la pigrizia sociale al lavoro, come riconoscerla e affrontarla.

31/07/2018 14:44:51

È la tendenza a percepire di meno il senso di responsabilità all’interno di un gruppo di lavoro ampio. La pigrizia sociale – o effetto Ringelmann - dal nome dell’accademico francese che ha formulato la teoria - definisce l’inclinazione a lavorare meno quando si è tanti, perché si tende a fare affidamento sull’impegno degli altri. Essere un pigro sociale non vuol dire essere un fannullone. In gruppo alcuni soggetti tendono a esercitare meno sforzi, rispetto a quando sono da soli: perdono motivazione e si appoggiano all’operato dei colleghi. È come se facessero fatica ad emergere nei progetti collettivi. Questo atteggiamento è deleterio nelle squadre di lavoro che devono perseguire obiettivi comuni: se ci troviamo di fronte a un collega indolente difficilmente arriveremo al risultato richiesto. Ma la pigrizia sociale al lavoro può essere neutralizzata, basta riconoscerla. Vediamo come.

Dare risalto all’operato del singolo

Un modo per abbattere la pigrizia sociale potrebbe essere quello di dare più valore e sottolineare il contributo del singolo. Quando si è in tanti è più facile nascondersi. Per fare in modo che ciò non accada, il team leader può fare leva sul potenziale individuale, evidenziandone l’apporto, dando incarichi specifici e verificando passo passo i risultati intermedi. È così che chi ‘soffre’ di pigrizia sociale al lavoro si sentirà più motivato e tenderà a dare il 100%, perché sa che il suo contributo verrà valorizzato.

Puntare sulla fiducia reciproca

Secondo alcuni teorici, l’effetto Ringelmann potrebbe derivare dalla paura soggettiva che gli altri elementi della squadra siano più capaci di noi. Ci sentiamo inadeguati e non ci impegniamo come dovremmo. In pratica, la pigrizia sociale è figlia della mancanza di fiducia in se stessi. Per combatterla è necessario, quindi, infondere fiducia e rispetto tra i membri del team. Così facendo nessuno si sentirà giudicato o sotto i riflettori e tutti si impegneranno allo stesso modo. 

Responsabilizzare i dipendenti

Sarà compito del capo progetto, o delle risorse umane, far capire ai membri del team che il successo di un progetto dipende da tutti, nessuno escluso. Responsabilizzando le risorse, la pigrizia sociale si riduce. Non è solo una questione di produttività, qui si parla immagine sociale, di impatto che l’azione individuale ha sulla collettività. Valore e consapevolezza sono le parole chiave su cui puntare. 

Fare attenzione alla tipologia e alla dimensione del gruppo

Alcune ricerche hanno evidenziato come la tipologia del team, e la sua dimensione, siano fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo. Se il gruppo è composto solo da persone poco collaborative e molto distratte, il rischio di pigrizia sociale aumenta sensibilmente. Al contrario, se la squadra è eterogenea, i soggetti più motivati trainano quelli meno coinvolti. Anche la dimensione è importante. Nei gruppi estremamente estesi, infatti, l’effetto Ringelmann ha più chance di proliferare. Squadre piccole e ben selezionate riusciranno a coordinarsi e a lavorare meglio.