employer branding: i risultati del randstad award nord-est

26/09/2016 15:56:27

L'importanza dell'Employer branding: excursus nel Nord-Est dell'Italia

Dopo il successo dell’edizione 2015, torna anche quest’anno il Regional Randstad Award, spin off dell’indagine globale sull’Employer Branding commissionata da Randstad in 25 Paesi.
A differenza del Randstad Award Italia, che copre il territorio nazionale, l’indagine regionale si concentra di volta in volta su una macro regione italiana: Nord Est, nord Ovest, Centro e Sud.
La ricerca è indipendente (nessuna azienda può iscriversi o pagare per partecipare) e ha misurato il livello di attrattività percepita delle aziende di ciascuna macro area da parte dei potenziali dipendenti, ovvero quanto e per quali fattori sono capaci di “attirare l’attenzione” di chi cerca lavoro o vuole cambiarlo.

Lo studio è stato condotto fra aprile e maggio 2016 intervistando 4.000 persone per area, fra studenti, lavoratori e disoccupati, di età compresa fra 18 e 65 anni, suddivisi per genere, fasce di età e livello di istruzione, analizzando - per ogni region - 100 imprese con un numero di dipendenti compreso fra 200 e 999, attive in otto settori merceologici.
La ricerca ha inoltre approfondito il tema della flessibilità del posto di lavoro: quanto orari flessibili e smart working attraggano davvero gli intervistati. Passiamo ora ad analizzare i dati sull'Employer Branding emersi dalla ricerca condotta nell’area del Nord-Est italiano.

1. Quali sono i fattori più importanti ricercati da un lavoratore in un’azienda?

Alle prime 5 posizioni si collocano: retribuzione, atmosfera di lavoro piacevole, sicurezza del posto di lavoro, solidità finanziaria e buon equilibrio tra lavoro e vita privata. Ogni profilo demografico, però, ha le sue esigenze. Tra i 5 fattori individuati come più importanti, le donne cercano maggiormente atmosfera piacevole ed equilibrio tra vita professionale e privata, mentre gli uomini si concentrano di più sulla solidità finanziaria.
I giovani sono più orientati alle opportunità di carriera, gli adulti di 25-44 anni ad equilibrio e flessibilità, i più anziani invece a sicurezza del posto di lavoro e stabilità finanziaria.

2. Quali sono le aziende che attraggono di più?

Nella classifica delle 20 aziende del Nord-Est più attrattive, dunque quelle in cui gli intervistati gradirebbero lavorare, spicca al primo posto Loacker (74,87%), seguita da Illycaffé (73,66%).

3. Quali sono i settori più attrattivi?

I 3 settori giudicati più attrattivi dagli intervistati sono: abbigliamento e accessori (61,82%), industria alimentare (60,93%) e arredamento (54,73%). Anche in questo caso, però, ogni gruppo demografico ha le sue esigenze.
Gli uomini preferiscono l’industria alimentare, mentre le donne il settore di abbigliamento e accessori. I giovani sotto i 24 anni e coloro in possesso del diploma prediligono l’industria alimentare, a differenza degli adulti fino ai 65 anni e delle persone con laurea o titolo di studio superiore che puntano su abbigliamento e accessori.
 

Per quanto riguarda la flessibilità del posto di lavoro, l’indagine 2016 fotografa la situazione attuale dei lavoratori del Nord-Est e le loro aspirazioni in termini di flessibilità di orari e smart working.
I dipendenti intervistati dichiarano di lavorare in media 43 e 32 ore a settimana (rispettivamente per tempo pieno e part time), contro le 41 e 30 previste da contratto. Le donne lavorano in media 34 ore settimanali, gli uomini 41.
Il 44% dei partecipanti al sondaggio afferma di essere disposto a lavorare di più, principalmente per aumentare il proprio reddito (lo dichiara l’84% degli intervistati).
Anche l’avanzamento di carriera è un forte impulso a dedicare più ore al lavoro, soprattutto per uomini, giovani sotto i 24 anni e persone in possesso di istruzione superiore.
Quanto alla flessibilità, il 72% dei dipendenti nella regione Nord-Est preferirebbe un orario di lavoro flessibile. Di questi, il 49% desidererebbe lavorare con un orario giornaliero flessibile, il 15% gradirebbe avere una giornata lavorativa più lunga a fronte di una settimana più corta e l’8% preferirebbe avere giorni lavorativi flessibili ogni settimana.

Interrogati sullo smart working, invece, il 27% dei lavoratori del Nord-Est dichiara di continuare a preferire il lavoro in ufficio, mentre il 72% preferirebbe lo smart working.
Di questi, il 42% preferisce lo smart working occasionale e il 20% gradirebbe lavorare da casa per un numero fisso di giorni a settimana; solo il 9%, invece, si dice favorevole a lavorare da casa ogni giorno. Se praticato almeno occasionalmente, lo smart working sembra dunque essere percepito dai lavoratori come un vantaggio per raggiungere un miglior equilibrio tra lavoro e vita privata.

Analizzati nel loro complesso, i dati relativi al Nord-Est rivelano quanto sia importante adottare una strategia di Employer Branding chiara e, soprattutto, a lungo termine. Anche ad essa, infatti, è legato il successo dell’azienda, poiché un Employer Branding forte determina la capacità dell’azienda di attrarre e trattenere talenti.
Per elaborare una strategia di Employer Branding efficace, dunque, occorre innanzitutto stabilirne il responsabile. Questo dovrà costruirsi una visione chiara dei valori aziendali e del grado di motivazione dei dipendenti al fine di stabilire il piano d’azione, la cui realizzazione dovrà poi essere costantemente monitorata per verificare passo dopo passo il raggiungimento dei risultati prefissati.