Il mondo del retail deve mettersi al passo con le preferenze tecnologiche dei Millennials che rappresentano in questo momento il maggiore traino commerciale e che nel prossimo decennio rappresenteranno quasi la totalità della forza lavoro mondiale. 
Le nuove generazioni ormai consultano abitualmente lo smartphone prima di entrare fisicamente in un negozio e continuano ad avvalersene mentre fanno shopping, come se si trattasse di un assistente alla vendita. Adottare “l’Internet delle Cose” – ossia IoT - per migliorare gli acquisti è pertanto un passaggio obbligato per la vendita al dettaglio sia per quanto riguarda la customer experience che per la gestione del magazzino. 

Catene di alimentari, negozi di abbigliamento, grandi magazzini, store di elettronica, casalinghi e supermercati dovranno sempre più essere in grado di impiegare nuove tecnologie nella gestione dei big data, integrare l’e-commerce e l’esperienza in store, implementare punti vendita mobili, accettare pagamenti con carte di credito e acquistare online con pick-up in negozio, in modo da fornire un servizio ottimale per ogni cliente. 

Affidarsi all’IoT sarà inoltre un modo per avere maggiore trasparenza nelle operazioni di fornitura, per ottimizzare la scelta dei prodotti in base alle preferenze della clientela e per sopperire ad eventuali esaurimenti scorte improvvisi attraverso il sistema predittivo del machine learning e dell’automazione. 

Effettuare ricerche tramite l’obiettivo della propria fotocamera, creando wish-list e riempiendo il carrello, consentire ad altri utenti di linkare le foto postate online dei propri acquisti permettendo ad altri di comprare lo stesso prodotto, oppure di scansionare un articolo all’interno di un negozio per avere maggiori informazioni: tutto questo non è fantascienza, ma visual search semplicemente integrata nello shopping. 
Entro un paio di anni si prevede che il 30% delle società utilizzerà l’Intelligenza Artificiale per aumentare i propri profitti e l'85% delle interazioni tra cliente e negozio sarà gestita online. 

Lo sviluppo della tecnologia detta Natural language processing e la consapevolezza di poter applicare l'Intelligenza artificiale nel settore retail da un lato, e l’attenzione all'esperienza degli utenti e il crescente utilizzo dell'apprendimento automatico dall'altro, hanno posto le basi per sviluppare nuove soluzioni e creare opportunità di crescita in questo campo, sia nel merchandising predittivo che nel customer care. Per questo gran parte dei rivenditori già sta investendo risorse in tecnologie IoT finalizzate all'analisi del carrello del consumatore e alla conseguente raccolta di dati, alle operazioni di marketing basati su criteri geografici, alla verifica automatica dell’inventario grazie a sensori e allo sviluppo di visite personalizzate del cliente in negozio. 

Grazie a queste nuove metodologie, è possibile assicurarsi maggiore produttività, il monitoraggio in negozio, l’ottimizzazione della supply chain, la precisione delle scorte e il ritorno sugli investimenti. Le principali aziende che attualmente forniscono Intelligenza Artificiale per prodotti e servizi al dettaglio sono: Amazon Web Services, Google, Ibm, Intel, Microsoft, Nvidia, Oracle, Salesforce e Sap. 

Ecco alcuni esempi già operativi per chiarire meglio l'impiego delle nuove tecnologie nel settore retail: 

  • Machine learning utilizzato per ottimizzare l'e-commerce relativamente ai tassi di conversione; 
  • Targeting personalizzato nelle campagne email, basato su piani di comunicazione diversificati e sulla raccolta dei dati derivati dallo studio dei clienti e dei loro acquisti con carte di credito;
  • Interazione tra cliente e web con indicazioni in loco su dove si trova un determinato capo nel negozio; 
  • Personalizzazione del processo di acquisto dall’home page del sito fino alla cassa in sede;
  • Chatbot che aiutano i clienti a trovare l'articolo più adatto.