piattaforme fintech: cosa e quali sono i servizi erogati

14/09/2018 10:10:02

Piattaforme fintech Quando si parla di fintech, ci riferiamo all’unione di finanza e tecnologia. Questa branca dell’economia sta letteralmente rivoluzionando il mondo dei servizi finanziari, e lo sta facendo con un’accelerazione senza precedenti. Un matrimonio felice, quindi, che in Italia conta ben 235 startup, per un totale di 30 milioni di euro di investimenti raccolti. Gli istituti di credito non possono restare fermi di fronte a questo richiamo, devono adeguarsi, e fornire ai propri clienti servizi innovativi in grado di semplificare e rendere più immediate anche le operazioni più semplici.

Fintech: una definizione possibile

Da una parte ci sono le banche con la loro quotidianità – e tradizionalità – dall’altra ci sono le startup innovative. Dare una definizione di fintech che valga sempre e comunque non è facile. Si rischia, infatti, di restringere troppo il campo o, al contrario, di fornire una visione del fenomeno eccessivamente ampia, e quindi fuorviante. In breve, la tecnofinanza permette alle banche di usare la tecnologia sviluppata dalle startup al fine di rendere i propri prodotti e servizi più efficienti. Fintech è crowdfunding, è peer-to-peer lending, è gestione dei pagamenti e dei servizi di daily banking in generale che si trasformano e diventano smart. Non possono mancare all’interno di questo breve elenco, le criptovalute: l’ultima frontiera della finanza online. 

Per ognuno di questi micro-settori, ci sono startup che promuovono nuovi modelli di gestione dei servizi finanziari, si presentano a una platea di possibili investitori, ottengono i fondi e aggrediscono una nicchia di mercato in continua evoluzione. Per l’utente tutto questo si traduce in: più efficienza, maggiore velocità, più convenienza, migliore customer experience. Le tecnologie abilitanti, invece, sono: big data, realtà virtuale, intelligenza artificiale

Fintech: breve storia

Era il 1407 quando nasceva la prima banca nel senso moderno del termine. Dal quel giorno, di passi ne sono stati fatti tanti. Il primo risale al 1944 con gli accordi di Bretton Woods, che stabilirono una serie di norme sulle relazioni commerciali e finanziarie a livello internazionale. E poi arriva la tecnologia che mette in discussione tutto. Nascono così le prime carte di credito, gli ATM e i servizi di home banking. Siamo arrivati agli anni ’90, e l’avvento della rete ha modificato le abitudini di acquisto dei consumatori che, grazie agli e-commerce, hanno cominciato a prendere confidenza con le transazioni online. Il fintech entra in questo scenario a seguito della crisi finanziaria del 2008, crisi che si riversa nella fiducia sugli istituti bancari. Cade così il modello tradizionale di banca e sale quello di financial technology. 

Questa breve biografia della tecnofinanza fa capire come la tecnologia sia inarrestabile e come colossi considerati da sempre inamovibili e poco propensi all’innovazione, alla fine si devono “arrendere” di fronte a rivoluzioni di tale calibro. 

Fintech: quali sono i servizi erogati

Come già accennato in precedenza, le startup fintech che si contano oggi in Italia sono 235. E sono attive in diversi campi. Ecco un breve elenco:

  • mobile payment – ovvero pagamenti effettuati online;
  • social lending – prestiti online tra privati che avvengono attraverso piattaforme specifiche;
  • chatbot – assistenza finanziaria virtuale fruibile in qualsiasi momento della giornata da qualsiasi dispositivo;
  • mobile wallet – portafoglio virtuale con carte di credito/debito;
  • trasferimenti P2P – mobilitazione online di denaro tra privati;
  • crowdfunding – raccolta fondi collettiva che supporta la realizzazione di vari progetti;
  • robo advisor – consulenti finanziari online.

Con la rivoluzione fintech in atto, quindi, tutto quello che conosciamo degli istituti di credito, domani potrebbe non esserci più. Questo non vuole dire che le banche, come le abbiamo vissute fino ad oggi, scompariranno. Vuol dire che dovranno operare una profonda trasformazione nel modo di gestire e offrire i servizi al pubblico, se vogliono continuare a competere in un mercato in costante evoluzione.

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