fidarsi per esprimere il massimo delle proprie potenzialità: il segreto di Daniele Cassioli.

15/06/2020 18:00:00

Fiducia, equilibrio, capacità di superare e perdonare gli errori, ma anche sacrificio e impegno. È tutta racchiusa in queste parole la ricetta del successo di Daniele Cassioli. 

Ospite di Jack Sintini, head of Randstad Sport - nel nono appuntamento del progetto  “distanti ma vicini, con lo sport che ci unisce” - il campione paralimpico ha raccontato la sua esperienza. Il suo approccio all’attività agonistica è, allo stesso tempo, una vera e propria filosofia di vita, dal quale trarre spunti utili anche per la realtà lavorativa. 

Cieco dalla nascita, Cassioli è la prova vivente che nessun traguardo, nemmeno il più ambizioso, è irraggiungibile. Nella sua carriera come sciatore nautico ha conquistato 25 titoli mondiali, 25 europei e 39 italiani. Per tre volte è stato eletto atleta mondiale dell’anno dall’International Waterski & Wakeboard Federation, affermandosi come uno degli atleti paralimpici migliori di tutti i tempi.

fidarsi fino in fondo, ciecamente.

“La fiducia deve essere cieca”. Lo dice con il sorriso sulle labbra, ma non è una semplice battuta. Dietro l’ironia si nasconde una filosofia di vita che lo accompagna dalla nascita. La convinzione che solo quando si è veramente consapevoli delle proprie capacità sia possibile esprimere il massimo delle potenzialità. Un concetto che vale non solo nello sport. "Anche sul lavoro - sottolinea - è importante, perché quando abbiamo fiducia in noi stessi e sentiamo la fiducia degli altri, offriamo la versione migliore di noi stessi". 

Proprio per questo motivo, per trarre il massimo dal proprio team, ogni azienda deve saper creare un clima di fiducia tra i suoi collaboratori. Si tratta infatti di un asset intangibile eppure fondamentale, sul quale occorre investire risorse e tempo. Non per un mero esercizio di stile, ma perché dietro ogni grande traguardo raggiunto si nasconde sempre un gruppo di lavoro unito, in cui ogni componente rema nella stessa direzione sapendo di poter contare sulla persona che ha al suo fianco. 

perdonare gli errori.

Se la fiducia è il collante dei rapporti sociali, non secondaria è la capacità di perdonare gli errori, sia personali sia dei collaboratori."Il perdono non sempre risolve la situazione, ma consente di non nutrire un sentimento tossico". Questo è importantissimo soprattutto in azienda e nelle relazioni lavorative. A tutti può capitare di sbagliare. L’importante è saper affrontare il problema sul momento, risolverlo e passare avanti, senza strascichi e risentimenti. 

Per fare questo ci vuole equilibrio. Un equilibrio che, per Daniele, può arrivare solo dal continuo movimento. Spesso quando affrontiamo una situazione complessa, la nostra prima reazione è quella di fermarci, rallentare, perdere velocità per riguadagnare il controllo. Non sempre, però, bloccarsi è la scelta migliore, in certi casi l’unico modo per non cadere è andare avanti. 

“Andando verso qualcosa trovo un equilibrio - spiega Cassioli - L’equilibrio talvolta lo acquisisci muovendoti, come in bicicletta”. 

Una lezione valida soprattutto in un periodo turbolento come quello vissuto negli ultimi mesi, in cui diverse realtà sono state costrette a fermarsi. Ora più che mai, guardare in avanti e muoversi, è fondamentale per restare in piedi.

niente si raggiunge senza sacrificio. 

Il valore del sacrificio lo si apprende spesso praticando lo sport. Nel caso di Daniele, invece, è stato necessario abbracciarlo ancor prima, da piccolissimo, a scuola. Quando, ad esempio, i libri in braille arrivavano soltanto a fine primo quadrimestre e lui era costretto a lavorare il doppio per tenersi al passo dei compagni. Ma ogni sforzo porta delle soddisfazioni, ogni ostacolo sul percorso non fa altro che rendere più piacevole il momento in cui si taglierà il traguardo. Il sacrificio serve a ricordarci sempre che “in ballo c’è un sogno più grande” da raggiungere. 

Questo significa saper accettare anche le sconfitte che si possono incontrare sul cammino. Bisogna anzi sfruttarle, coltivare la rabbia agonistica che ne deriva per ripartire ancora più determinati alla ricerca degli obiettivi, personali e aziendali. Anche quando il mondo del lavoro e il mercato sembrano “chiudere le loro porte”. Perché in azienda, in casa e nella vita, tutto può diventare migliore. "Una strada si può sempre trovare e ognuno di noi può conquistare il diritto ad essere felice". 

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Hopportunities è la divisione creata da Randstad dedicata alla ricerca e selezione di personale appartenente alle categorie protette. Attraverso la sua banca dati composta da oltre 15 mila profili e l’importante rete di relazioni con istituzioni, enti e associazioni, riesce a favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di persone con disabilità. 

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