come si svolgerà la giornata di un ceo del futuro?

26/09/2017 11:50:39

Negli ultimi anni le tecnologie hanno cambiato profondamente molti aspetti della vita dell’uomo, sia dal punto di vista delle abitudini personali, sia da quello lavorativo. Se prendiamo in considerazione quest’ultimo ambito, non c’è dubbio che ci sia stata un’integrazione sempre più massiccia delle digital technologies nei processi lavorativi: è sufficiente pensare, ad esempio, a come robot e software sono entrati nelle fabbriche rivoluzionando i processi produttivi del settore industriale. 

Nella gestione delle aziende sarà quindi sempre più importante gestire efficientemente il cambiamento per renderlo produttivo ed efficace. 

Prendiamo in considerazione, ad esempio, la figura del Chief Executive Officer, o Amministratore Delegato: come cambierà la giornata tipo di un CEO del futuro?

La società di consulenza direzionale milanese BIP – Business Integration Partner – ha creato una simulazione di come i nuovi strumenti tecnologici a disposizione dei manager potrebbero modificarne profondamente la giornata lavorativa entro i prossimi cinque anni. Secondo quanto descritto da BIP a Il Sole 24 Ore, la tecnologia cambierà le abitudini sin dalle prime ore del mattino, in quanto il CEO del futuro salirà - con ogni probabilità - a bordo di una macchina a guida autonoma munita di schermi che forniscono informazioni sugli appuntamenti previsti durante la giornata. 

Il lavoro non si svolgerà più in un ufficio tradizionale, ma si dipanerà tra “isole di lavoro intelligenti”, mentre meeting e riunioni con i capi dei vari reparti e team si svolgeranno soprattutto in videoconferenza. 

Le nuove tecnologie cambieranno anche i break: il pranzo, ad esempio, sarà ordinato online tramite smart watch e applicazioni apposite, consentendo ai professionisti del futuro non solo di risparmiare tempo, ma anche di tenere sotto controllo la propria dieta in modo semplice e pratico. 

Nell’eventualità in cui si presentino problemi in una determinata area dell’azienda, molto probabilmente la causa sarà da ricercarsi nella scarsa efficienza dell’infrastruttura tecnologica aziendale. Grazie all’intervento del Chief Technology Officer, sarà possibile per il CEO individuare rapidamente le “falle del sistema”, oltre alle figure e alle competenze necessarie per fornire una soluzione al problema. 

Spetterà alla Direzione HR, infine, selezionare i nuovi data scientist o esperti di intelligenza artificiale e, di pari passo, formare “digitalmente” il personale esistente, all’interno di un ambiente di lavoro in cui i principi e le pratiche dello Smart Working, insieme agli strumenti tecnologici che lo rendono possibile, saranno sempre più diffusi.
L’amministratore delegato di BIP, Fabio Troiani, ha raccontato: «La rapidissima evoluzione delle tecnologie ha messo a disposizione degli amministratori delegati mezzi potenti per guidare le proprie aziende: non più il “copia e incolla” dei benchmark o l’opinione personale dei manager, ma tecniche avanzate di Design Thinking, algoritmi e pattern di Big Data».

Insomma, se tutto andrà come ipotizzato dalla società di consulenza, entro pochissimo tempo la tecnologia cambierà radicalmente la giornata lavorativa dei top manager, mettendo a loro disposizione strumenti avanzati per ottimizzare la gestione di un’azienda. Tutto ciò, però, per avere effetti veramente positivi dovrà affiancarsi alla formazione costante delle persone, che dovranno dotarsi di nuove competenze ed imparare a sfruttare queste soluzioni tecnologiche in modo efficace.

Il fattore umano, infatti, rimarrà sempre un valore fondamentale e imprescindibile per il successo di ogni realtà.