​Da sempre la meccanica è uno dei fiori all'occhiello della produzione industriale italiana: i dati sull'export lo confermano. E anche quelli relativi al mercato del lavoro: gli occupati sono quasi 2 milioni. E il recente manifesto Federmeccanica punta a ridare ulteriore slancio al settore

L’industria metalmeccanica è da sempre uno dei motori dell’economia italiana. Basta dare un occhio ai numeri: gli occupati del settore sono 1,8 milioni (solo la Germania ne ha di più), fattura circa 400 miliardi di euro l’anno contribuendo per circa l’8% alla formazione del Pil e per il 45,9% del valore aggiunto di tutta l’industria manifatturiera. Il settore tiene, quindi, e le previsioni per il 2015 sembrano positive.

Export industria: Italia al top

In Italia quindi si innova, si scopre e si produce. In una sola parola, si brevetta. Il nostro Paese è infatti al secondo posto nella Top 20 internazionale delle domande di brevetti per il “design industriale” e al quarto per numero di marchi. Ma non solo. Se si parla di export e di confronti con l’estero, l’Italia ricopre un ruolo di leadership assoluta: il nostro, infatti, è uno dei cinque Paesi con surplus commerciale manifatturiero per i prodotti industriali sopra i 100 miliardi di dollari, 131 per la precisione, ampiamente superiore a quelli di Francia, Inghilterra e Usa (dati Wto, l'organizzazione mondiale del commercio).

Un ottimo risultato, ottenuto grazie all’incremento del 16,5% dell’export dal 2008 al 2013, proprio gli anni della grande crisi. Un numero che dimostra come l’Italia, nonostante globalizzazione e varie difficoltà, abbia saputo mantenere, rispetto al 1999, una quota di mercato mondiale del 72,6% perdendo relativamente poco rispetto al 59,8% della Francia e al 53,4% del Regno Unito. Un altro dato importante: l’Italia è il Paese con il saldo attivo più alto in 62 dei 496 prodotti che caratterizzano il settore meccanico nel commercio mondiale (indice Fortis-Corradini, Fondazione Edison), che diventano 235 se si considerano le prime tre posizioni (elaborazione su dati Istat, Eurostat e Un Comtrade).

L'eccellenza del settore Machinery italiano

In questo quadro tutto sommato confortante, spicca il settore Machinery, ovvero la produzione di macchine industriali: l’Italia è terza nella graduatoria delle bilance commerciali mondiali con 53 miliardi di dollari di surplus nel 2012 e una prima stima di 70 nel 2013, numeri che consentono al nostro Paese di risultare il principale competitor della Germania, leader di questo segmento. E, anche qui, il made in Italy è apprezzatissimo: nell’ultimo trimestre del 2014 l’indice degli ordini esteri è cresciuto del 19,3% rispetto allo stesso periodo del 2013. E anche il mercato interno funziona: +18.8% (dati Ucimu).

Il manifesto di Federmeccanica

Ma, nonostante i dati positivi, è bene non cullarsi troppo sugli allori. Infatti a novembre 2014 Federmeccanica, la Federazione sindacale dell’industria metalmeccanica italiana, ha presentato un vero e proprio manifesto di oltre 20 pagine contenente una serie di misure per dare ulteriore slancio e “mandare un segnale di fiducia” al settore.

Ecco i punti principali:

a) una politica industriale per la Meccanica;
b) risollevare la domanda interna con maggiori investimenti pubblici e privati;
c) un mercato del lavoro efficiente e inclusivo (flessibilità e sicurezza);
d) una riforma del fisco e un alleggerimento del carico di imposte sulle imprese;
e) una legge elettorale che garantisca una maggioranza politica solida;
f) norme più semplici e chiare per snellire giustizia e Pubblica amministrazione;
g) Completamento dello smaltimento dei debiti della P.A.
h) Industry 4.0: evoluzione delle imprese verso la quarta rivoluzione industriale.

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