le aziende devono vedere nei dipendenti, dei clienti.

27/03/2019 14:59:04

Ci sono alcune parole che vanno di moda per anni, escono dalla testa delle persone per poi rientrare con forza come concetti nuovi, diversi da quelli precedenti. Uno degli esempi che preferisco è la parola “olistico” che fino a pochi anni orsono era una delle parole più utilizzate in ogni campo: in qualunque circostanza c’era un approccio olistico, nell’ambito del lavoro si doveva essere olistici. Era talmente usata da divenire addirittura “diluita” nel suo senso più profondo, e una parola diluita diventa poco efficace.

Oggi si parla ormai solo di  "contaminazione” e nessuno si ricorda più di usare il termine “olistico” che in realtà è una delle chiavi per le aziende che hanno intenzione di avere successo nell’attrarre - e mantenere - personale qualificato.
Mi spiego: il termine olistico si riferisce alle proprietà di un sistema che non possono essere spiegate esclusivamente tramite le sue singole componenti in quanto, dal punto di vista "olistico", la sommatoria funzionale delle parti è sempre maggiore/differente dalla somma delle prestazioni delle parti prese singolarmente. (fonte)

Il termine “sinergia” invece, sempre molto utilizzato in ambito lavorativo, determina il fatto che il lavoro di squadra ottiene risultati superiori a quelli derivanti dalla somma del lavoro dei suoi singoli componenti.

Per le aziende i dipendenti devono essere come clienti

Olistico e sinergia, se li dovessimo vedere in un confronto all’americana, sarebbero molto simili. Ora, cosa c’entrano questi due termini con il mondo del lavoro e con la ricerca delle competenze di cui sono tanto affamate le aziende?
Il Talent Trends Report 2019 di Randstad Sourceright è una ricerca condotta su 800 C-suite e responsabili HR e delle strategie per l’acquisizione dei talenti e 1.700 lavoratori di 17 paesi. Il report indaga le tendenze più importanti che riguardano lo sviluppo e l’acquisizione del talento nelle organizzazioni, le sfide da affrontare e le soluzioni adottate per fronteggiare il problema della scarsità di talento, e qual è una delle evidenze sostanziali che esce dalla suddetta ricerca?

Modello di "talento totale"

Le aziende devono adottare un approccio olistico, utilizzando un “modello di talento totale”, che non consideri solo il capitale umano ma anche la robotica e l’automazione, per essere sicuri di avere tutte le risorse a disposizione.
Questa è la caratteristica principale verso cui devono investire le aziende per essere in grado di migliorare il grado qualitativo delle risorse interne alle aziende.
Il 76% degli intervistati ha dichiarato che ha in piano di inserire una strategia olistica nei prossimi 12 mesi e tra le aziende che hanno adottato questo modello, il 98% dichiara di essere estremamente soddisfatta dei risultati.

L’approccio olistico quindi, è efficace nella misura in cui tutte le parti in essere sono in grado di trarre beneficio dalla presenza delle altre: una strategia di acquisizione del talento che allo sviluppo del capitale umano affianca l’attenzione a un ambiente di lavoro inclusivo, l’investimento in robotica per coprire le posizioni vacanti, l’investimento in intelligenza artificiale e big data per ottimizzare il reclutamento e lo sfruttamento delle opportunità offerte dai canali digitali per costruire una relazione continuativa con un network di talenti.

Il grande tema si è di fatto spostato da un focus all’altro, anzi si è allargato su più focus: se l’essere in grado di trovare competenze è certamente complesso ma necessario, ancora più fondamentale per le imprese è riuscire a trattenere i talenti dopo averli ingaggiati.
Se l’azienda X trova chi è perfetto in un ruolo, investe, lo forma, gli dedica tempo e soldi e fiducia, cosa succede nel momento in cui il perfetto si sposta in un’altra azienda perché più attrattiva da un punto di vista di brand o di atmosfera di lavoro o di possibilità di carriera?

In definitiva le aziende devono essere sempre più in grado non soltanto di dare un buon prodotto/servizio ai propri clienti, come è necessario e giusto per rimanere in piedi in un mercato competitivo, ma creare anche situazioni di lavoro olistiche e sinergiche per le persone che, anche se non clienti, devono essere attratte e coccolate come se lo fossero.

Implementare tecnologie e robotica è senza dubbio una priorità per essere in grado di rimanere competitivi, ma è altrettanto fondamentale trovare, formare e trattenere persone che amano il proprio ambiente di lavoro anche grazie alle caratteristiche tecnologiche di cui sopra, che devono essere percepite -e di fatto devono ESSERE - migliorative per il lavoro e le persone che ci lavorano.
La tecnologia è e deve rimanere un quid aggiuntivo e mai sostitutivo, per poter essere in grado di creare ecosistemi olistici che siano attrattivi.

Rudy Bandiera

Divulgatore, scrittore, consulente e TEDx speaker: sviluppa strategie e aiuta aziende e professionisti a generare fiducia e a comunicare in modo efficace online.
Ha tenuto lezioni, master e seminari un po’ ovunque, tra questi a IED, Ca' Foscari, UNIBO ed UNIFE, CUOA business school, e ha insegnato “teorie e tecniche di digital public relation” all’Università IUSVE, a Venezia e Verona.
Come relatore ha preso parte a decine di eventi di portata nazionale compresi il TEDx di Bologna, il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati ed ha inoltre presentato -tra gli altri- eventi ufficiali di Google o il TEDx di Roma.
Socio fondatore insieme a Riccardo “Skande” Scandellari di NetPropaganda, un laboratorio academy che si occupa di accompagnare aziende e privati nel creare la propria identità nel mondo digitale.
Ha scritto 4 libri su comunicazione digitale e tecnologia:
- Rischi e opportunità del Web 3.0
- Le 43 leggi universali del digital carisma
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- CREA contenuti efficaci