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Migliorare la propria reputazione online per attirare nuove opportunità, anche in ambito aziendale. È questo l'obiettivo di una strategia di personal branding, come raccontato al workshop organizzato da Andaf e dalla specialty Finance di Randstad

Che cos'è il personal branding? E perché si parla sempre di più di personal branding anche per i CFO o per le figure di Amministrazione e Controllo? In un mondo sempre più trasparente e interconnesso, essere presenti nei canali social più appropriati rispetto al proprio ruolo è una necessità sia per i manager sia per le organizzazioni per le quali si lavora. Di questo hanno parlato Luigi Centenaro, personal branding strategist e fondatore del sito personalbranding.it e Francesca Parviero, digital HR strategist, durante il workshop organizzato il 18 novembre dalla specialty Finance di Randstad e da Andaf Lombardia, l'associazione locale dei direttori amministrativi e finanziari. Ne è emerso che il personal branding è sempre più importante, anche per i manager Finance: è l'arte di farsi un nome nel proprio settore e consente di sfruttare al meglio i canali di comunicazione digitali per farsi conoscere e accettare come una persona autorevole nel proprio campo. In poche parole, è il processo che ci rende unici nelle mente dei nostri clienti. I benefici sono diversi: dalle nuove opportunità anche in ottica aziendale a una maggiore visibilità sui media. Non è semplice, però, raggiungere buoni risultati: è necessario sapersi valorizzare, raccontare al meglio il proprio stile di management, i propri valori, in maniera trasparente.

L'arte di raccontare se stessi: i modelli da seguire

Oltreoceano il personal branding è una disciplina già conosciuta e praticata da diversi anni, tanto che  alcuni manager influenti e di successo hanno già raggiunto ottimi risultati. È il caso di David Pottruck, uno dei più conosciuti Ceo statunitensi, che sostiene: «Migliaia di dipendenti mi conoscono solo per la mia reputazione. Quindi, nella pratica, la mia reputazione è tutto». Pottruck, infatti, comunica quasi ogni giorno sul proprio sito web e sui social network le proprie idee, i suoi valori, il pensiero e la sua storia personale. Come lui anche Peter Aceto, Ceo di Tangerine Bank, seguito su Twitter da più di 20mila follower e diventato in pochi anni un personaggio autorevole nel suo settore. Ma gli esempi  non finiscono qui: ottimi modelli da cui trarre ispirazione sono anche John Legere, Ceo di T-Mobile e Reid Hoffmann, fondatore di Linkedin. Insomma, sembra proprio che per i grandi manager di oggi sia sempre più indispensabile costruirsi una forte reputazione online.

Fare di noi stessi un brand

Ma come si può costruire una brillante strategia di personal branding? Per prima cosa  è necessario differenziarsi ed emergere dalla massa. Bisogna conoscere i propri punti di forza e saperli valorizzare. Raccontare se stessi, in quest'ottica, significa comunicare in maniera efficace:

   - che cosa si sa fare;
   - come lo si sa fare;
   - che cosa ci differenzia rispetto ai concorrenti;
   - quali vantaggi si offre.

Si deve pensare a se stessi come a un brand: creare innanzitutto un canale per comunicarlo (un blog, un account sui social network), produrre contenuti rilevanti e originali e cercare di raggiungere un'autorità nel proprio settore. In ambito Finance, per i CFO o altre figure di spicco del settore, è necessario presentarsi come un leader e una persona che ha una visione ampia delle strategie aziendali. Con l'obbligo della trasparenza: è necessario sempre mantenere le promesse anche perché i manager hanno una grande responsabilità e un forte impatto sociale nei confronti delle persone, soprattutto giovani, che li seguono.