I robot che affiancano gli esseri umani nella vita di tutti i giorni non sono più roba da film di fantascienza: in Italia è nato R1 - “Your Personal Humanoid”, il primo robot umanoide pensato per entrare nelle case della gente. R1 nasce a Genova, per l’esattezza: è stato progettato e messo a punto dall’IIT, Istituto Italiano di Tecnologia, polo di ricerca scientifico-tecnologica leader nella robotica e punto di riferimento mondiale del settore.

Fratello minore di iCub - automa col volto di bambino, primo figlio dell’IIT, impiegato nei centri di ricerca robotica di tutto il mondo - rispetto a lui R1 è più “emancipato”: esce finalmente dai laboratori per fare il suo ingresso in case e ospedali e aiutare gli umani a svolgere le normali attività quotidiane. Allungarsi per afferrare oggetti sui ripiani più alti, porgere il telecomando ai coinquilini e ricordare loro che è ora di fare jogging, portare i medicinali ai pazienti per dare una mano agli infermieri: queste sono solo alcune delle funzioni di supporto di R1 che contribuiranno non poco ad alleggerire il peso della fatica, o anche solo a facilitare la vita delle persone negli ambienti domestici e degli operatori in quelli professionali.

L’automa destinato a rivoluzionare il mondo della robotica è stato realizzato in tempi record - 16 mesi - da un team altamente specializzato e variegato: 22 scienziati e tecnici dell’IIT guidati da Giorgio Metta sono stati affiancati da un gruppo di progettisti industriali di Genova e da ben due squadre di creativi - industrial & graphic designer, illustratori ed esperti di entertainment - provenienti da Milano e Barcellona. Questi ultimi, chiamati a disegnare il corpo e il volto di R1, hanno lavorato a fianco a fianco con neuroscienziati e psicologi per dargli un aspetto il più umano possibile, tale da non suscitare timore o paura in coloro con cui dovrà interagire (malati, anziani, bambini…).

Veniamo ora al dettaglio delle specifiche tecniche che fanno sembrare l’automa dell’IIT straordinariamente umano, familiare e ispirante fiducia.

La struttura di R1 è composta per il 50% di plastica e per il restante 50% di fibra di carbonio e metallo; l’aspetto della sua progettazione che lo rende davvero unico è il fatto che hardware e software sono stati sviluppati insieme, cioè la sua intelligenza artificiale è stata progettata direttamente sulla sua struttura - il che, secondo recenti studi di AI e neuroscienza - aumenta l’efficacia e la produttività della sua interazione con l’uomo.

R1 pesa circa 50 kg, il suo busto è allungabile - l’altezza complessiva dell’automa varia da 125 a 140 cm - ed è capace di torsione laterale e flessione verso l’alto e il basso, le sue braccia sono estendibili in avanti fino a 13 cm per facilitare la presa di oggetti lontani. Si muove su ruote ad una velocità di sicurezza non superiore ai 2 km/h ed è alimentato da una batteria - ricaricabile alla presa elettrica - con un’autonomia di circa 3 ore.

Il corpo di plastica, carbonio e metallo di R1 racchiude una fitta rete di sensori e computer responsabili delle sue alte prestazioni non solo in fatto di movimento, ma anche di memorizzazione di ciò che si trova e accade intorno a lui - della dimensione degli ambienti, della collocazione degli oggetti e della presenza e delle azioni di chi lo circonda - e della sua interazione “ragionata” con tutto ciò sulla base degli input ricevuti e dei dati registrati.  

Il volto di R1 non è altro che uno schermo a LED a colori, sulla cui superficie compaiono faccine stilizzate che facilitano e “umanizzano” la sua comunicazione con le persone. Dietro il volto-schermo di R1 si nascondono i sensori della visione, due telecamere stereo e uno scanner 3D; i sensori dell’equilibrio, un accelerometro e un giroscopio; i sensori del suono, altoparlanti e microfono. Il simpatico automa è dotato perfino - cosa davvero innovativa - del senso del tatto, assicurato da sensori disposti subito al di sotto della sua pelle artificiale.

Dentro la pancia di R1 sono collocati invece ben 3 computer, in cui risiede tutta la sua intelligenza artificiale: capacità di calcolo, movimento e controllo dei sensori. Grazie ad una scheda wireless i computer si collegano a Internet, dove recuperano gli aggiornamenti del software insieme a tutte le informazioni utili per interagire con i compagni umani nella vita quotidiana, domestica o professionale.  

Quando R1 arriverà nelle nostre case? Tra 17 mesi avrà inizio la produzione in serie che in un primo momento prevedrà la realizzazione di 100 prototipi al costo di 25.000 euro; a partire dal 2018, con l’avvio della distribuzione su larga scala, il costo scenderà, secondo le stime, a circa 3.000 euro.