lavoro all’estero: 2 italiani su 3 sono disposti a trasferirsi per una carriera migliore.

18/09/2019 18:46:12

Due italiani su tre si trasferirebbero molto volentieri all’estero nella speranza di trovare maggiore successo professionale ed un miglior equilibrio tra vita privata e lavoro. Questo è quello che emerge dall’ultima edizione del Randstad Workmonitor, l’indagine trimestrale sul mondo del lavoro condotta da Randstad, in 34 Paesi del mondo su un campione di 405 lavoratori di età compresa fra 18 e 67 anni, che svolgono la propria attività almeno 24 ore alla settimana e percepiscono per questa un compenso economico.

Vediamo più nel dettaglio i dati rilevati. 

Italiani all’estero per lavoro 

I lavoratori italiani non hanno paura di lasciare il loro Paese per trovare condizioni lavorative migliori. Sono, infatti, i primi in Europa per propensione a spostarsi in maniera stabile altrove. Nello specifico, si tratta di oltre 2 italiani su 3. 

A sostegno di ciò, il 67% degli intervistati ha dichiarato che emigrerebbe senza problemi se gli fosse garantito un avanzamento di carriera e un miglior work-life balance

Una percentuale minore, ma non di tanto, prenderebbe in considerazione l’idea di trasferirsi a fronte di un notevole aumento di stipendio (64%). Mentre il 57% degli intervistati è alla ricerca di una carriera più soddisfacente.

Lavoro all’estero: 2 italiani su 3 sono disposti a trasferirsi

Dove vorrebbero andare i lavoratori italiani

Appurato che gli italiani si trasferirebbero all’estero per affrontare una carriera professionale migliore, una domanda nasce spontanea: quali sono le mete preferite? Queste le destinazioni europee:  

  • Il 9% andrebbe in Germania;
  • L’8% in Francia, Svizzera e Spagna;
  • Il 7% nel Regno Unito;
  • Il 4% in Austria;
  • Il 3% in Belgio.

Per quanto riguarda, invece, i Paesi oltreoceano, vincono gli Stati Uniti con il 6% delle preferenze. A seguire ci sono Australia (5%) e Canada (3%). A livello globale sono gli Stati Uniti a raccogliere più voti, col 10% delle scelte, seguiti da Germania (8%), Regno Unito (7%), Australia (7%), Canada (6%), mentre soltanto il 3% dei lavoratori mondiali verrebbe in Italia.

Cosa pensano gli italiani della diversità culturale al lavoro

Gli italiani sono propensi ad aprirsi ai lavoratori stranieri, consapevoli ormai che il mondo del lavoro sta diventando sempre più globale. Il Randstad Workmonitor, evidenzia che l’80% dei dipendenti del nostro Paese ammette di voler lavorare con persone di diverse culture e il 74% crede che sia importante assumere personale dall’estero se mancano le competenze necessarie. 

I giovani sotto i 25 anni sono il segmento meno favorevole alla presenza di dipendenti stranieri, soprattutto se qualificati, con percentuali lontane dalla media nazionale (rispettivamente 73%, 59% e 51%). 

Scarsa fiducia nelle opportunità del mercato italiano

In questo scenario, però, si inserisce un dato meno felice. Gli italiani non hanno fiducia nelle opportunità professionali del mercato del loro Paese. Quasi un italiano su due, infatti, preferisce emigrare piuttosto che cambiare carriera, cinque punti in meno della media globale, ma ben sette in più della media europea. Infine, il 57% degli intervistati accetterebbe di trasferirsi all’estero se l’azienda italiana glielo chiedesse, pur di non perdere il proprio posto di lavoro. 

Marco Ceresa, Amministratore delegato Randstad Italia, ha commentato così i risultati dell’indagine:

L’elevata propensione degli italiani a spostarsi all’estero per dare una spinta alla propria carriera testimonia l’intraprendenza e la consapevolezza da parte degli italiani di un mondo del lavoro sempre più globale, ma rappresenta anche una spia di allarme sulle opportunità offerte dal mercato italiano. Quasi un italiano su due, il 49%, preferirebbe emigrare piuttosto che cambiare carriera, e ben il 57%, l’incidenza più alta in Europa, sarebbe disposto a trasferirsi in un altro paese su richiesta dell’azienda pur di conservare il posto di lavoro. Un’eccessiva emigrazione dei profili migliori però rischia di tradursi in un impoverimento sociale ed economico del paese. Per evitare questo rischio le imprese devono migliorare le loro strategie di attrazione dei talenti, con strategie di carriera, formazione e valorizzazione delle competenze, coinvolgimento dei dipendenti in progetti stimolanti, offrendo equilibrio fra lavoro e vita privata

categorie News Aziende , trend HR