cybersecurity: grande il gap tra bisogni delle aziende e talenti disponibili

09/03/2018 10:09:38

La cybersecurity, ovvero la sicurezza informatica, è un tema molto importante per le aziende, soprattutto adesso che dovranno adeguarsi alle nuove normative. 

Per proteggere la propria azienda dai rischi informatici servono talenti esperti in questo campo. Il problema è che, mentre la cybersecurity richiede sempre maggiore attenzione, di pari passo cresce la mancanza di talenti con le competenze giuste: appare dunque evidente che le aziende che riusciranno ad attrarre e trattenere i talenti esperti in cybersecurity, riusciranno a prevenire e a gestire meglio i rischi informatici.

A tal proposito, Capgemini ha effettuato un lavoro di ricerca sui talenti della cybersecurity: sono stati intervistati oltre 1200 dirigenti, impiegati, esperti, responsabili HR ed esponenti di società che si occupano proprio di sicurezza informatica.
I risultati dimostrano, appunto, che i talenti in questo campo sono sempre più rari: il divario tra richiesta e disponibilità è del 25%, una percentuale significativa anche perché, secondo questo studio, nei prossimi anni la richiesta è destinata ad aumentare notevolmente. 

Per correre ai ripari, le aziende devono focalizzare l’attenzione su due priorità: riuscire ad attrarre i talenti del settore ed essere poi in grado di trattenerli. La ricerca di Capgemini fornisce alcuni suggerimenti ai brand che sono attualmente alla ricerca di candidati per andare a coprire la crescente necessità nel campo della cybersecurity:

1 – Pensare fuori dagli schemi: i responsabili HR dovrebbero andare oltre i loro tradizionali metodi di recruitment per scovare i professionisti di questo settore. Ad esempio, ci si può servire di piattaforme e network specializzati in questo campo, oppure si può andare a cercare tra i professionisti che si sono formati in ambito militare o governativo.

2 – Cercare nei network frequentati dai talenti della cybersecurity: secondo la ricerca, l’82% dei candidati appartenenti alle categorie dei Millennials, della Generazione Y e della Generazione Z, sono desiderosi di lavorare in aziende che abbiano un approccio innovativo al lavoro e al recruitment. In questo senso, utilizzare ad esempio le app o la gamification può essere molto utile.

3 – Dare un’immagine accattivante della leadership e del team di lavoro: le aziende devono raccontare la propria storia, sia quella dei dirigenti, sia quella dei dipendenti, e presentare quindi il proprio team di lavoro, sottolineando i punti di forza e facendo in modo di coinvolgere il candidato e invogliarlo a farne parte. Secondo la ricerca, infatti, i talenti sono più propensi a scegliere aziende con leader carismatici e colleghi che abbiano le loro stesse competenze digitali.

4 – Cercare prima all’interno dell’azienda: il talento giusto per occuparsi di cybersecurity potrebbe già lavorare per te. Secondo la ricerca, infatti, gli impiegati oggi hanno paura che le loro competenze diventeranno inutili nel giro di pochi anni, e temono che non saranno più sufficienti di fronte alla continua evoluzione della tecnologia e del digitale. Per questo motivo, tanti dipendenti investono tempo e risorse per migliorare le proprie skill con corsi di formazione. Prima di cercare fuori, dunque, le aziende farebbero bene a informarsi sulle nuove competenze acquisite dai propri dipendenti e dovrebbero valorizzare proprio quelle risorse che hanno dimostrato di voler migliorare la propria professionalità.

La ricerca di Capgemini, infine, fornisce anche alcuni suggerimenti su come trattenere i talenti esperti in cybersecurity una volta trovati:

1 – Incentivare i dipendenti a migliorare le proprie skill: l’81% dei talenti del settore sicurezza è desideroso di accrescere le proprie competenze in materia per tenersi al passo con le nuove sfide del settore. Per farlo, questi talenti sono disposti anche a fare formazione al di fuori dell’orario di ufficio; per questo motivo, i datori di lavoro dovrebbero incentivarli e supportarli nelle attività di apprendimento.

2 – Promuovere la parità di genere e assicurare un adeguato work-life balance: il settore della cybersecurity è ancora visto come prettamente maschile. Per questo motivo le aziende dovrebbero incoraggiare le candidate a intraprendere una carriera nel campo della sicurezza informatica. Bisogna anche considerare un altro fattore: l’82% delle donne operanti in questo settore (84% sono invece gli uomini) preferisce le aziende che garantiscono un work-life balance flessibile, elemento che costituisce dunque un altro punto chiave per la talent retention.

3 – Garantire possibilità di carriera: i talenti della sicurezza informatica considerano importante la possibilità di fare carriera, molto di più rispetto ai candidati di altri settori. Dalla ricerca emerge infatti che l’81% degli intervistati preferisce aziende che garantiscano un percorso di carriera; la percentuale cresce a 84% per i rappresentanti delle generazioni Y e Z. Per loro non riuscire a fare progressi nel proprio percorso personale è un fattore che può determinare la decisione di lasciare un’azienda; ecco quindi che bisogna assicurare le possibilità di crescita professionale sin dal momento del recruitment.

4 – Scegliere l’automazione per i compiti ordinari: in alcuni casi è possibile automatizzare alcune mansioni del lavoro con degli specifici software. È sempre meglio che le aziende utilizzino questi metodi per i compiti ordinari, così da poter impiegare i talenti della cybersecurity in ruoli più critici.
 

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