«anche le aziende facciano la loro parte»

21/10/2015 17:35:20

Marco Ceresa parla di gap scuola-lavoro e va controcorrente: «Le imprese provino a investire più tempo e risorse nella formazione dei giovani». E a questi ultimi, l'Amministratore delegato di Randstad Italia consiglia di imparare a conoscersi a fondo per trovare la propria strada

Scuola e lavoro sono ancora distanti e il sistema dell'istruzione non è adeguato alle esigenze delle imprese? Secondo Marco Ceresa, Amministratore delegato di Randstad Italia, mondo della scuola e del lavoro devono lavorare insieme ad obiettivi comuni: «Da un lato la scuola deve essere maggiormente flessibile nel fornire ai ragazzi le competenze richieste dalle aziende e dal mercato, dall’altro le imprese devono aprirsi alla scuola, ospitando i giovani in percorsi di alternanza scuola-lavoro in modo più attivo e concreto». Un concetto chiaro, che Ceresa motiva dettagliatamente in questa intervista a Knowledge 360, in cui si parla di giovani, impresa, orientamento, formazione e futuro.

Insomma, è il momento in cui le imprese dovrebbero provare a giocare un ruolo maggiormente attivo nell'orientamento e nella formazione delle persone, soprattutto dei giovani. Magari insieme alle agenzie per il lavoro, come stanno facendo Randstad e Bosch con Allenarsi per il futuro.

«Credo proprio di sì. I dati demografici ci dicono che tra 10 anni ci saranno pochi giovani italiani pronti a fare il loro ingresso nel mercato del lavoro, ma nel contempo avremo molti stranieri. Sta a noi orientare e formare al meglio queste persone: io credo che un'agenzia per il lavoro seria, insieme alle aziende, debba avere ai primi posti della propria agenda l'orientamento e la formazione. E il successo di Allenarsi per il futuro ce lo conferma: mi piacerebbe che le aziende partner del progetto si facessero carico dell'inserimento di alcuni giovani nel proprio organico, anche per poche settimane, in modo che questi possano conoscere più da vicino il mondo del lavoro. E magari sarà un'esperienza utile alle aziende stesse: i giovani, in fondo, sono i consumatori di domani».

Gli stage sono un altro tassello molto importante nel progetto di orientamento e formazione di un giovane. Proviamo quindi a guardare la situazione dal punto di vista dei ragazzi: il progetto Allenarsi per il futuro sta portando Randstad e Bosch in numerose scuole italiane con lo scopo di aiutarli a trovare una propria strada nel mondo del lavoro. È così difficile trovarla, oggi, questa strada?

«Vedo che i giovani sono un po' disorientati: al giorno d'oggi i cambiamenti sono molto rapidi e anche l'esperienza dei genitori rischia di non essere di grande aiuto ai ragazzi perché il mondo è cambiato rispetto a qualche anno fa. È importante che le persone imparino a conoscersi a fondo e a individuare le proprie attitudini e inclinazioni per trovare una loro strada. Questo è lo scopo delle nostre iniziative, anche se non è il solo: se riusciamo a fare in modo che un numero sempre maggiore di persone trovi la propria collocazione all'interno del mondo del lavoro, sarà l'intero Paese a trarne giovamento».

Concludiamo con un consiglio ai ragazzi, allora: per trovare la propria strada nel mondo del lavoro è meglio seguire le proprie inclinazioni o dare un occhio al mercato?

«Dipende da chi siamo e da cosa vogliamo ed è per questo che sottolineo l'importanza di conoscersi a fondo per effettuare le scelte giuste. Io, ad esempio, ho una grande passione per lo sci tanto che avrei voluto fare il maestro: ci ho provato, ma poi ho capito era un'attività per me noiosa che non mi avrebbe permesso di fare una vita piena come quella che avrei voluto. E così ho scelto un'altra strada, senza aver paura di quello che sarebbe potuto accadere un domani».

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