad un cambiamento positivo, anche grazie alla grande professionalità dimostrata dagli organizzatori del corso.

quali sono le competenze su cui ritieni si debba maggiormente lavorare per essere competitivi sul mercato del lavoro?

Oltre agli aspetti tecnici, che possono variare da posizione a posizione, un ruolo fondamentale è svolto dal contesto lavorativo in cui si viene inseriti. Bisogna essere bravi nel coltivare e valorizzare le proprie competenze trasversali perché ti permettono di avere “una marcia in più” agli occhi delle aziende. (leggi anche su Career Lab: le soft skills e il loro ruolo strategico in un mondo del lavoro che sta cambiando).

La formazione continua è un aspetto chiave per la crescita professionale. Pensi che il progetto dell’Academy soddisfi queste caratteristiche?

Nel nostro corso di 200 ore sono stati toccati ampiamente diversi aspetti fondamentali. Anche grazie al contributo di esperti e consulenti formati, che hanno saputo dare un contributo tecnico nonostante i videocorsi a distanza. Posso ritenermi ampiamente soddisfatto del percorso.

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