La gestione della privacy dei clienti è un tema che le aziende non dovrebbero mai sottovalutare. Una loro amministrazione scorretta o disorganizzata, infatti, può comportare dei seri problemi alla produttività e alle vendite.

Se i potenziali clienti di un’azienda iniziano a nutrire dei dubbi circa la gestione dei propri dati personali la questione si fa seria, al punto che in tutto il mondo si è registrato un forte calo nei cicli di vendita, con picchi fino al 65%, proprio per questo motivo. A rivelarlo è il Cisco® 2018 Privacy Maturity Benchmark Study, una recente ricerca che ha lo scopo di valutare la maturità delle aziende in materia di privacy. Vediamo nel dettaglio i dati rilevati da questo lavoro.

Privacy e ritardi nelle vendite

La ricerca di Cisco è stata realizzata su un campione di interviste a circa 3000 professionisti della sicurezza in 25 paesi diversi, sui temi della maturità nella gestione della privacy e degli effetti del trattamento della riservatezza dei dati sulla loro attività. Il dato più sorprendente emerso da questo lavoro è che i due terzi degli intervistati hanno dichiarato che la riservatezza dei dati sta causando ritardi nei cicli di vendita, con una media di 7,8 settimane.

Probabilmente tra le varie cause di questo fenomeno c’è anche l’introduzione del General Data Protection Regulation (GDPR), la nuova normativa europea che entrerà in vigore a maggio e che ha lo scopo di rafforzare la tutela della privacy e dei dati personali dei cittadini dell’UE. Molte aziende non sono ancora preparate ad applicare queste nuove direttive e questa confusione genera preoccupazione nei clienti, che tendono a non fidarsi nell’acquistare prodotti o servizi perché temono che la propria privacy e i propri dati possano essere in qualche modo violati o messi a rischio.

Agli intervistati è stato chiesto di fare un’autovalutazione del loro attuale livello di preparazione, secondo il modello dell’American Institute of Certified Public Accountants (AICPA) che definisce 5 livelli di maturità, dal meno maturo Ad hoc, seguito da Repeatable, Defined, Managed, fino al più consapevole e organizzato Optimized. 
I risultati rivelano che le imprese con maturità Ad Hoc hanno registrato un ritardo medio di 16,8 settimane nei cicli di vendita; le aziende di livello Optimized, invece, hanno registrato 3,4 settimane di ritardo, l’80% in meno rispetto alle aziende meno preparate in tema sicurezza. In sostanza, dunque, le aziende più preparate in materia di privacy e che curano maggiormente la protezione dei dati offrono maggiori garanzie ai clienti e ne ricavano notevoli vantaggi in termini di business. Ciò dimostra ancora una volta quanto sia importante per le imprese tenersi sempre aggiornate sulla sicurezza informatica.

I ritardi maggiori si registrano in campo medico e governativo, con rispettivamente una media di 19 e 10 settimane, mentre i settori farmaceutici e di utilities hanno registrano i livelli più bassi, 3 e 2 settimane. La Cina è il paese con minori difficoltà in questo senso, con un ritardo di sole 3 settimane; l’America Latina e il Giappone, invece, sono i paesi con maggiori problemi, con un ritardo medio di 15,4 e 12,1 settimane. L’Italia si attesta a un livello abbastanza preoccupante, 8,5 settimane di media, più o meno lo stesso della Germania a 8,3, peggiore di Spagna (3,7) e Francia (4,7), ma migliore della Gran Bretagna (9,3).

Privacy e violazioni dati

La competenza in materia di privacy che le imprese dovrebbero aver acquisito ma che, di fatto, non è stata ancora acquisita da tutte o almeno non a livelli ottimali, è anche una delle principali cause per le violazioni dei dati: secondo lo studio di Cisco, le aziende più mature a proposito di privacy, subiscono perdite nettamente minori a seguito di attacchi informatici. In totale, il 53% degli intervistati ha riportato perdite per oltre 500.000 dollari a causa dei data breach verificatisi negli ultimi 12 mesi. 

Nello specifico, le imprese definite a un livello Ad Hoc hanno registrato la percentuale più alta, il 74%; man mano che la maturità nella tutela della privacy aumenta, la percentuale degli attacchi informatici cala con, ovviamente, effetti positivi sulla produzione e sulle vendite.

Come risolvere il problema

L’unica soluzione a queste difficoltà è l’adeguamento delle aziende agli standard di sicurezza informatica e di tutela della privacy. Prima ci si aggiorna e prima si otterranno dei benefici. Per fare questo, Cisco consiglia alle imprese di:

- Misurare i ritardi attuali per rendersi conto dei problemi relativi alla privacy e del loro impatto sulle vendite.
- Risalire alla radice delle cause, che possono risiedere nell’incompetenza del personale di vendita, nelle policy inadeguate e in tanti altri elementi.
- Stabilire iniziative mirate, investire su nuovi mezzi di protezione mentre si continua a monitorare la situazione.
- Analizzare gli effetti dei possibili data breach sulle vendite e sul fatturato e ricercarne, anche in questo caso, le origini.
- Sviluppare un piano di protezione e tutela della privacy efficace, adeguandosi agli standard presenti e a quelli che entreranno poi in vigore.