hr trend 2020, le nuove tendenze per la gestione delle risorse umane.

06/03/2020 11:00:00

Non è una novità in senso stretto l'uso di un ventaglio di nuove tecnologie applicate alla gestione e selezione delle risorse umane in azienda. Ma quello che i principali esperti prevedono come trend HR per il 2020 è il definitivo affermarsi dell'impiego di tutta una serie di applicazioni e sistemi capaci di modificare definitivamente il settore. Da questo punto di vista è illuminante la ricerca effettuata dall'autorevole JRD - Human Resources Director che ha interpellato alcuni dei più importanti esperti di tutto il mondo per stilare le tendenze che cambieranno il modo di gestire le risorse umane. Ecco quali sono i principali trend da osservare con attenzione.

Trend HR 2020

l'automatizzazione come vantaggio.

Jon Ingham, autore del libro “L'organizzazione sociale”, è una delle prime voci interpellate dall’indagine. Secondo lo scrittore, questo 2020 ci condurrà ad un impiego sempre più massiccio della tecnologia rivolta all'automatizzazione del lavoro. Ma ciò  sembra rivelarsi un danno per il lavoratore può invece trasformarsi in un’occasione: le persone, liberate da alcuni impegni meccanici e ripetitivi, potranno raggiungere il loro vero potenziale. Per altro, sempre secondo Ingham, le HR dovrebbero prestare maggiore attenzione ai sistemi in team sviluppandone sempre di più il valore inespresso. 

troppi dati, serve una bussola.

Nel contesto ipertecnologico in cui si muovono le aziende è difficile orientarsi. Soprattutto a causa del flusso costante di dati cui siamo sottoposti, informazioni che a volte arrivano a travolgere gli stessi manager. Ecco, per Dave Ulrich, docente alla Ross School of Business, University of Michigan, davanti a questo tipo di situazioni, sarebbe il caso di dotarsi di un nuovo e migliore sistema organizzativo in grado di orientare e di guidare nel business chi deve prendere le decisioni (leggi anche: 4 step per utilizzare al meglio i big data

non solo assunzioni ma anche mobilità interna.

L'intelligenza artificiale con le sue diverse applicazioni per quando riguarda il sourcing, lo screening e la valutazione preliminare stanno fornendo un ampio supporto nel recruiting. Ma secondo un'analista come Josh Bersin uno dei trend più importanti di questo 2020 riguarda più che le assunzioni dall'esterno, il movimento interno dei talenti. Per questo dal suo punto di osservazione appare fondamentale preoccuparsi anche della mobilità del proprio personale.

attenzione alla salute e al benessere.

Un altro elemento sempre più importante per le imprese e per i propri dipendenti è diventata la salute, sia fisica sia emotiva e mentale, delle persone nel proprio ambiente di lavoro. È considerata una questione critica prevedere da parte delle HR quali possano essere i bisogni e anche i servizi in grado di rispondere a questa richiesta pressante. E di conseguenza investire e strutturare dei wellness program all’interno dell’azienda (leggi anche: come strutturare un wellness program all’interno dell’azienda).

smart working e flessibilità.

Lo smart working è una delle grandi parole d'ordine di questi anni, ma nonostante la grande popolarità di questa mobilità flessibile di lavoro, non tutte le aziende sono pienamente strutturate per metterla in atto (la normativa per implementarlo in azienda). Secondo Emily Fritz, specialista di Exaqueo, vedremo crescere ancora di più quello che viene chiamato il "lavoro agile" man mano che le imprese svilupperanno le loro soluzioni (leggi anche l’articolo su Career Lab: la sicurezza e i diritti del lavoratore nell’epoca dello smart working). 

pausa digitale.

Sempre secondo Fritz, un altro punto che deve essere compiutamente affrontato è quello legato al diritto alla disconnessione e alla pausa dalle notifiche. Per la studiosa le fatiche legate all'eccesso di connessione, alla verifica sul proprio telefonino di messaggi e mail sono dannose per la salute (leggi anche l’articolo su CareerLab: i 7 segnali che soffri di stress da lavoro). Soprattutto si calcola che in media arrivi ogni 12 minuti una notifica, una frequenza che deve essere in qualche modo ridotta, favorendo il raggiungimento del work life balance dei propri dipendenti. (leggi anche l’articolo su Career Lab: come sopravvivere allo stress da lavoro). 

formazione interna.

Il crescente impiego di nuove tecnologie costringerà sempre più le aziende a mettere in campo una formazione continua interna per i dipendenti. È quanto emerge dall'analisi di J.T. O'Donnell, CEO di Work It Daily, che ritiene che fino a questo momento in molti casi siano state le singole persone a formarsi e spesso autonomamente, ma ora dovrebbe toccare alle stesse aziende preoccuparsi del problema (leggi anche: come trovare il tempo per fare formazione aziendale). 

i dati dovrebbero guidare le decisioni dell'HR.

La ricerca di Sage People “Il volto mutevole delle risorse umane”, ha messo in evidenza come solo il 42% delle strutture aziendali usa i dati, gli analytics, relativi al proprio personale per prendere decisioni sul fronte dell'HR. Per Gautam Ghosh, scrittore e influencer esperto del settore, è necessario muoversi secondo l'evidenza fornita dai dati e non più in base all'istinto.

le persone al primo posto.

L'esperienza delle persone che lavorano in azienda è un tesoro da conoscere e utilizzare. Non solo per migliorare la propria produttività, ma anche per aumentare l’employee retention.  Secondo Soumysanto Sen, uno dei massimi esperti di analisi sulle persone intervistate da JRD - Human Resources Director,  bisogna mettere le persone al primo posto proprio adesso che l'AI sta diventando così preponderante all'interno di una azienda. Ricevere feedback dai propri impiegati, condividere le loro esperienze potrebbe risultare illuminante anche secondo Jazmine Wilkes, di SEA Wire and Cable.

rivedere i sistemi attuali di lavoro.

Grazie ad un impiego migliore dei numerosi strumenti digitali a disposizione secondo Perry Timms, fondatore di People and Transformational HR, sarà possibile rivedere gli attuali modi di lavorare. L'obiettivo è di revisionare i processi interni, eliminare quelli improduttivi ma anche dispendiosi e introdurne di nuovi, più agili, creativi e soprattutto in sintonia con le persone.