le 5 più grandi sfide hr del 2017 sul talento

10/02/2017 18:56:24

Il Dipartimento delle Risorse Umane di un’azienda – grande o piccola che sia – ha un ruolo fondamentale nell’attrarre nuovi talenti e mantenere alto il livello di comunicazione con i dipendenti per misurarne la felicità ed incentivarli nella produzione. Uno dei meriti dell’HR è infatti il valore che è in grado di generare, in termini strategici, nella gestione dei lavoratori ed il ruolo cruciale che gioca nel contesto generale dell’azienda. Da una ricerca della Society for Human Resource Management del 2012 è emerso che nel futuro prossimo – entro il 2022 - la sfida più grande delle HR sarà la “employee retention”, ossia la capacità di trattenere i dipendenti mantenendo sempre alto il livello di soddisfazione interna per non farli “migrare” verso nuovi impieghi.

Come impostare una solida strategia di retention ed aumentare così la fidelizzazione ed il livello di commitment dei dipendenti? Ecco i passi da seguire.

1. Un’adeguata retribuzione e i benefit
Se il livello di retribuzione non è percepito come congruo, il dipendente potrebbe farlo presente al datore di lavoro e, nel momento in cui non si registrasse un aumento, si potrebbero vedere i primi segnali di diminuzione della motivazione e del rendimento. La ricerca Randstad Employer Branding 2016 ha infatti evidenziato che il livello di retribuzione ed i benefit offerti al dipendente influiscono in modo netto sulla soddisfazione del team. È compito in questo senso delle HR di riuscire a mantenere le spese aziendali basse ed allo stesso tempo far aumentare la soddisfazione dei dipendenti.

2. Employer recruitment
Con il livello di disoccupazione sceso anche fino al 5% in alcuni paesi, per le aziende è sempre più difficile attirare nuovi talenti verso di sé. Cruciale ancora una volta è il ruolo delle HR nell’ideazione di una strategia di employer recruitment che sia in grado di rendere la propria realtà lavorativa attraente agli occhi dei giovani – e non solo – che si faranno allora avanti in totale autonomia. Un buon Dipartimento delle Risorse Umane sarà infatti in grado di offrire ai candidati dei pacchetti retributivi competitivi, diversi benefit e costruire strategie in base alle esigenze della persona che si sta selezionando.


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3. Un ambiente lavorativo stimolante
 Le HR hanno il compito di comunicare all’esterno l’immagine aziendale ed il funzionamento delle varie attività interne, facendo leva sull’ambiente giovane e dinamico che i giovani neo- laureati – come i Millennials nati tra gli anni ‘80 ed i 2000 – si aspettano di trovare. Anche il modo di lavorare deve quindi essere aggiornato dando ai dipendenti la possibilità di avere orari flessibili, obiettivi chiari, mansioni pensate per aumentare la soddisfazione personale ed un ambiente di lavoro rilassato.

4. “Employee retention” per ridurre il turnover
Una delle sfide più grandi delle HR è quella di evitare che un dipendente si dimetta per non perdere la formazione ricevuta negli anni ed ulteriore tempo alla ricerca di una nuova persona da assumere. Secondo il Center for American Progress, un’azienda spende in media circa un quinto del salario di un dipendente che lascia l’azienda solo per trovare un sostituto e a seconda della qualifica e dell’istruzione la cifra è destinata a crescere. Un buon programma di retention messo a punto dalle HR dovrà essere quindi in grado di trattenere i propri talenti e diminuire così il livello di turnover.

5. Sviluppare piani di formazione per i nuovi dirigenti

Le posizioni di top executive sono quelle, secondo la Society for Human Resource Management, che maggiormente incidono sugli alti livelli di turnover che si registrano in molte aziende. Nel 2017 le Risorse Umane dovranno quindi mettere a punto dei piani di sviluppo strategici per formare personale qualificato con capacità di leadership che andranno a ricoprire cariche dirigenziali importanti all’interno dell’azienda.